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Siracusa, l’appello di un senzatetto che dorme in macchina: “Chiedo una vita dignitosa”

SIRACUSA – Il suo giaciglio è una vecchia Fiat 500 rossa priva di portiere e posizionata all’interno di un piccolo appezzamento di terreno in via Don Luigi Sturzo, nella zona alta della città. Gli è stata donata da un amico quale rifugio notturno. All’interno dell’abitacolo, con i sedili posteriori reclinati, ha posizionato un vecchio materasso, dove dorme ogni notte. Davide Garofalo è un ex venditore ambulante siracusano di 51 anni. I suoi guai sono cominciati poco più di un anno fa quando, anche in seguito alla perdita del lavoro, la sua terza moglie, dalla quale ha avuto due figli, ha chiesto il divorzio. Si è così ritrovato per strada, solo ma non abbandonato. Almeno non da tutti. A fargli compagnia, oltre a “Stella”, cane corso di cui si prende amorevolmente cura (non facendogli mancare mai cibo, acqua e… carezze), anche alcuni fedeli della chiesa di San Corrado Confalonieri alla Mazzarrona, che stanno cercando di aiutarlo a superare questa fase difficile della sua vita. Gli hanno proposto, d’intesa con il parroco, una sistemazione dignitosa nella casa di “Sara e Abramo”, che accoglie i senza tetto della città a Villaggio Miano, ma lui ha rifiutato. Lo vanno a trovare spesso, portando una parola di conforto e generi alimentari.

“Vorrei vivere da solo, anche in un piccolo domicilio, avere i miei spazi e – dice – non doverli condividere con nessuno”. Padre Marco Tarascio, responsabile della Caritas diocesana, sta cercando in tutti i modi di aiutarlo e gli avrebbe promesso almeno una roulotte nel momento in cui ne riuscirà a reperire una.  “Trovare una casa in affitto – ammette Garofalo – è difficile perché le agenzie chiedono garanzie che io non posso dare. E’ vero, ho il reddito di cittadinanza che potrei usare per pagare l’affitto, ma prima o poi potrebbero toglierlo.a Caritas potrebbe garantire il pagamento per un anno, ma alle agenzie non basta. Sarei comunque pronto in qualsiasi momento a tornare a lavorare, anche se dovessi rinunciare al reddito di cittadinanza, a patto di avere un’abitazione. Sono stanco di vivere così. Spero – è l’appello di Garofalo – che qualcuno possa aiutarmi concretamente a superare queste difficoltà”.

Intanto trascorre spesso le sue giornate bivaccando su una panchina nei pressi della chiesa, mentre per fare la doccia si rivolge ad una struttura di accoglienza di Riviera Dionisio il Grande gestita dalle suore. Cibo e acqua non gli mancano. Un tetto sulla testa però sì ed è ciò che spera di avere al più presto. Per abbandonare definitivamente un giaciglio scomodo, senza portiere e con un tendone sul tettuccio a ripararlo dal freddo invernale.