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Siracusa, istituzione Parco archeologico, il presidente di Ance: “Noi cementificatori? Perimetrazione è un gran pasticcio”

SIRACUSA – La vicenda dell’istituzione del Parco archeologico di Siracusa e della sua perimetrazione inasprisce il dibattito nel capoluogo. L’ingegnere Massimo Riili, presidente di Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Siracusa, a nome dei costruttori siracusani dice, attraverso un comunicato, “basta alla stucchevole pantomima di alcuni riciclati esponenti politici locali e di qualche ambientalista, lui almeno coerente, che ancora pensano pateticamente a sotterranee intese dei “cementificatori palazzinari”, come ci chiamano loro, con non meglio precisati partiti politici che ostacolano l’istituzione del Parco archeologico di Siracusa per favorire la speculazione edilizia”.

“Come si fa a difendere la legge che avrebbe dovuto salvare il patrimonio archeologico siracusano, nata vecchia ed invecchiata di altri vent’anni senza arrivare a nessun risultato? È accettabile che solo per poter tenere a Siracusa i proventi dello sbigliettamento dei siti si debba mettere in piedi l’ennesimo carrozzone impastato di clientela politica? Ance – prosegue – chiede piuttosto una nuova normativa che nel 2019 sappia fare agire dove la vecchia Legge ha clamorosamente fallito, pensando alla tutela senza ingessare il territorio, allontanando ogni anche remota volontà di investire dalle nostre parti”.

“Sei parchi in tutta Italia e venti solo in Sicilia – osserva il presidente di Ance Siracusa – ma quando la smetteremo di farci del male, sovrapponendo vincoli a vincoli, parchi a piani regolatori, riserve a Sin, per fare in modo che l’unica risposta ad ogni concreta iniziativa di sviluppo sia No? O peggio per scoraggiare qualsiasi progetto di promozione del nostro territorio? Ma si spera davvero per questa strada di intravedere uno sviluppo alternativo alle tanto (ingiustamente) vituperate grandi aziende industriali?”.

“La perimetrazione del Parco archeologico di Siracusa è un gran pasticcio – aggiunge – smisurata nell’estensione ideata in un’ottica miope di tutela senza sviluppo, abbracciando contesti urbani edificati da decenni in cui non c’è più traccia di archeologia ed imponendo inutili vincoli, confondendo il parco urbano a verde della Neapolis, quello sì da realizzare, con il Parco archeologico senza archeologia, dimenticando invece parti importanti del territorio, come osservato dalla professoressa Panvini, e vincolando con furia iconoclastica ed illegittimamente zone B del vigente Piano regolatore”.

“Sia ben chiaro – annuncia il rappresentante dei costruttori edili siracusani – se il parco archeologico dovesse restare il pasticcio attuale, i Costruttori e i cittadini faranno ogni azione possibile per bloccarne le conseguenze nefaste, riproponendo tutti i ricorsi al Tar già presentati che, se pur meritevoli di attenzione, sono rimasti in caldo solo perché il Tribunale amministrativo ha detto che al momento il Parco è aria fritta, ridandoci appuntamento a dopo l’approvazione, per sospenderne l’efficacia. Contiamo sulla competenza dell’assessore Tusa – conclude Riili – che certamente affronterà con la calma dovuta il problema, diffidando delle sirene che predicano bene e razzolano male”.