Politica

Rete ospedaliera, ok commissione Ars: a Siracusa Dea di 2° livello, timori per alcuni presidi

SIRACUSA – La commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana ha espresso ieri parere favorevole alla bozza della nuova Rete ospedaliera predisposta dalla Regione. Ad annunciarlo, attraverso una nota ufficiale diramata ieri, sono il governatore Renato Schifani e l’assessore regionale Daniela Faraoni. Nella provincia di Siracusa, in cui i sindaci all’unanimità avevano “bocciato” la bozza nella versione di inizio luglio, si registrano diverse reazioni politiche sul fronte della deputazione regionale.

Il parere favorevole della Commissione – ha dichiarato il presidente della Regione – rappresenta un passaggio fondamentale verso una riorganizzazione più moderna ed efficiente della nostra rete ospedaliera. Ringrazio il presidente Laccoto per il suo impegno. La Sicilia ha bisogno di strutture in grado di garantire qualità e prossimità delle cure, con particolare attenzione alle esigenze dei territori. La scorsa settimana ho già incontrato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, con cui ho avuto un proficuo confronto su queste tematiche, ottenendo la massima disponibilità alla collaborazione. Tra le priorità ribadisco l’impegno della Regione per la salvaguardia del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che rappresenta un presidio di eccellenza per tutta l’Isola“.

Anche l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni ha voluto sottolineare l’importanza del nulla osta della commissione. “Il via libera della Commissione – ha affermato l’assessore – conferma la validità del lavoro svolto. La nuova Rete ospedaliera non rappresenta soltanto una riorganizzazione delle strutture per acuti e post-acuti, ma costituisce l’occasione per valorizzare le risorse disponibili e adattarle alle esigenze dei cittadini. È anche uno strumento per contenere la mobilità extra-regionale, ridurre le liste d’attesa e favorire l’uscita dal piano di rientro. Ringrazio tutte le forze politiche per aver condiviso con il governo un percorso che segna passi importanti verso un sistema sanitario regionale più vicino ai bisogni della popolazione“.

La Regione proseguirà ora l’iter per arrivare all’approvazione definitiva del Piano da parte del ministero della Salute e alla sua piena attuazione“, si legge a chiusura della nota ufficiale. Un nuova Rete ospedaliera nella quale, attraverso una nota stampa del 12 settembre, la Regione ha assicurato che “il presidio ospedaliero di Siracusa viene elevato a Dea di secondo livello“, presumibilmente nell’ottica della realizzazione del nuovo ospedale. Ma a preoccupare la deputazione regionale aretusea, almeno in parte, sono adesso i presidi ospedalieri dei centri minori.

Alla vigilia della seduta della commissione, è stato il deputato regionale di maggioranza Peppe Carta (Grande Sicilia), sindaco di Melilli, ad annunciare che avrebbe portato “con determinazione le istanze dei nostri territori, troppo penalizzati dalla nuova proposta di rete ospedaliera approvata in giunta“, richiedendo “azioni concrete e tempestive“. “Noto e Augusta – sottolineava – non possono essere lasciate indietro. Difenderò con forza il Pronto soccorso e il reparto di Ortopedia dell’ospedale di Noto, servizi essenziali per la salute e la sicurezza di migliaia di cittadini. Caldeggio la proposta, in un primo momento accettata, del presidente del consiglio di Noto, Pietro Rosa, che richiedeva il mantenimento di Ortopedia e l’apertura del Pronto soccorso h24. Allo stesso modo, chiederò il ripristino urgente del servizio di Otorinolaringoiatria ad Augusta, completamente eliminato dall’offerta sanitaria della zona nord della provincia. È inaccettabile che i cittadini di Augusta e dei comuni limitrofi siano costretti a spostarsi altrove per prestazioni fondamentali“.

A votare contro in commissione i due parlamentari pentastellati, tra cui il pediatra siracusano Carlo Gilistro. “Hanno voluto fare in fretta piuttosto che fare bene – ha dichiarato all’esito della seduta, congiuntamente al collega messinese del M5s, Antonio De Luca – e presto i nodi, che sono tanti, verranno tutti al pettine. Questa rete è il trionfo dell’improvvisazione, solo un pessimo restyling di quello del 2022, che a sua volta era una modifica di quello mai entrato in vigore dell’allora assessore Gucciardi. Non considera tantissime cose che dovevano essere invece i pilastri del nuovo piano come, solo per fare qualche esempio, il calo demografico intercorso negli anni, i flussi intraregionali e i dati di mortalità specifica per patologia che ha delle discrepanze impressionanti tra le province”.

Gli fa eco il deputato regionale del Pd, Tiziano Spada, sindaco di Solarino, sottolineando nel merito che “la clausola che serviva a mantenere inalterata la quantità di posti letto nel reparto di Ortopedia all’ospedale “Trigona” di Noto non è stata confermata nella nuova rimodulazione delle Rete ospedaliera in Sicilia. Il pericolo concreto è che i posti letto siano ridotti e il reparto torni all’ospedale di Avola”. “In questo modo – avvisa – migliaia di cittadini che vivono nella zona sud della provincia di Siracusa, e altri dei comuni del Ragusano, verrebbero privati di un importante presidio sanitario. Per questo ho chiesto un impegno formale all’assessore al ramo Daniela Faraoni e al direttore Salvatore Iacolino per mantenere il reparto di Ortopedia all’ospedale di Noto, e continuerò a vigilare sulla questione”. Il parlamentare d’opposizione commenta invece positivamente, promettendo ulteriore “vigilanza” nella relativa attuazione, “l’aumento dei posti letto, rispetto all’impegno assunto dall’assessore Faraoni e dal direttore Iacolino, dovrebbe portare l’attivazione dell’ospedale a Noto per 24 ore, fornendo un ulteriore servizio ai cittadini che oggi sono costretti ad un pronto soccorso aperto solo 12 ore“.

(Foto di copertina: generica)


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