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Il gruppo di cittadinanza attiva e gli animalisti dicono no ai botti di capodanno

no ai botti

Il Gruppo di Cittadinanza Attiva Siracusana, CAS, nella persona del proprio portavoce Salvatore Russo, premesso che è diffusa la consuetudine di festeggiare il Capodanno con il lancio di petardi e botti di vario tipo, la cui vendita registra sempre un consistente aumento nel mese di dicembre. Tale usanza procura in Italia ogni anno un numero molto alto di feriti, sia umani che animali, alcuni dei quali con lesioni gravi e gravissime, provocate dall’uso improprio o dal malfunzionamento di detti ordigni. “Gli animali – dichiara Russo -, dotati di un apparato uditivo molto più sensibile del nostro, lo spavento generato dai forti rumori li induce a reazioni istintive ed incontrollate, come gettarsi nel vuoto, strozzarsi nel tentativo di divincolarsi dalla catena, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri. Tanti i casi di animali che ogni anno subiscono le tragiche conseguenze dei fuochi d’artificio, in alcuni casi morendo letteralmente dallo spavento.  Nel 2012 l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha accolto favorevolmente l’invito delle associazioni animaliste, rivolto a tutti i Comuni di vietare i botti di Capodanno. L’emanazione di un’ordinanza è un atto di responsabilità sia per tutelare l’incolumità pubblica, sia per evitare le conseguenze negative a carico degli animali domestici e della fauna selvatica. Il fragore dei botti, infatti, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento. In caso, poi, di esplosioni a ridosso dell’animale, sia d’affezione che selvatico, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature; in particolare per gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbane, le improvvise detonazione determinano istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, possono causare la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici derivati dallo scontro in volo con strutture urbane. In tantissimi Comuni sono state emesse ordinanze a tale scopo, prevedendo sanzioni pecuniarie. Si chiede al Sindaco di emanare un’ordinanza od altro atto necessario che vieti l’utilizzo di qualunque artificio pirotecnico, petardo o botto  sul territorio del Comune di Siracusa, prevedendo sanzioni per scoraggiarne la trasgressione, almeno per il Capodanno”.

Anche gli animalisti di Siracusa chiedono il no ai botti per capodanno. Il 26 novembre scorso Animalisti Italiani Onlus, www.animalisti.it , ha scritto ai sindaci di Italia per chiedere l’emissione di un’ordinanza che vieti l’uso di botti e petardi di qualsivoglia genere nel periodo compreso tra il 25/12/2015 ed il 2/1/2016.

“Anche a Siracusa il 10 dicembre scorso abbiamo inviato al sindaco Garozzo la nostra richiesta(che alleghiamo) per l’emissione di un’ordinanza che vieti i botti di fine anno, di qualsiasi natura essi siano. Così il presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale“Gli effetti dei botti sui cani, ad esempio, sono devastanti, portando a questi poveri animali dei gravissimi problemi fisico-psichici (urinazione o defecazione incontrollate, paura, disorientamento, incapacità di riconoscere il padrone, impiccagione o ferimento con il guinzaglio). Ove invece si disponga, come in molti Comuni italiani sta accadendo, il divieto all’uso dei botti, si otterrebbero dei risultati straordinari sia a garanzia del benessere di persone ed animali, sia in termini di prevenzione del massiccio ricorso all’ospedalizzazione per incidenti nell’uso dei mezzi pirotecnici.” La volontà di tutelare l’incolumità del cittadino e non solo. Questo l’intento dell’Associazione Animalisti Italiani e del suo operato. Migliaia di animali soffrono tremanti e smarriti, spaventati se non terrorizzati dal continuo scoppiare di petardi e bombe carta, dal suono assordante che accompagna e accompagnerà, qualora dei comuni restassero sordi agli appelli di Animalisti Italiani come di altre associazioni, il passaggio al nuovo anno”.

 


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