Cronaca

Priolo, pirite a Thapsos e nell’ex campo sportivo, indagato il sindaco Pippo Gianni per la mancata messa in sicurezza

PRIOLO GARGALLO – Un avviso di conclusione indagini è stato recapitato dalla Procura della Repubblica di Siracusa al sindaco di Priolo, Pippo Gianni (nella foto di repertorio). Gli si contesta la mancata messa in sicurezza dell’area demaniale di Thapsos e del campo di calcio di contrada Ex Feudo dove sono presenti da anni residui accumulati di ceneri di pirite, e per cui si sarebbe dovuto provvedere entro il 14 agosto dello scorso anno.

Lo ha reso noto il sindaco stamattina nel corso di una conferenza stampa tenuta al Comune, parlando di “un atto dovuto” da parte della Procura, riconducibile alla sua carica, e asserendo che al riguardo le “responsabilità sono invece da ricercare nell’operato delle passate Amministrazioni”.

Gianni ha spiegato di essersene occupato come primo atto della sua amministrazione, eletta lo scorso 13 giugno e insediata dieci giorni dopo. In sette mesi avrebbe chiuso accordi con la Regione, dopo oltre sette incontri per lo stanziamento di risorse e lo sblocco dell’iter di rimozione delle ceneri di pirite, specificando i tempi, ribadendo che è in corso un’analisi sulle sostanze presenti nei cumuli, confermando l’esistenza di fondi comunali per gli interventi ma che la responsabilità delle operazioni resterebbe in capo al ministero dell’Ambiente, a cui sono state inoltrate tre richieste di confronto negli ultimi mesi, senza avere riscontro.

Annunciata l’intenzione di avviare le opere a carico del Comune qualora dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione si dovesse procrastinare ancora i tempi, chiedendo inoltre un risarcimento. Non sono mancate le critiche alla precedente amministrazione retta dal sindaco Antonello Rizza.


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