La Gazzetta Siracusana

Isab, Urso a Priolo dopo il closing Ludoil: “Tornata in mani italiane”. Fedeli apre sul nodo Trafigura

PRIOLO GARGALLO – La visita del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso alla raffineria Isab di Priolo Gargallo arriva a dieci giorni dal closing con cui Ludoil Capital, società del gruppo della famiglia Ammaturo, ha acquisito da Goi Energy il 51 per cento del capitale, assumendo il controllo industriale e la gestione del più grande complesso di raffinazione italiano.

Stamani, Urso ha visitato gli impianti, dalla sala controllo alle unità di processo, prima dell’incontro con i lavoratori. Ad accoglierlo il presidente del gruppo Ludoil, Donato Ammaturo e il nuovo amministratore delegato di Isab, Paolo Fedeli. Alla visita hanno preso parte anche il prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, il deputato nazionale Luca Cannata e il senatore Salvo Pogliese, oltre ai sindaci di Priolo Gargallo e Melilli, Pippo Gianni e Peppe Carta, e alle rappresentanze sindacali.

Il contesto industriale spiega il rilievo della visita: Isab dichiara oggi una capacità di lavorazione di 320mila barili al giorno, pari a circa un quinto della capacità nazionale, circa mille dipendenti diretti e oltre duemila addetti nell’indotto. Per Urso la nuova proprietà italiana assume un significato ancora maggiore nell’attuale fase di tensione sui mercati energetici. “Questa è la prima raffineria italiana, tra le prime raffinerie in Europa, che può anche, a certe condizioni, aumentare la produzione per rispondere alle criticità e all’emergenza che si è realizzata nel nostro continente“, ha dichiarato ai microfoni.

Il ministro ha quindi ricondotto l’operazione alla strategia seguita dal Governo nei confronti dello stabilimento a partire dalla crisi determinata nel 2022 dalle sanzioni nei confronti della Russia e dalle difficoltà di approvvigionamento e finanziamento dell’allora proprietà Lukoil. “Sono oggi qui a sancire anche il passaggio in mani più sicure, in mani italiane, di questo stabilimento fondamentale per la sicurezza energetica dell’Italia e della nostra Europa“, ha detto Urso, ricordando il “cordone di sicurezza” predisposto dal governo Meloni, appena insediato quattro anni fa. Il 2 dicembre 2022 il Consiglio dei ministri approvò il decreto-legge sulle imprese strategiche, espressamente riferito anche al caso Isab, mentre nel febbraio 2023 il complesso fu dichiarato di interesse strategico nazionale. Con il successivo esercizio del Golden Power sulla cessione a Goi Energy furono poste prescrizioni, fra l’altro, sulla continuità produttiva, sugli approvvigionamenti, sull’occupazione, sugli investimenti e sulla transizione ambientale.

Adesso, secondo Urso, la prospettiva è quella di utilizzare la capacità della raffineria anche per contribuire a fronteggiare le attuali difficoltà europee: “Grazie alla produzione dell’Isab di Priolo possiamo così salvare altri occupati, possiamo così salvare altre imprese, possiamo così fronteggiare meglio l’emergenza energetica“. Il ministro ha fatto riferimento, in particolare, alle tensioni sulla disponibilità di prodotti raffinati, in particolare del carburante per aerei (jet fuel), e ha sostenuto che Isab possa “sopperire a questa necessità meglio di altre raffinerie“.

Sulle prospettive immediate, il ministro ha ricordato la situazione affrontata proprio ieri dal G7, convocato dalla presidenza francese, dove è stato deciso un rilascio coordinato, attraverso l’Agenzia internazionale dell’energia, fino a 100 milioni di barili di riserve di greggio e prodotti raffinati nei prossimi quattro mesi, con particolare attenzione al diesel, e hanno concordato di favorire il massimo utilizzo possibile della capacità delle raffinerie. Urso ha ricordato altresì la convocazione, insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, di un tavolo con gli operatori italiani della raffinazione, fissato al Mimit per l’8 ottobre, per valutare l’incremento della produzione nell’attuale emergenza.

Al centro della nuova fase di Isab c’è soprattutto il piano industriale da circa 1,3 miliardi di euro in cinque anni annunciato da Ludoil. Il programma prevede il ripristino e l’ammodernamento di diverse unità produttive e lo sviluppo della filiera dei biocarburanti, già avviata con il co-processing nel sito Nord. La società ha annunciato la conferma dell’intero organico, circa mille ulteriori persone coinvolte nelle commesse legate agli investimenti durante il quinquennio e, a regime, un fabbisogno stimato di circa cento nuovi tecnici e operatori specializzati.

“Parliamo di oltre un miliardo e 300 milioni di euro di investimenti in poco tempo – ha sottolineato Urso – che consentiranno di migliorare la produzione, di rendere più sostenibile sul piano ambientale lo stabilimento e di accrescere l’occupazione“.

È però dalle dichiarazioni del nuovo amministratore delegato Paolo Fedeli che arriva il passaggio forse più rilevante rispetto a uno dei dossier rimasti aperti con il cambio di controllo: il rapporto commerciale tra Isab e il trader internazionale Trafigura. Fedeli ha indicato come obiettivo quello di restituire alla raffineria la maggiore capacità possibile di muoversi secondo logiche di mercato: “Bisogna trovare un modo di far sì che Isab possa operare sul mercato in modo libero, in modo competitivo, in modo tale da poter trasferire valore sia a sé stessa, perché è una società di capitali, sia al sistema economico del Paese e al sistema energetico nazionale“.

