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Siracusa, arrivate al Cerica di Priolo le mascherine per tutti i cittadini della provincia

PRIOLO GARGALLO – Sono arrivate stamani da Palermo a Priolo Gargallo, con un paio di giorni di ritardo rispetto alle prime informazioni comunicate, le mascherine chirurgiche da destinare ai cittadini dei comuni della provincia di Siracusa. Si tratta della prima fornitura di mascherine per la popolazione da parte del governo italiano, in numero leggermente superiore agli abitanti dei rispettivi comuni comprendendo una piccola percentuale di riserva.

Su disposizione del dipartimento regionale di protezione civile, il carico di mascherine è stato trasportato dal capoluogo di regione, a bordo di un autoarticolato dell’Esercito italiano (nella foto di copertina), fino alla sede della protezione civile di Priolo (Cerica), comune che nei giorni scorsi aveva già autonomamente acquistato e distribuito alla popolazione una fornitura di tali dispositivi di protezione individuale, come sottolinea il sindaco Pippo Gianni.

Per tutta la giornata si procederà alla ripartizione tra i vari comuni, in base all’assegnazione prevista, e alla consegna ai sindaci o a loro delegati, che poi dovranno organizzare la distribuzione ai residenti.

Quanto alla fornitura di mascherine ai cittadini per la cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza Covid-19, il commissario straordinario Domenico Arcuri, ieri l’altro, ha fatto sapere il cronoprogramma del governo: “Dal 4 maggio noi potremmo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, tre volte l’attuale fornitura. Dal mese di giugno potremmo distribuirne 18 milioni. Dal mese di luglio 25 milioni. Quando le scuole cominceranno a settembre potremmo distribuirne almeno 30 milioni al giorno, undici volte il numero di quelle che distribuivamo all’inizio dell’emergenza”.

Inoltre il 26 aprile, contestualmente al Dpcm sulla Fase 2 [1], Arcuri ha firmato l’ordinanza con cui ha disposto che il prezzo finale di vendita al consumo delle mascherine facciali (standard UNI EN 14683; di tipo I, II e IIR) praticato dai rivenditori finali “non può essere superiore, per ciascuna unità, ad euro 0,50, al netto dell’imposta sul valore aggiunto”.