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Siracusa, convegno ONA sull’amianto: dati allarmanti, decisa azione legale contro la Regione

SIRACUSA – “Un’azione legale contro la Regione, colpevole di non aver dato applicazione alla legge che la stessa Ars ha approvato nell’aprile del 2014 per la realizzazione del piano regionale sull’amianto”. Ad annunciarla è stato il presidente dell’Ona, l’Osservatorio nazionale sull’amianto, Ezio Bonanni, intervenendo nel convegno tenuto sabato pomeriggio nella sala dell’Isisc, in via Logoteta.

Secondo i dati illustrati da Bonanni, sono 600 ogni anno i casi di decesso in Sicilia causati dall’esposizione all’amianto. Di questi, cento sono dovuti al mesotelioma pleurico. “Solo in Sicilia – ha sottolineato il presidente dell’Ona – la percentuale si attesta al 5,3 per cento, concentrata nelle zone industriali di Gela, Siracusa con Priolo, Melilli ed Augusta, Ragusa, Messina con la Vale del Mela. Tremila sono tra edifici e complessi industriali censiti che contengono amianto”. In base alle risultanze del Registro regionale dei mesoteliomi, però è allarmante il dato su base provinciale, dove i casi segnalati nel triennio compreso tra il 2012 ed il 2015 sono stati complessivamente 138 su 15 mila lavoratori per i quali è stata accertata la loro esposizione alle fibre in amianto. “Si tratta di dati sottostimati – ha spiegato Bonanni – abbiamo rilevato su base regionale su due orizzonti temporali compresi tra il 1998 ed il 2014, ben 1.286 casi, dei quali 450 concentrati nel solo periodo tra il 2009 ed il 2014 da cui emerge un trend in aumento. Per i casi di tumori polmonari abbiamo stimato che 200 decessi ogni anno sono provocati dall’esposizione all’amianto, per le altre patologie correlate all’esposizione dall’asbesto come tumori al tratto gastrointestinale ed alle ovaie, abbiamo stimato mediamente 300 decessi ogni anno. Per queste ragioni abbiamo deciso di avviare un’azione legale contro la Regione perché riteniamo che la contaminazione sia silenziosa e inesorabile, aggravata dalla legge proposta ed approvata su iniziativa di Pippo Gianni”.

All’incontro ha partecipato l’arciprete di Augusta, don Palmiro Prisutto, che ha parlato di “battaglia da condurre insieme all’Ona”. “È grave che ci sia la consapevolezza da parte delle istituzioni sulle morti causate da amianto ed inquinamento tra Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa – ha sottolineato don Prisutto – ma si perpetui un silenzio che è sinonimo di incapacità di intervento e vigliaccheria in un territorio trasformato in una delle pattumiere d’Italia”.

Ha puntato il dito contro la Regione, Pippo Gianni, già deputato all’Ars e componente del Comitato scientifico dell’Ona. “Questa legge è stata manipolata da un Governo che ha dimostrato chiaramente la sua incapacità – ha spiegato Gianni –, il cuore era rappresentato anche dalla creazione di un centro di riferimento per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia delle patologie connesse all’esposizione da amianto all’ospedale “Muscatello” di Augusta, oltre all’istituzione di un registro degli esposti. Tutto questo non si è fatto con la colpevolezza tacita della Regione che mostra anche in questo periodo di essere con la sua giunta nel pallone. Sarebbe opportuno che si dimettesse il presidente e i suoi assessori che non hanno mostrato rispetto e tutela per questo territorio”.

Critico il giudizio del segretario generale dell’Isisc ed ex assessore regionale Ezechia Paolo Reale. “La realtà è data dall’inadeguatezza e l’assenza di competenza di chi ci amministra – ha ribadito Reale – e che ha privato la Sicilia di uno strumento fondamentale per il risanamento dall’amianto e la cura delle patologie ad esso connesse”.

Un invito al governatore Crocetta è stato lanciato dal coordinatore regionale dell’Ona, Calogero Vicario, tra i relatori con la psicologa dell’Osservatorio, Sabrina Melpignano e il presidente regionale della Fenapi, Pietro Cascio. “Dimostri la volontà politica di dare seguito a quella legge attraverso l’emanazione degli atti di indirizzo – ha detto Vicario – dando un segnale alle tante famiglie di lavoratori esposti all’amianto”.

Proponiamo qui di seguito il video integrale del convegno.


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