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Rete ospedaliera provinciale, la “ricetta” di Fratelli d’Italia. “Nel cronoprogramma correttivi su unità operative, posti letto e personale”

SIRACUSA – In tema di sanità provinciale, dall’incontro tenuto ieri l’altro a Palazzo d’Orleans, non solo sulle ex Province (vedi articolo [1]) ma anche, separatamente, sulla rete ospedaliera siracusana, sono giunte generiche rassicurazioni, riferite da alcuni sindaci e parlamentari aretusei partecipanti. Alla riunione, convocata dal governatore Musumeci, accompagnato dagli assessori regionali Razza e Bandiera (nella foto), hanno partecipato numerosi primi cittadini e diversi parlamentari della provincia, oltre al commissario straordinario dell’Asp, Ficarra.

Al momento, l’unico elemento di novità, parallelamente alla nuova rete ospedaliera siciliana entrata in vigore due settimane fa, riguarda il metodo di individuazione dell’area per realizzare il Nuovo Ospedale di Siracusa, con l’Asp che sarebbe pronta a incaricare dei tecnici, un urbanista e un esperto di edilizia sanitaria. Dovranno valutare pro e contro di contrada Pizzuta, l’area individuata dal Consiglio comunale di Siracusa, ed entro sessanta giorni consegnare una dettagliata relazione all’interno della quale, eventualmente, sarà contenuta l’indicazione di un nuovo sito.

Iniziativa che, già lo scorso novembre, era stata auspicata da Fratelli d’Italia. Ma è sull’esistente che si concentra un lungo comunicato sulla rete ospedaliera inviato dalla federazione provinciale di Fratelli d’Italia, a firma del commissario Giuseppe Napoli, auspicando che “si pretendano attivazione dei posti letto programmati e assunzione del personale necessario”.

“Negli ultimi mesi Fratelli d’Italia in provincia di Siracusa, senza strillare, poiché crediamo nella politica dei risultati anziché in quella delle promesse al vento – si legge nella premessa del comunicato – ha impegnato le proprie energie su problemi nodali del territorio e proposte strutturate da sottoporre al governo regionale: dall’inquinamento ambientale del quadrilatero industriale ai miasmi nel Lentinese, su cui sono state presentate tramite la nostra deputazione interrogazioni all’Ars, al tema del piano di rimodulazione della rete ospedaliera siciliana”.

A proposito del Nuovo Ospedale di Siracusa, il partito di Giorgia Meloni ricorda che “già a fine novembre Fratelli d’Italia ha chiesto di affidare ai tecnici la scelta della sede per la realizzazione del nuovo nosocomio, nella convinzione che solo un’area vicina all’autostrada possa dare prospettive di ampio respiro e venire incontro alle legittime aspettative dei cittadini dell’area montana. E in questi giorni, pare si stia attuando proprio questa ipotesi di lavoro”, sottolineando di aver “apprezzato l’individuazione dei criteri indicati dall’Ordine dei Medici di Siracusa, che ha rafforzato le nostre idee sul tipo di Ospedale che dovrebbe avere il capoluogo. Siracusa può e deve avere un Nuovo Ospedale altamente qualificato ed attrezzato, costruito in senso orizzontale secondo gli standard della più moderna ed innovativa tecnica ospedaliera, ubicato in zona facilmente raggiungibile da tutti gli utenti della provincia e dagli ospedali della rete provinciale”.

Ma il partito di Giorgia Meloni non perde di vista il resto della rete ospedaliera provinciale: “Allo stesso tempo, occorre attivare quanto previsto per la sanità nel resto della provincia, prevedendo nel cronoprogramma di attuazione della nuova rete ospedaliera diversi correttivi in termini di potenziamento, integrazione e adeguamento di unità operative (complesse e semplici) e relativi posti letto. L’Ospedale di Lentini, di recente costruzione e tecnologicamente all’avanguardia, è stato di fatto declassato con la classificazione di presidio di base, mentre avrebbe tutte le carte in regola per essere riconosciuto Dea di primo livello. Sarebbe inoltre da valutare una migliore complementarietà con l’Ospedale di Augusta, insistente anch’esso nella zona nord”.

“L’Ospedale di Augusta, ubicato in un territorio ad elevato rischio ambientale per la presenza di uno dei più grandi petrolchimici d’Europa e sede del più importante scalo portuale della provincia, va potenziato per le sue specificità. Sia dotandolo di quanto previsto dallo stesso piano regionale di rimodulazione in termini di reparti e posti letto, e quindi di risorse e personale, sia attuando quanto più volte sancito in merito alla vocazione oncologica, considerato che i programmati dieci posti letto non sarebbero adeguati alla definizione di polo oncologico provinciale (oltre che di centro di riferimento regionale per le patologie da amianto)”.

“Nella zona sud, l’Ospedale riunito Avola-Noto, nel processo ancora in fieri di integrazione, va potenziato quanto ad organizzazione di reparti e posti letto, ancora al di sotto delle esigenze del territorio”.

Nel comunicato si esprime “soddisfazione per il lavoro svolto finora in commissione Salute all’Ars dall’On. Elvira Amata, con la quale da tempo i dirigenti provinciali di Fratelli d’Italia stanno collaborando, con il supporto di tecnici coordinati dal dott. Franco Maniscalco, già manager dell’Asp, attuale responsabile del dipartimento regionale Sanità di Fratelli d’Italia. Parimenti, per l’intervento dell’On. Rossana Cannata, collega di maggioranza, che ha sostenuto il progetto di rafforzamento della rete ospedaliera della provincia di Siracusa”.

Così conclude la federazione provincia di Fratelli d’Italia: “Nel frattempo occorre migliorare i servizi attuali. Temiamo, infatti, che la crescita di attenzione verso la nuova struttura faccia passare in secondo piano il miglioramento dell’esistente e dei servizi offerti. Siamo convinti che il buon lavoro dei medici che lavorano in tutti i nosocomi della nostra provincia vada valorizzato attraverso maggiori investimenti nelle strutture e nell’acquisto di nuovi macchinari tecnologicamente innovativi. Tutto ciò passa attraverso l’essenziale assunzione delle risorse umane necessarie, colmando totalmente i posti vacanti nella dotazione organica. Siamo certi, al di là dei proclami più e meno recenti, che sia questa la rotta e che le forze politiche in provincia che si riconoscono nel governo della Regione abbiano le carte in regola per intestarsi questa importantissima battaglia a difesa dei cittadini e del sacrosanto diritto alla salute”.