Politica

Privatizzazione Sac, si alza la voce del Siracusano: audizione all’Ars e richieste di approfondimento all’ex Provincia

SIRACUSA – Un’audizione parlamentare per fare chiarezza sul percorso di privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, mentre nel Siracusano si accende il dibattito sul peso della quota pari al 12,13 per cento del capitale sociale detenuto dal Libero consorzio comunale di Siracusa (oltre a una quota parte virtuale del 60,64 per cento detenuto dalla Camera di commercio del Sud-est, risultato dell’accorpamento delle Camere di commercio di Siracusa e Ragusa a quella di Catania).

È stata convocata per mercoledì 13 maggio, alle ore 11, la seduta della quarta commissione permanente “Ambiente, Territorio e Mobilità” dell’Assemblea regionale siciliana. A darne notizia è il presidente della commissione, il deputato regionale melillese Peppe Carta, che ha annunciato la convocazione di una seduta dedicata all’approfondimento delle procedure avviate per la cessione delle quote della società di gestione aeroportuale.

La convocazione si inserisce nel percorso già avviato da Sac per la privatizzazione, alla luce della recente pubblicazione, con termine ultimo il 3 giugno, dell’avviso esplorativo per raccogliere manifestazioni di interesse all’acquisizione di una partecipazione di controllo della società che gestisce lo scalo internazionale di Catania-Fontanarossa (nella foto di repertorio in copertina) e l’aeroporto di Comiso.

Secondo Carta, “questa audizione è finalizzata ad acquisire ogni elemento utile per comprendere nel dettaglio gli effetti della procedura di privatizzazione“, da tempo deliberata dall’assemblea dei soci e segnatamente il 26 marzo 2025.

Il presidente della quarta commissione dell’Ars, che ha competenza anche in materia di porti e aeroporti, aggiunge: “L’intento della Commissione è quello di comprendere in maniera chiara e approfondita le ricadute reali dell’operazione sul sistema aeroportuale siciliano, sui milioni di passeggeri che ogni anno utilizzano lo scalo di Catania e sui cittadini della Sicilia orientale“.

Nella stessa dichiarazione, Carta sottolinea che “è nostro dovere istituzionale valutare attentamente ogni aspetto, analizzando non solo i profili economici e gestionali dell’operazione, ma anche quelli legati alla qualità dei servizi, alla continuità operativa dello scalo e agli effetti sul territorio e sul tessuto produttivo locale“.

Il parlamentare regionale di Grande Sicilia ribadisce inoltre la necessità di “acquisire ogni elemento utile per avere un quadro completo e trasparente“, sostenendo che “è nostro dovere istituzionale valutare con rigore ogni aspetto, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini, dei lavoratori e degli utenti del servizio aeroportuale“.

All’audizione sono stati convocati rappresentanti della Regione Siciliana, degli enti territoriali coinvolti, del sistema economico e dei vertici della governance Sac.

Per il governo regionale figurano l’assessore alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Aricò e l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, insieme ai dirigenti generali Dario Cartabellotta e Salvatore Lizzio.

Sul fronte istituzionale territoriale, convocati il sindaco metropolitano e sindaco di Catania Enrico Trantino, il presidente del Libero consorzio comunale di Siracusa Michelangelo Giansiracusa, il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, oltre ai commissari straordinari della Camera di commercio del Sud Est Sicilia, Antonino Belcuore, e dell’Irsap, Marcello Gualdani.

Invitati infine i vertici della società aeroportuale: la presidente del consiglio di amministrazione Anna Maria Rita Quattrone, l’amministratore delegato Domenico Torrisi e i consiglieri Giuseppe Alfano, Francesca Garigliano e Salvatore Panebianco.

Parallelamente, sempre dal fronte siracusano, il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, nella qualità di consigliere provinciale del Partito democratico, ha formalmente proposto al presidente del Libero consorzio Michelangelo Giansiracusa un ordine del giorno per impegnare il Consiglio provinciale di Siracusa a dotarsi di una commissione tecnica dedicata all’analisi del processo di privatizzazione.

Nel documento, Stefio richiama il rischio che il territorio siracusano, già “escluso dai principali processi decisionali e dagli assetti di governance della Sac“, possa subire una ulteriore marginalizzazione istituzionale nel nuovo assetto societario.

La proposta punta, in particolare, a un approfondimento tecnico sugli aspetti giuridici, amministrativi, economico-finanziari e societari dell’operazione, con il coinvolgimento di professionalità qualificate e la rappresentanza di tutti i gruppi consiliari, con l’obiettivo dichiarato di tutelare “gli interessi istituzionali, economici e strategici del territorio siracusano“.

Bisogna ricordare che il Libero consorzio comunale di Siracusa, con il presidente Michelangelo Giansiracusa, aveva già preso posizione negli ultimi giorni del mese scorso, respingendo le accuse di inerzia politica sul dossier Sac. In una nota, aveva affermato che “il processo complessivo di privatizzazione, già deciso prima del nostro insediamento (che è avvenuto dopo le elezioni di secondo livello del 27 aprile 2025, ndr), è in una fase preliminare e, nel corso di un’assemblea dei soci tenutasi circa dieci giorni fa, è stata fornita un’informativa, senza che sia stata assunta alcuna determinazione formale“. Giansiracusa aveva inoltre reso noto che l’ente aveva già avviato attività di acquisizione documentale di approfondimento, sostenendo che la fase decisionale vera e propria debba ancora aprirsi.

Nella stessa presa di posizione, il presidente del Libero consorzio aveva precisato che l’ente “si esprimerà esclusivamente rispetto alle proprie quote e nell’ambito delle proprie competenze“. Sul piano politico, aveva infine assicurato che ogni eventuale decisione sulla cessione delle quote dell’ente sarà assunta “in modo trasparente e nelle sedi legittime“, escludendo logiche di scambio legate alla governance societaria come “barattare un posto nel Consiglio di amministrazione“.


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