La Gazzetta Siracusana

Noto, universitari arrivati da Bergamo per studiare progetti di turismo eco-sostenibile

NOTO – Da Bergamo a Noto, non solo per visitare e conoscere la città barocca, ma anche per studiare il suo territorio. Alcuni studenti dell’Università di Bergamo, accompagnati dalla prof.ssa Maria Rosa Ronzoni del Dipartimento di Ingegneria, sono arrivati in città la scorsa settimana e ripartiranno proprio oggi.

Al centro degli studi dei ragazzi vi è la tratta ferroviaria dismessa Noto-Pachino, che potrebbe essere nuovamente riutilizzata, così come la possibile apertura di alberghi diffusi e piste ciclabili.

“Si tratta di una convenzione tra l’Università di Bergamo e il Comune di Noto, rinnovata proprio quest’anno – ci spiega l’architetto Giovanni Fugà – che è iniziata con la consapevolezza del patrimonio storico ed edilizio del centro urbano. Gli studi si basano sul risparmio energetico e la sostenibilità. Tra le varie iniziative, gli studenti, che sono arrivati pochi giorni fa, si stanno occupando della tratta ferroviaria dismessa Noto-Pachino, che potrebbe essere potenziata con un intervento di recupero dell’area”.

“Il secondo studio riguarda, invece, – continua – il recupero del centro storico nella zona alta della città per un’ipotesi di albergo diffuso. Si tratta di una nuova tipologia di ricettività a livello turistico, che ha però anche lo scopo di recuperare l’edilizia abbandonata e i fabbricati trascurati, evitando quindi l’occupazione del suolo per la nascita di nuove strutture turistiche”.

Lunedì i giovani, tra cui anche due studentesse tedesche e uno studente proveniente dal Libano, sono stati accolti dal sindaco di Noto Corrado Bonfanti. Durante i giorni trascorsi a Noto, oltre ad aver visitato la città, si sono confrontati con i documenti di archivio per conoscere meglio la zona. Ma non è stata la prima volta, già nei mesi scorsi hanno raggiunto Noto per un sopralluogo sul territorio.

“Ѐ importante attrarre a Noto gli studenti e le università – conclude l’arch. Fugà – Per quanto riguarda gli studi dei ragazzi, la realizzazione dipende dall’acquisizione comune di questi approfondimenti per poi renderli operativi, ma si tratta di un altro aspetto. La convenzione nasce per studiare il territorio e valutare la fattibilità di un intervento”.

Eppure non è la prima volta che alcuni studenti scelgono proprio Noto come oggetto di approfondimenti per la propria tesi di laurea. Ragazzi provenienti dall’Università di Catania e dall’Università di Palermo hanno già sviluppato degli elaborati universitari sulla città. E, superando i confini siciliani, anche nell’Università Ca’ Foscari di Venezia e nell’Università di Napoli, la città barocca è stata protagonista di alcuni interessanti studi.

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