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Floridia, consiglio comunale chiamato a votare sul dissesto finanziario. L’ex candidato a sindaco Burgio: “Il dissesto colpirebbe i cittadini”

FLORIDIA – Questa sera il Consiglio Comunale di Floridia è chiamato a votare la dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente. Nelle settimane scorse è arrivato anche il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti. Sulla questione del dissesto finanziario si registrano già le prime reazione come quella dell’ex candidato a Sindaco Salvo Burgio il quale dichiara: “I Revisori dei Conti hanno affermato che il Comune di Floridia si trova in uno stato di dissesto finanziario per situazioni che traggono origini sin da tempi remoti. Ignota, e tutta da scoprire è la quantificazione del dissesto. E’ doveroso premettere che i crediti degli enti locali e della pubblica amministrazione in genere ed i contenziosi tra enti pubblici ed imprese e privati hanno sempre rappresentato, in ogni angolo d’Italia, il tallone d’Achille del “Sistema Paese” ed ogni ente pubblico ha tentato di porvi rimedio.  Negli anni il Comune di Floridia ha ridotto, sino a sacrificare, le numerose attività svolte a favore dei cittadini floridiani: ci si ricorderà sicuramente dei soggiorni termali e dell’assistenza domiciliare per anziani, della festa dell’ascensione e del carnevale floridiano, oltre a tante altre attività ludico-ricreative-sportive e culturali. Non si può certamente affermare che Floridia sia stata oggetto di “allegre gestioni”. Il Comune di Floridia ha anche tenuto sotto controllo il proprio contenzioso riconoscendo i debiti che nel tempo si sono formati. Altri contenziosi hanno trovato copertura finanziaria nel bilancio pluriennale 2020-2022 ed altri sono in itinere, ma per valutare il loro impatto sui conti pubblici occorre valutarne la probabilità ed i tempi di soccombenza, di cui i revisori non hanno fatto cenno. In assenza di tali notizie il rischio è quello di far gravare nell’immediato costi che probabilmente non si verificheranno o che potrebbero verificarsi in tutto o in parte in tempi molto lunghi. Per i crediti è sempre stata monitorata la loro sussistenza giuridica e si è sempre sollecitato il loro adempimento. Nel 2015 – anno del riaccertamento straordinario dei residui – i crediti più vetusti risultavano trasferiti tra le immobilizzazioni finanziarie. Per la quantificazione degli accantonamenti al FCDE è a tutti notorio il clima di grande incertezza che ha accompagnato l’avvio della contabilità armonizzata (V. ad es. deliberazione n. 145/2019 della Sezioni regionale Lombardia della Corte dei Conti o le previsioni contenute nell’art. 1, comma 848 della legge 205/2017 per gli enti che avevano ricevuto rilievi da parte della Corte dei Conti o dei Servizi ispettivi MEF) e dello stesso concetto di entrata di “dubbia e difficile esazione”. Per diverso tempo si è addirittura dibattuto se la TARI dovesse rientrare o meno in tale tipologia di entrata o se una parte di essa dovesse esserne esclusa. Anche la Corte dei Conti Sicilia, a seguito di parere richiesto da parte di un Comune, con deliberazione n. 113/2016 ha chiarito il concetto di entrata di “dubbia e difficile esazione”, concetto che forse i revisori dei conti non hanno tenuto in considerazione.  Da evidenziare che sin dal 2019 l’ente, a seguito deliberazione n. 6 della Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo, ha posto in essere delle misure correttive consistenti nel ricalcalo del FCDE al 1° gennaio 2015 (riaccertamento straordinario) e successivamente al ricalcalo del FCDE degli anni successivi; misure che non sono state ritenute idonee dalla stessa Corte dei Conti, che non ha comunque esplicitato le criticità ancora riscontrate e le eventuali ulteriori azioni correttive da porre in essere”.

“A seguito di ciò – dichiara il professionista floridiano – , l’ente con deliberazione di G.M. n. 56/2021 ha delineato le misure correttive da porre in essere e le ha poste all’attenzione dei Revisori dei Conti per l’espressione del loro parere. Questi ultimi avrebbero dovuto visionare tutti i rendiconti approvati sin dal 2015 dal Consiglio Comunale e rideterminare i risultati di ogni singolo esercizio sino al 2018. Per il rendiconto 2019 si sarebbe dovuta verificare l’applicabilità dell’art. 39-quater del D.L. 162/2019 e, quindi, la possibilità di ripartire l’importo del dissesto in quindici annualità come dallo stesso legislatore indicato. Sarebbe poi da capire per quale motivo i Revisori dei Conti parlano di dissesto, senza aver prima accennato alle misure correttive indicate nella deliberazione di G.M. n. 56/2021 per il superamento delle difficoltà dell’ente ed agli eventuali riscontrati motivi di inidoneità, alle modalità di calcolo del FCDE ed alle disposizioni legislative di cui all’art. 39-quater del D.L. 162/2019 che, al fine di impedire il dissesto di tanti enti locali, consentono di ripianare in 15 anni il maggior FCDE derivante dal passaggio dal sistema semplificato al sistema ordinario, giusta deliberazione del Commissario Straordinario n. 32/2020.  Senza tali specificazioni risultano di difficile comprensione la dichiarazione di dissesto e le conseguenze che ne derivano e, soprattutto, non risulta di facile comparazione con altre modalità di intervento Si ritiene, invece, che l’opportunità offerta dall’art. 39-quater del D.L. 162/2019, unitamente alle misure correttive elencate nella deliberazione di G.M. n. 56/2021 possano sensibilmente migliorare i risultati dell’ente ed evitare la dichiarazione di dissesto che colpirebbe innanzitutto i cittadini floridiani”.


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