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On. Amoddio: “L’on. Gino Foti si allontani dalla politica attiva”

sofia amoddio 2

Siracusa- “Le dimissioni di Giovanni Cafeo pongono finalmente fine all’anomalia insostenibile di un capo di gabinetto della pubblica amministrazione che per due anni ha svolto a tempo pieno attività politica”. Esordisce così l’On. Sofia Amoddio del Partito Democratico all’indomani delle vicende che hanno smosso il PD provinciale. “Un’attività che spesso ha condizionato le decisioni politiche della città e che ha interrotto il già avviato processo di ricomposizione della segreteria provinciale e cittadina”. “Ieri abbiamo letto su tutti i giornali che egli motivava le dimissioni per dedicarsi unicamente alla segreteria politica regionale, liberando finalmente un posto in amministrazione che sin dall’inizio non doveva essere il suo”. “Solo stamattina si comprende a chiare lettere la strategia dell’amministrazione siracusana che nell’arco di poche ore vede dimettersi l’assessore Schiavo, nominare il nuovo assessore Alfredo Foti e dimettere il suo capo di gabinetto Cafeo perché indagato per truffa: precise strategie politiche gabbate con l’impossibilità di non potere conciliare la sua funzione di componente della segreteria regionale”. “Auspico – prosegue Amoddio – che Cafeo possa chiarire al più presto la sua posizione giudiziaria dimostrando la sua estraneità ai fatti, ma certamente questo non potrà modificare l’arroganza personale mostrata ieri con le sue dichiarazioni”. “Cafeo nel suo comunicato pone una precisa domanda: “c’è forse dentro il partito un problema che riguarda il Comune capoluogo?” Certo, c’è una grave anomalia che è anche una ferita profonda alla vita del PD: il ruolo di Gino Foti che, pur professandosi semplice simpatizzante non è iscritto al PD, ma attraverso la sua influenza nell’area politica del sindaco Garozzo e del capo di Gabinetto Cafeo, vuole condizionare la vita del partito”. “C’è un dato generazionale e di cultura politica che consiglia a Gino Foti l’allontanamento dalla politica attiva”. “Contrariamente alle sue dichiarazioni rese nelle passate interviste, tanta gente libera che si riconosce nel PD non ha bisogno dei suoi consigli”. “Non ci troviamo di fronte a un padre nobile che opera “moral suasion” ma di un “playmaker” che impone la sua presenza: vecchia politica, vecchissimi metodi, assolutamente incompatibili col renzismo professato dal sindaco”. “Il rinnovamento del PD e della vita politica cittadina, il rilancio della stessa attività amministrativa, passa attraverso la sua rottamazione”.  “IO – conclude Sofia Amoddio – chiamo a raccolta tutti coloro che hanno sempre avuto una grande dignità umana e politica, giovani e meno giovani, e sono certa che sono tanti; tutti coloro che mai si sono inchinati al potere politico che schiaccia il Bene Comune”. “Chi vuole essere libero, libero sia, nelle parole e nei comportamenti: solo gli schiavi hanno bisogno di padroni, noi gente libera no”.

 


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