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Siracusa, decreti ingiuntivi per 22 scuole superiori in provincia. Flc Cgil: “Debiti di almeno 2,5 milioni”

SIRACUSA – Non solo covid e dad. Le scuole siracusane soffrono anche per ragioni meramente economiche. Sono ventidue gli istituti secondari superiori di Siracusa e provincia raggiunti dai decreti ingiuntivi per bollette di luce, acqua e gas non pagate. I fornitori delle utenze si sarebbero già rivolti al tribunale ma anche molti dirigenti scolastici sarebbero stati sul punto di farlo, portando le carte in Procura. “Li abbiamo fermati noi – sottolinea Paolo Italia della Flc Cgil – nella speranza che ci sia ancora tempo per individuare una soluzione al problema. Della vicenda abbiamo informato l’assessore regionale Roberto Lagalla, che potrebbe convocare una video riunione con le parti interessate. Stiamo anche cercando di coinvolgere il prefetto in qualità di supervisore”.

L’ex Provincia regionale si è tirata fuori, forte di un contratto firmato con i dirigenti scolastici dieci anni fa. Spiega il sindacalista: “Tutto inizia nel 2010-2011 quando l’ente di via Malta decide di dotare di autonomia finanziaria le scuole superiori, fornendo risorse economiche per il pagamento delle utenze. All’inizio tutto ha funzionato bene, poi il meccanismo si è inceppato e alcuni presidi si sono ritrovati ostaggio di contratti firmati da loro stessi. Le scuole sono diventate morose. I debiti ammontano ad almeno 2.500.000 euro, cifra che il Libero Consorzio ha confermato ma, secondo le nostre stime, superano i quattro milioni”. In qualche caso i decreti sarebbero stati dichiarati già esecutivi, da qui la preoccupazione di alcuni dirigenti, fermati poco prima che portassero le carte in tribunale.

Per Italia una soluzione al problema potrebbe essere quella di non vincolare più le scuole all’impiego di fondi statali per l’acquisto di mascherine e altri dispositivi di protezione ma di utilizzare le risorse in arrivo per per pagare gli arretrati. “Occorre individuare una soluzione condivisa e – sottolinea il sindacalista – in questo l’occhio supervisore del prefetto potrebbe essere utile. Speriamo di trovare una soluzione perché il distacco delle utenze potrebbe comportare ulteriori seri rischi per il futuro delle scuole siracusane, con gli studenti già provati dalla didattica mista e da tutti i disagi dovuti all’emergenza sanitaria in corso”.

(Foto di repertorio)