Parlando direttamente del trader, il nuovo ad ha aggiunto: “Sicuramente Trafigura ha avuto una funzionalità in determinati momenti, ma in questo momento, in cui le fluttuazioni di mercato e la tensione del mercato sono particolari, non necessariamente la medicina di un giorno è la medicina di tutti i giorni: quindi a volte le medicine diventano veleni“. Alla domanda posta dalla stampa sulla possibile revisione dell’accordo, Fedeli non ha però anticipato decisioni: “Non posso entrare in questo tipo di discussioni. Come sapete c’è la Golden Power che disciplina determinate cose anche relative ai rapporti in essere. Quindi dovete dare tempo al tempo affinché le cose si sviluppino sia in funzione dei requisiti di legge sia degli aspetti di natura commerciale“.

Il nuovo amministratore delegato ha rivendicato una prospettiva di lungo periodo della proprietà familiare: “Noi interpretiamo Isab come casa, perché è tipico di un’azienda a proprietà familiare. Mi voglio sentire qua dentro così come mi sento dentro casa mia“. E ancora: “Una famiglia pensa sempre a lungo termine, quindi per noi il futuro di Isab è un futuro infinito. E quando uno ha un futuro infinito deve essere in grado di poterlo programmare“. Fedeli ha infine sostenuto che Isab venga “da vent’anni di mancanza di investimenti“, sia nella raffinazione sia nella conversione e nell’efficientamento energetico e ambientale: una valutazione attribuibile al nuovo ad, che la nuova proprietà intende tradurre nel programma di investimenti annunciato con il closing.

È utile ricordare che il tema Trafigura è descritto in termini precisi in un provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, adottato il 4 agosto nell’ambito dell’esame dell’acquisizione di Isab da parte di Ludoil. L’Antitrust ha accertato l’esistenza di un Master Supply and Offtake Agreement pluriennale ed esclusivo, in vigore fino al 2033: Trafigura fornisce a Isab il petrolio greggio e le altre materie prime necessarie e acquista circa il 90 per cento dei prodotti raffinati. Le vendite a soggetti terzi sono consentite entro un limite del 10 per cento della produzione.

Nello stesso provvedimento l’Autorità osserva che gran parte della produzione Isab è quindi già assorbita da Trafigura e aggiunge che, anche senza quell’accordo, la raffineria avrebbe comunque bisogno di un fornitore di greggio non presente all’interno del gruppo Ludoil. Una nota del provvedimento specifica inoltre che il contratto prevede conseguenze economiche consistenti per Isab in caso di risoluzione anticipata, mentre i relativi dettagli sono omessi dalla versione pubblica per ragioni di riservatezza. Ciò non equivale, tuttavia, a un giudizio dell’Antitrust sull’eventuale squilibrio del contratto o sull’esistenza di un abuso: il provvedimento riguardava la concentrazione Ludoil-Isab, che l’Autorità ha autorizzato non ravvisando effetti concorrenziali tali da ostacolare l’operazione. È un piano distinto dall’eventuale verifica di altre fattispecie concorrenziali.

Sul punto anche Urso, interpellato questa mattina, ha evitato di rendere pubblici dettagli delle prescrizioni: “L’esercizio della Golden Power è un esercizio che è riservato, che deve mantenere dei veli di segretezza. Posso dirvi che affronteremo alla radice questo problema“. Sulla nuova acquisizione, il Governo ha infatti esercitato nuovamente i poteri speciali con Dpcm del 5 agosto 2026, imponendo prescrizioni.

Proprio su questo aspetto era intervenuto alcuni giorni fa, il 30 settembre, il senatore siracusano del Partito democratico, Antonio Nicita, che, pur definendo il passaggio del controllo a Ludoil “un momento importante“, aveva chiesto al Governo di “sciogliere urgentemente e preliminarmente” il nodo del rapporto contrattuale con Trafigura. Nicita ha contestato politicamente le modalità con cui nel 2023 fu autorizzato il precedente passaggio a Goi Energy e, richiamando proprio il recente provvedimento dell’Antitrust, ha sostenuto: “Se questo quadro fosse confermato, avremmo una raffineria che sopporta per intero il rischio senza trattenere il valore“, collegando tale valutazione alla capacità di Isab di finanziare autonomamente investimenti, transizione ecologica e occupazione. Il senatore ha quindi annunciato un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro Urso per chiedere di conoscere “i termini esatti del contratto fra Isab e Trafigura, a partire da durata, condizioni economiche, ripartizione dei rischi e clausole di recesso” e, in assenza di un intervento governativo, una possibile segnalazione all’Antitrust perché verifichi l’eventuale configurabilità di un abuso di dipendenza economica.

E dal senatore Nicita, congiuntamente al deputato regionale dem Tiziano Spada, che è anche sindaco di Solarino, è arrivata una nota stampa polemica a margine della visita del ministro. Hanno definito una “falsa partenza” il mancato invito alla visita dei parlamentari di opposizione, contestando quella che giudicano una “passerella di parte“.

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