Politica

Parco degli Iblei sotto esame all’Ars, convocati in audizione Regione e 27 sindaci

SIRACUSA – Torna all’Assemblea regionale siciliana il confronto sul Parco nazionale degli Iblei, in una fase particolarmente delicata del lungo iter istitutivo e dopo mesi nei quali si è riacceso lo scontro sulla perimetrazione, sul coinvolgimento degli enti locali e delle categorie produttive e sui margini che restano per intervenire sull’impostazione fin qui elaborata.

Il presidente della quarta commissione Ambiente, territorio e mobilità dell’Ars, Peppe Carta, che è anche sindaco di Melilli, ha convocato per la mattina di martedì 29 settembre (ore 11,30) un’audizione alla quale sono stati invitati l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino, il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, i sindaci dei 27 Comuni interessati, i rappresentanti della Città metropolitana e dei Liberi consorzi e il Corpo forestale. Al centro della seduta, secondo quanto annunciato da Carta, ci saranno le problematiche connesse alla realizzazione del Parco e soprattutto alla sua perimetrazione.

Più che un passaggio in grado, da solo, di decidere formalmente l’esistenza del Parco, l’audizione rappresenta però un nuovo momento di confronto politico e istituzionale all’interno di un procedimento di competenza statale. Il Parco nazionale degli Iblei è infatti previsto dal decreto legge n. 159 del 2007, convertito nella legge n. 222 dello stesso anno, che ne dispone l’istituzione con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Ambiente, d’intesa con la Regione e sentiti gli enti locali interessati.

L’iter, rimasto incompiuto per quasi diciannove anni, ha subito una forte accelerazione lo scorso giugno. Con la sentenza n. 1681 del 9 giugno 2026, il Tar Sicilia, sezione di Catania, ha dichiarato illegittimo il silenzio mantenuto sulla conclusione del procedimento e ha ordinato all’Assessorato regionale del Territorio e Ambiente di adottare entro 180 giorni gli atti necessari alla definitiva istituzione del Parco. In caso di ulteriore inerzia è già prevista l’attivazione di un commissario ad acta, chiamato a intervenire nei successivi sessanta giorni.

È proprio il contenuto della pronuncia a rendere particolarmente complesso il confronto sulla perimetrazione. Il Tar ha rilevato, sulla base della documentazione versata in giudizio, che la fase istruttoria risulta conclusa e ha riportato quanto sostenuto dall’Avvocatura dello Stato nella memoria depositata nel procedimento: perimetrazione e zonizzazione risulterebbero definitive e concordate con Ispra e Regione Siciliana. Dalla stessa sentenza emerge inoltre che il Ministero aveva già trasmesso il 1° febbraio 2024 al presidente della Regione lo schema di decreto di istituzione e la relativa cartografia per l’acquisizione dell’intesa regionale.

Il confronto politico, tuttavia, si è nuovamente acceso proprio dopo la decisione dei giudici amministrativi. Una parte degli amministratori locali, delle associazioni agricole e delle organizzazioni imprenditoriali sostiene da tempo che l’attuale configurazione del Parco non sia stata costruita attraverso un sufficiente coinvolgimento di tutti i territori e dei portatori di interesse e chiede di riesaminare perimetrazione, zonizzazione e conseguenze sulle attività agricole e produttive. Nel Siracusano, a luglio, lo stesso Libero consorzio comunale aveva promosso un nuovo percorso di confronto con Comuni, rappresentanze produttive, ordini professionali, associazioni ambientaliste e mondo scientifico, dichiarando la volontà di approfondire proprio perimetrazione e ricadute territoriali.

Sul fronte opposto, associazioni ambientaliste e altri sostenitori del Parco richiamano invece la lunga istruttoria già svolta e la stessa ricostruzione contenuta nella sentenza del Tar per sostenere che il procedimento debba ormai essere portato a compimento senza riaprire integralmente scelte maturate negli anni. La proposta trasmessa dalla Regione al Ministero nel 2019 era arrivata al termine dei lavori di un tavolo tecnico interprovinciale e comprendeva territori delle allora province di Siracusa, Ragusa e Catania, con un’estensione complessiva indicata allora in circa 146mila ettari (vedi immagine di copertina).

È dunque all’interno di questo quadro, e non all’inizio dell’iter istitutivo, che si colloca la convocazione per martedì prossimo. Carta annuncia di volere utilizzare l’audizione per “fare chiarezza ma soprattutto ascoltare i rappresentanti delle comunità interessate“, sostenendo che “la tutela dell’ambiente è un valore fondamentale ma deve essere conciliata con la tutela del lavoro, delle imprese e delle attività produttive del territorio“.

“Non si tratta di essere favorevoli o contrari al Parco – aggiunge il presidente della quarta commissione – Il punto è capire quale strumento sia realmente sostenibile e compatibile con il territorio“. L’obiettivo dichiarato è mettere attorno allo stesso tavolo Regione, amministratori e altri soggetti istituzionali per fare emergere criticità e proposte.

La seduta del 29 settembre potrà quindi servire soprattutto a verificare quale spazio politico, amministrativo e giuridico esista ancora per recepire le istanze provenienti dai territori, alla luce di una situazione profondamente diversa rispetto agli anni nei quali il procedimento era rimasto sostanzialmente fermo. Da un lato resta aperta la richiesta di una parte degli enti locali e delle categorie di riconsiderare alcuni aspetti della perimetrazione; dall’altro pesa oggi una pronuncia del giudice amministrativo che impone di chiudere il procedimento e dà atto di un’istruttoria giunta a uno stadio molto avanzato.


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