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Siracusa, la mamma del beato Carlo Acutis in videoconferenza: “Mi ha sorriso prima di morire”

SIRACUSA – “La aspettiamo a Siracusa il 13 dicembre per la festa della nostra Patrona”. È stato questo l’invito rivolto da Pucci Piccione, (seduto vicino all’arcivescovo Francesco Lo Manto) ad Antonia Salzano, la mamma di Carlo Acutis, la quale ieri sera ha partecipato in videoconferenza all’incontro organizzato in cattedrale e dedicato alla figura, del figlio, deceduto nel 2006, all’età di 15 anni, a causa di una leucemia fulminante. Beatificato il 12 ottobre 2020, ieri l’altro avrebbe compiuto 30 anni. La risposta è stata lapidaria: “Speriamo!”. Come a dire, “se le condizioni lo permetteranno, sarò lieta di essere tra voi”. Dipenderà tutto pertanto dall’andamento della curva epidemiologica.

Non io, ma Dio”, il titolo dell’appuntamento di ieri sera dedicato alla figura di un ragazzo che molti considerano già il patrono di internet per la sua capacità di divulgare il vangelo tra le giovani generazioni attraverso i moderni mezzi di comunicazione di massa. “Oggi si parla tanto di influencer e Carlo sarebbe stato quello di Dio – ha detto mamma Antonia – Ha testimoniato con le parole e le opere il suo amore per il Signore e per il prossimo”. Chiese e ottenne la dispensa per poter fare la prima comunione a 7 anni. Da quel giorno in poi, l’appuntamento con la messa per lui divenne quotidiano. Celebre la sua frase: “L’Eucarestia è l’autostrada per il cielo”. Ma diceva anche: “Tutti nasciamo originali, ma molti muoiono come fotocopie”.

A proposito del grande mistero della morte, chiare le parole di Antonia Salzano: “A volte succede che il Signore, per i suoi disegni misteriosi – ha affermato – non tiene conto dell’età anagrafica e, d’altronde, le sue logiche sono diverse da quelle degli uomini. Lui è il Creatore, il sommo bene e non vuole il nostro male. Quando ho dovuto salire sul Golgota con mio figlio, nel 2006, ho sentito dentro di me una voce che ho identificato con le parole del libro di Giobbe che dice: “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore”. I figli non sono nostra proprietà, ma creature che Dio affida ad altre creature. La fede ci può essere d’aiuto nell’elaborazione del lutto, ma dobbiamo alimentarla sempre con la preghiera e l’Eucarestia. La morte è semplicemente il passaggio verso la vita vera. Quando Carlo ha capito che stava per lasciare questo mondo, mi ha chiesto di non preoccuparmi e mi ha perfino sorriso – racconta ancora la signora Salzano. Un cristiano non può e non deve temere la morte perché è l’incontro con Dio. Certo, la mancanza fisica si avverte, ma nella preghiera e nella fede troviamo molto spesso le risposte che cerchiamo. Occorre allora nutrirsi del corpo e sangue del Signore ma anche studiare e meditare le sacre scritture, come Carlo ci ha insegnato a fare. Il suo rapporto con i santi? Ottimo. Amava San Francesco, ma anche Santa Lucia (di cui in questi giorni si celebra il patrocinio) aveva un posto particolare nel suo cuore. Ricordo che una volta siamo andati a Venezia e abbiamo pregato davanti al suo corpo. E’ stata una bella emozione”.

La testimonianza della signora Salzano è stata preceduta da alcuni frame video della vita di Carlo Acutis e dalle immagini della cerimonia della sua beatificazione. In mezzo, testimonianze inedite di giovani, che lo hanno conosciuto e che provano a raccoglierne la pesante eredità. A Carlo Acutis la pastorale giovanile di Siracusa, presieduta da don Santino Fortunato (che ieri sera ha condotto l’appuntamento) intitolerà il portale del coordinamento degli oratori siracusani, che sarà raggiungibile all’indirizzo oratoriocarloacutis.it. “Abbiamo deciso che sarà il patrono del nostro servizio di pastorale giovanile perché grande testimone di fede e di speranza e carità”.