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Il “divinismo” della Black Venus

Quali sono i modi attraverso i quali annunciare al mondo di aspettare un figlio? Probabilmente uno di questi è appendere un fiocco fuori dalla porta, cominciare con il giro di telefonate entusiastiche tra amici e parenti, appiccicare alla propria vecchia auto uno di quegli adesivi con la scritta “Bebè in arrivo” o scegliere di investire su un’auto più grande, che possa ospitare il nascituro con il suo carico di seggiolone, pannolini, bavette e scarpette. Altrimenti, ma solo se sei la signora Carter, puoi coinvolgere un fotografo underground, che si divide tra Los Angeles e New York, Awol Erizku, puoi spogliarti, adagiarti sulle tue gambe, mettere un velo in testa e una mano sulla pancia incipiente, guardare dritto in camera e dire al mondo “Sono incinta di due gemelli”, pubblicare lo scatto sul tuo profilo instagram facendo sì che la notizia arrivi ai quattro lati del mondo e creare un fenomeno pop e di costume che sono certa rimarrà eterno.

Beyoncé Knowles ha nuovamente confermato, con l’annuncio della sua gravidanza, di essere riuscita a portare il divismo ad un livello superiore trasformandolo in quello che chiameremmo “divinismo”. Si fa ritrarre infatti come una Madonna Nera, avvolta tra i fiori, il messaggio che trasmette è di sicurezza, di pace, vedi in lei qualcuno a cui affidarsi senza remore, ma non un’amica, ma qualcosa di superiore, una divinità appunto. Non esagero.

Rubando le parole degli esteti, in primis Oscar Wilde, e tradendone il significato originale possiamo dire che Beyoncé ha fatto della propria vita un’opera d’arte. Prendiamo ad esempio Lemonade, il suo ultimo album. L’ispirazione e il fil rouge che lega l’inanellarsi dei brani uno dietro l’altro è la rinascita personale dell’artista dinanzi alla scoperta dei tradimenti del marito, Jay Z, fedifrago impenitente. Una volta scoperto il tradimento, la divina Beyoncé sceglie di mettere tutto in musica e lavare i panni sporchi di casa Carter nelle lavatrici di milioni di persone nel mondo; e lo fa, non spettacolarizzando gratuitamente la propria vita privata come ci aspetteremmo possa succedere in uno sciocco reality show americano, ma rendendolo un’opera d’arte. La conseguenza ottenuta non è di far sì che tutti si interessino morbosamente alla sua vita privata e alle scappatelle del marito, ma che si instilli una semplice ammirazione per la sua grande capacità di artista e di donna.

Così come Bowie è riuscito a donare alla sua morte la carica artistica della Cappella Sistina, Beyoncé sta tratteggiando agli occhi di milioni di persone che la seguono un fenomeno artistico, pop, culturale quasi senza precedenti.