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Siracusa, Consorzi di bonifica, Maurizio Scollo: “Siamo pronti ad un confronto serio”

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Siracusa – “Si parla tanto di bonifica, si lanciano gridi di allarme sul dissesto idrogeologico, ci si incontra in convegni a dibattere sulle cause del cambiamento climatico e sul reale rischio siccità, si condivide più che mai il reale scarseggiare di piogge che con l’arrivo della bella stagione alle porte metterà in ginocchio tutto il comparto agricolo siciliano, nel frattempo la politica del fare strumentalizza il comparto della bonifica. Si additano i Consorzi come se fossero un carrozzone frutto di clientele, si penalizzano le maestranze ormai ridotti al lumicino (circa 1000 unità 11 Consorzi in Sicilia), che da oltre 6 mesi sono privi di stipendi e senza nessuna certezza sul proprio futuro. Un quadro complessivo senza alcun progetto, una politica regionale senza strategie sul tema della bonifica, una  politica che guarda esclusivamente a recuperare con tagli radicali alla spesa, senza produrre quell’utile sociale ed economico che necessita alla agricoltura della nostra isola. Questo il grido di allarme del dott. Maurizio Scollo, responsabile della comunicazione al Consorzio di Bonifica n. 10,

cosa potrebbe mettere in campo la bonifica nella provincia di Siracusa?”

Siamo pronti dice Scollo , ad aprire un confronto serio senza strumentalizzazioni e pregiudizi, sul tema che da oltre 30 anni vede impegnata la nostra classe politica sulle soluzioni sul bilanciamento idraulico delle acque della nostra provincia, senza ancor aver raggiunto un risultato reale e concreto. Si potrebbe cominciare a chiedere quali scelte si vogliono assumere su tutta l’impiantistica realizzata e costruita dalla CasMez (Cassa per il Mezzogiorno) che oggi versa in totale abbandono ed in disuso. Bisognerebbe chiedere alla politica quale idea si ha ad esempio sul progetto ideato con lungimiranza sul sistema di utilizzo delle acque di superficie del fiume Ciane che avrebbe dovuto integrarsi con il depuratore cittadino. Bisognerebbe chiedere ad esempio dopo circa 15 anni dalla firma di protocolli sul riutilizzo delle acque reflue per scopi agricoli, che fine abbiano fatto studi e ricerche commissionate, inascoltate e mai lette,  oggi si continua a sversare in mare una risorsa che costa a tutta la collettività in termini di tassa sulla depurazione, ed in termini di rispetto ambientalista, basta leggere i dati sulla atrofizzazione delle acque del porto di Siracusa. Domandarsi ad esempio cosa si vuol fare della centrale di sollevamento del fiume Ciane abbandonata dopo una alluvione? Oggi discarica a cielo aperto, saccheggiata di tutta una strumentazione allora innovativa e all’avanguardia, che ha rappresentato una  soluzione naturale del sistema di non emungimento e della salvaguardia  delle falde acquifere sia in agricoltura che nel sistema industriale in quanto forniva l’acqua per gli impianti di raffreddamento per il processo industriale Fin quando in funzione la centrale Mezzabotte, ha fatto si – aggiunge Scollo -, che non venisse prelevata dalla falda acqua a scopi industriali nel rispetto di un reale equilibrio del bacino idrografico del nostro territorio. Oggi il ripristino e la messa in funzione da parte del  Consorzio contribuirebbe al miglioramento di più settori, da quello agricolo a quello turistico, ritenuti vitali per il sistema economico della città di Siracusa.” E’ proprio su questo aspetto punta i riflettori l’intervento di Scollo” il quale spiega come la messa in funzione del sistema di irrigazione contribuirebbe alla bonifica della pre-riserva e del fiume Ciane che versa attualmente in un precario stato di degrado, non sembra affatto quell’area di grande pregio naturalistico che ha rappresentato per tutte le generazioni passate della nostra Città un luogo mitico.   Riattivare il Consorzio consentirebbe la messa in funzione di un sistema di irrigazione utile per centinaia di ettari di terreni agricoli evitando così un  prelievo selvaggio di acque dalle falde. Conclude Scollo che “l’attività del Consorzio di bonifica potrebbe e dovrebbe essere anche oggetto di interventi informativi e formativi all’interno delle scuole del territorio così da informare gli studenti, che rappresentano la generazione futura, dell’importanza del sistema di bonifica ed irrigazione prodotto con le acque superficiali ed in surplus dei fiume e canali inoltre puntare sulla salvaguardia di tutto il sistema per il quale la comunicazione rappresenta un elemento fondamentale per la conoscenza delle opportunità del territorio”.


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