FLORIDIA – Si sono svolti questa mattina in Chiesa Madre in un clima di tristezza e commozione i funerali del piccolo Giuseppe Gioele di 15 mesi deceduto qualche giorno fa all’ospedale Bambin Gesù di Roma dove gli doveva essere trapiantato un cuore artificiale. Alla cerimonia funebre, celebrata dall’Arciprete Antonino Loterzo, erano presenti i parenti, gli amici e i compagnetti del fratello di Giuseppe i quali si sono stretti attorno al dolore della famiglia per la perdita del loro bambino.
Prima della Celebrazione una bambina di nome Kimberly ha voluto dare un saluto al piccolo Giuseppe dicendo: “Non ti diciamo mai addio ma solo ciao Angelo nostro. Se lo meriteremo un giorno ti rivedremo nel giardino più bello e ti stringeremo tra le nostre braccia e delle nostre lacrime. Non resterà traccia di ogni nostro dolore e svanirà così sarà se Dio vorrà, così sarà per noi. Per adesso ti diciamo ciao amore dalle persone che ti hanno amato”.
Durante la sua omelia padre Loterzo ha detto: “Nell’ultimo brano letto l’altro ieri l’Apostolo Paolo diceva Cristo è morto per tutti in modo che tutti possiamo vivere per sempre con Lui. E colui che non aveva conosciuto peccato cioè Gesù senza nessuna colpa Dio l’ha portato per noi perchè noi potessimo diventare giustizia di Dio. Allora Paolo diceva <<noi siamo ambasciatori>>. Dio stesso esorta lasciatevi riconciliare con Dio. Non dice riconciliamoci ma accettiamo di essere riconciliati. L’apostolo Paolo dice ancora << sta scritto infatti al momento favorevole ti aiuterò>>. Sentiremo anche la sua esperienza di come il Signore gli da sostegno, gli da forza in mezzo a tutte le difficoltà ed è esattamente il dono di grazia che vogliamo chiedere anche in un momento come questo, al Signore con la stessa esperienza di fede, di forza che ci sta testimoniando l’Apostolo Paolo possa essere un’esperienza anche di tutti noi. Davanti ad un mistero come quello della morte la testa diventa più piccola di quanto già è piccola e no riusciamo a capire niente. L’unica cosa – aggiunge padre Loterzo – che può dare forza e di confronto a Lui è quello di fidarci del Signore per potere dire anche noi come Gesù, Padre sia fatta la tua volontà, aiutaci ad accettare tu sai tutto di noi. Nel Salmo che abbiamo ascoltato il Signore ha rivelato la sua giustizia. E qual è la giustizia di Dio? La giustizia di Dio non ha mai condizioni. La giustizia di Dio è sempre la Misericordia, è sempre accoglienza così come il giudizio di Dio è Amore che salva, Amore che accoglie. Ed è per questo che Gesù nel Vangelo che abbiamo ascoltato ci invita ad essere anche noi cosi come Gesù ci vuole. Chiediamo al Signore questo duplice dono: del conforto nella fede, nell’obbedienza e di potere anche noi essere come Gesù”. Al termine della messa la bara con il piccolo Giuseppe Gioele è stata portata a spalla dai genitori del piccoli e da alcuni amici della famiglia mentre i bambini con le lacrime agli occhi hanno fatto volare in cielo dei palloncini bianchi e azzurri gridando “Ciao Gioele”.
Salvatore Pappalardo
















