Cronaca

Siracusa, arresti domiciliari per i due sindacalisti accusati di estorsione

SIRACUSA – Passano dal carcere ai domiciliari. Misura cautelare meno afflittiva per i due sindacalisti siracusani, Roberto Getulio e Marco Faranda, segretari generali per Ragusa-Siracusa rispettivamente della Fim Cisl e della Uilm Uil, arrestati il 9 novembre, nella flagranza del reato, per una presunta estorsione ad imprenditori della “Synergo consorzio nazionale”, la società gelese che aveva rilevato all’asta giudiziaria la fallita “Set impianti” di Augusta.

All’esito dell’udienza di convalida tenuta stamani al tribunale di Siracusa, il gip Andrea Migneco, alla presenza del sostituto procuratore Gaetano Bono, ha disposto gli arresti domiciliari per Getulio e Faranda, i quali avrebbero respinto ogni addebito dichiarandosi estranei ai fatti contestati.

Gli avvocati difensori, Glauco Reale e Italo Basso per Getulio, e Sebastiano Ricupero per Faranda, avevano presentato istanza di scarcerazione o, in subordine, di una misura meno afflittiva. È stata quindi accolta la seconda richiesta, mentre il pm aveva chiesto per entrambi gli indagati la custodia cautelare in carcere.

L’inchiesta è nata da una denuncia presentata nel mese scorso dagli imprenditori della “Synergo consorzio”, che avevano dichiarato, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, di “essere stati vittime di una richiesta estorsiva da parte del Getulio e del Faranda, i quali avrebbero chiesto loro la somma di 30 mila euro, da pagare in più riprese, per non ostacolare l’avvio dell’attività della loro azienda nel territorio del Comune di Augusta“.

Poi l’arresto di Getulio e Faranda, eseguito la sera del 9 novembre da agenti della squadra mobile aretusea, quando i due sarebbero stati “trovati in possesso della somma di 1.500 euro ciascuno”, secondo gli inquirenti, “consegnatagli poco prima dai titolari dell’azienda “Synergo consorzio nazionale””.

Successivamente, sono arrivate la prese di distanza rispetto alla vicenda da parte delle rispettive sigle sindacali, comunicando le “sospensioni cautelative” dei due dirigenti.

(Nella foto di repertorio: Tribunale di Siracusa)


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