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Palazzolo Acreide, finanziamento recupero Teatro antico, Santoni e Templi ferali: dichiarazione di Vinciullo

PALAZZOLO ACREIDE – “Come si ricorderà, il progetto di recupero, valorizzazione e fruizione dell’area del Teatro Antico di Palazzolo Acreide – Santoni e Templi Ferali era stato inserito al n.81 fra gli interventi finanziati a valere sulle risorse FSC 2014/2020 “Patto per la Sicilia” nell’elenco B per 1.500.000 euro, firmato ad Agrigento il 10 settembre 2016”. Lo comunica Vincenzo Vinciullo.“Nel luglio del 2019, finalmente, erano state accertate le somme necessarie e successivamente, a ottobre, erano state perfino prenotate le somme necessarie per eseguire i lavori. Nel dicembre del 2019 la doccia fredda! Le opere erano state definanziate e a febbraio 2020 vi era stato il definanziamento definitivo dell’opera, attraverso una Deliberazione di Giunta regionale che era stata portata in Commissione Bilancio per essere approvata di fronte alle mie continue, innumerevoli e legittime proteste. Dopo numerose assicurazioni e dopo che più volte è stato comunicato il finanziamento dell’opera, mai avvenuto, in questi giorni finalmente abbiamo il decreto con il quale viene approvato in linea amministrativa il progetto esecutivo e prenotate, seppur in parte, le somme necessarie.Tuttavia – ha proseguito Vinciullo – non tutte le somme sono state prenotate, in quanto per il 2020 sono stati impegnati solo 5000 euro, per il 2021 468.249,67 euro e per il 2022 726.750,33 euro. Sarà infine il prossimo Governo Regionale a dover trovare per il 2023 ulteriori 300.000 euro per finire i lavori. E’ chiaro che, così come è stata programmata la spesa, i lavori dureranno almeno 4 anni, lasso di tempo in cui i Santoni dovranno rimanere chiusi al pubblico e non visibili e la cosa mi sembra veramente insopportabile.  Pertanto –  ha continuato Vinciullo-  invito l’assessore a rivedere la prenotazione dell’impegno in quanto è insopportabile pensare di programmare un lavoro che dovrà durare 4 anni e fin da adesso non impegnare le tutte le somme necessarie.Ricordo altresì che il Decreto Legislativo 118/11, così come recepito dalla Regione Siciliana, impedirebbe alla Soprintendenza di poter appaltare i lavori. Quello che è evidente è che si è cercato di mettere una pezza per cercare di riparare al torto che la provincia di Siracusa ha subito nel dicembre del 2019, prima che si insediasse l’attuale Assessore regionale.E comunque – ha concluso Vinciullo – anche se è un’amara consolazione, il decreto di oggi dimostra, in maniera indiscutibile, che io ho sempre detto la verità e gli altri hanno sempre mentito, o in buona fede o in mala fede, ma hanno sempre mentito”.