Cronaca

Lentini, maxi truffa a Inps ed erario per oltre 18 milioni, coinvolte 4 ditte nel settore delle calzature

LENTINI – Un presunto sodalizio criminoso tra Lentini e Carlentini, composto da otto soggetti, denunciato dalla Guardia di Finanza per i reati di estorsione, truffa, associazione per delinquere finalizzata alla truffa, appropriazione indebita, omesso versamento di contributi previdenziali, responsabilità amministrativa degli Enti, reati previsti dalla legge fallimentare oltre che per le fattispecie delittuose di cui al d.lgs. n. 74/2000 (reati fiscali) e segnalato alla magistratura contabile con apposita notitia damni.

Nell’ambito della complessa operazione denominata “Take away” della Guardia di Finanza avviata nel 2014 e conclusa il mese scorso, a seguito di mirate verifiche fiscali poste in essere dalla Compagnia di Augusta proseguite, poi, con approfondite attività di polizia giudiziaria eseguite congiuntamente alla Tenenza di Lentini, è stata scoperta una presunta organizzazione scientemente strutturata che, attraverso quattro società operanti nel settore della produzione di calzature, avrebbe posto in essere una sofisticata ed articolata truffa ai danni dell’Inps e dell’Erario. In tale contesto sono stati rilevati anche 62 lavoratori in nero.

In sintesi, la complessiva attività investigativa ha permesso di rilevare che il presunto danno all’Erario ammonta ad oltre 18,4 milioni di euro, scaturito da: elementi positivi di reddito non dichiarati; elementi negativi di reddito indebitamente dedotti; Iva relativa, dovuta e non versata; imposta di registro evasa; maggiore base imponibile Irap sottratta a tassazione; ritenute fiscali e contributi previdenziali non operati e non versati; Cig in deroga ed indennità di mobilità indebitamente percepite.

Dopo le preliminari attività d’iniziativa e l’instaurazione di un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Siracusa, coordinato dal procuratore capo dott. Francesco Paolo
Giordano, gli investigatori hanno appurato che i soggetti economici in questione, durante il periodo dal 2009 al 2011, avrebbero palesato agli enti interessati una falsa crisi aziendale e di settore tale da poter garantire, alle società oggetto di indagini, la fruizione dei benefici della cassa integrazione in deroga per tutti i dipendenti.

Tale prestazione economica è stata erogata dall’Inps con la funzione di integrare o sostituire la retribuzione dei lavoratori che vengono a trovarsi in precarie condizioni economiche a causa di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Infatti, procedendo a riscontrare la documentazione ottenuta dalla Direzione provinciale dell’Inps di Siracusa con le buste paga dei dipendenti
oggetto della cassa integrazione nonché dalle informazioni acquisite dagli stessi, è stato accertato che, durante la cassa integrazione, non solo i dipendenti avrebbero lavorato regolarmente per dette società, le quali avrebbero quindi omesso il versamento di ritenute Irpef per 734.867 euro e contributi previdenziali per 1.206.819 euro, ma che sarebbero anche stati costretti, sotto il vincolo psicologico di un ingiusto licenziamento, a restituire ai datori di lavoro la cassa integrazione percepita.

In sostanza, secondo l’accusa, gli imprenditori avrebbero pubblicizzato all’Inps e al ministero del Lavoro una situazione economica deficitaria non corrispondente alla realtà dei fatti. Pertanto, attraverso la trasparente operazione dell’intervento dello Stato (erogazione di Cig in deroga per complessive 286.558 ore, pari a 1.209.385 euro), avrebbero continuato regolarmente il ciclo produttivo delle aziende occultando ricavi per oltre 7,6 milioni di euro ed Iva per oltre 1 milione di euro.

A conclusione del periodo di cassa integrazione, gli amministratori stessi avrebbero effettuato un licenziamento collettivo dell’intero personale dipendente procedendo alla richiesta di ulteriori benefici previsti dalla legge (legge n. 223/1991). Le indagini svolte hanno permesso di evidenziare che le erogazioni ottenute, consistenti in: indennità di mobilità per 1.142.869 euro e sgravi contributivi per 103.329 euro previsti per le imprese che assumono dipendenti attingendo dalle liste di mobilità, sono state anch’esse ottenute indebitamente.

Sempre secondo le risultanze investigative, inoltre, una delle società segnalate, grazie alle false attestazioni rilasciate da un commercialista compiacente, avrebbe richiesto il concordato preventivo al fine di tutelare i propri beni, nonché quelli dei soci, dall’imputazione del reato di bancarotta fraudolenta.


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