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“Siracusa hub del Mediterraneo”, cala il sipario sulla due giorni politico culturale firmata Res-Insieme con Cafeo

SIRACUSA – La performance musicale di Carlo Muratori dedicata al tema delle frontiere ha concluso ieri sera, all’Antico Mercato di Siracusa, la due giorni organizzata dal movimento Res e dall’associazione Insieme dal titolo “Siracusa hub del Mediterraneo, una città tra due sponde”.

Molto soddisfatto per il risultato della manifestazione sia in termini di presenze sia soprattutto di contenuti il deputato regionale del Pd, Giovanni Cafeo, promotore di Res e coordinatore del progetto ReStart. “Affrontare i grandi temi legati allo sviluppo della città in una due giorni così intensa – afferma – è stata una grande scommessa che però possiamo dichiarare vinta”.

“Si tratta di un successo non certamente personale – prosegue Cafeo – ma di una intera comunità, desiderosa di confrontarsi per immaginare insieme un futuro migliore e soprattutto un nuovo approccio ai problemi della città. Per questo abbiamo già in cantiere altre iniziative, organizzate per rispondere a specifiche richieste dei cittadini nelle quali la politica cessa di essere protagonista in quanto tale ma torna ad assumere il nobile ruolo di servizio per la comunità”.

Un’importante partecipazione di pubblico, impegnato ad ascoltare interventi autorevoli su molti temi legati allo sviluppo economico e socio-culturale di Siracusa, ha caratterizzato tutti i panel previsti nel corso della giornata, a cominciare dai due focus sulla città introdotti dall’architetto Francesco Pappalardo. Il primo, dedicato al rapporto con il mare, è stato declinato sia dal punto di vista delle aree manifatturiere della costa, con particolare riferimento al potenziale di Targia, sia da quello ancora inespresso del golfo di Siracusa. Presenti al dibattito Mauro Nicosia, presidente di Confetra, Rosario Pistorio, amministratore delegato di Sonatrach Raffineria Italiana, e Marco Romano, docente di Economia e Gestione delle imprese all’Università degli studi di Catania.

Il focus sulla città e la cultura ha visto partecipare Antonio Gerbino, giornalista e scrittore, il direttore del Parco archeologico di Siracusa Calogero Rizzuto e il direttore del servizio regionale Parchi, Giuseppe Parello. Molti gli spunti emersi dal dibattito, al quale hanno partecipato anche il sovrintendente dell’Inda, Antonio Calbi e il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. In particolare si è discusso degli obiettivi previsti per il rilancio del parco e dell’intenzione, sempre sostenuta dal sindaco, di continuare a collaborare con le imprese culturali per migliorare la gestione dei siti, attraverso lo strumento dei bandi pubblici.

A proposito della riqualificazione dei contenitori culturali, un tema molto sentito anche a Siracusa, è intervenuto Raphael Pascal Leone, rappresentante del Valletta Design Cluster, l’organizzazione comunitaria culturale maltese che si è occupata del recupero di uno storico ex mattatoio facendolo diventare un centro di aggregazione e di co-working polifunzionale.

Il pomeriggio è stato caratterizzato dalla presentazione della scuola di formazione politica “Costruiamo il futuro”, attraverso un vivace dibattito con i giovani sui temi del lavoro, ambientali e generazionali, moderato da Carmen Sambito, insieme al professor Marco Romano e a Salvo La Delfa, giornalista ed esperto di tematiche ambientali, Fabio Cilea, direttore della Riserva naturale orientata Saline di Priolo Gargallo, e Claudio Geraci di Confindustria Siracusa.

I giovani presenti si sono poi confrontati in maniera diretta con Egidio Ortisi, tre volte deputato regionale nonché docente e preside a Siracusa.

L’ultimo panel della giornata ha visto confrontarsi sul tema delle frontiere intese come limite da superare suor Antonietta Potente, teologa, il professor Giulio Giorello, filosofo, il professore e sociologo cosmopolita Vincenzo Cicchelli e il sociologo Mabrouk Mehdi, ex ministro della cultura tunisino. Moderati da Prospero Dente, gli ospiti sul palco hanno coinvolto il pubblico presente, sostenendo la tesi secondo la quale, sulle grandi questioni, non possano esistere frontiere nel tentare di risolverle.