Cronaca

Siracusa, operazione “Rifiuti zero”: presunta evasione di oltre 15 milioni, coinvolto gruppo Quercioli Dessena

SIRACUSA – Un sequestro di oltre 2,5 milioni di euro a fronte di una presunta evasione di oltre 15 milioni di euro e dodici soggetti indagati, undici persone fisiche ed una persona giuridica. La Guardia di finanza, nell’ambito dell’operazione “Rifiuti zero”, ha eseguito questo giovedì mattina un sequestro preventivo d’urgenza, disposto dalla Procura della Repubblica di Siracusa, su numerosi conti correnti bancari, beni immobili e mobili registrati e quote societarie ritenuti riconducibili agli amministratori e ai prestanome di società appartenenti al gruppo Quercioli Dessena.

Le complesse indagini sono state avviate nel febbraio 2014 dalla Compagnia di Siracusa, coordinate dal procuratore capo della Repubblica, dott. Francesco Paolo Giordano, e dirette dal sostituto procuratore, dott. Vincenzo Nitti e dott. Marco Di Mauro. Le accuse sono di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; truffa in danno dello Stato, ai danni del Comune di Augusta; bancarotta fraudolenta per distrazione e preferenziale; riciclaggio; responsabilità amministrativa degli enti, a carico di una società del gruppo.

Risultano indagate a vario titolo undici persone fisiche (Aldo Spataro, classe 1956, Marcello Carmelo Scapellato, classe 1970, Iole Rivelli, classe 1956, Giuseppe Cassone, classe 1956, Barbara Golaska, classe 1956, Giuseppe Cartelli, classe 1951, Nicola Siniscalchi, classe 1967, Piero Amara, classe 1969, Sebastiana Bona, classe 1970, Serena D’Anna, classe 1980, Sebastiano Attardo, classe 1972), e, per responsabilità amministrativa degli enti, una persona giuridica, la Pastorino Srl, per azioni riconducibili al suo ex amministratore unico e legale rappresentante, oggi deceduto.

Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle aretusee, una società del gruppo Quercioli Dessena, la So.Ge.Ma. s.r.l., nei primi anni duemila aveva stipulato un contratto con il Comune di Augusta per la gestione del servizio rifiuti e, nell’anno 2007, tale servizio era stato prorogato a fronte di un corrispettivo di oltre 2 milioni di euro. Successivamente, la predetta società, fortemente indebitata nei confronti dell’Erario per oltre 15 milioni di euro, sarebbe stata svuotata, lasciata in decozione e carica di debiti, mentre il ramo d’azienda, vivo e redditizio, sarebbe stato messo al riparo con il trasferimento in favore di un’altra società, la Pastorino S.r.l., allo stato titolare di un contratto di appalto con il Comune di Augusta per raccolta dei rifiuti, oltre che operante nei Comuni di Modica, Melilli, Augusta, Caltanissetta, Priolo e Oristano.

Sempre secondo gli investigatori, “per ottenere il pagamento del credito maturato nel suddetto periodo di proroga”, un noto professionista siracusano, l’avvocato Giuseppe Cassone, depositava presso il Tribunale di Siracusa un ricorso per un decreto ingiuntivo, richiedendo al Giudice di intimare al Comune di Augusta di pagare, in favore della So.Ge.Ma. S.r.l., la somma di oltre 2.300.000 euro. L’ingiunzione al pagamento del dovuto veniva anche confermata con sentenza del Tar di Catania a cui l’impresa aveva adito. Presumibilmente al fine di eludere il pagamento dei debiti nei confronti dell’Erario, la società creditrice So.Ge.Ma. s.r.l. cambiava la propria denominazione, trasferiva il proprio ramo d’azienda alla Pastorino S.r.l., composta ed amministrata dagli stessi soggetti, mutava il proprio oggetto sociale, l’amministratore, la compagine sociale e la sede legale, diventando Cassim. S.r.l. (con puntino), ovvero una società immobiliare con sede in Siracusa. Contestualmente sarebbe stata cambiata, ad hoc, anche la denominazione di un’altra società, la New Centro S.r.l., riconducibile al professionista che aveva curato la procedura esecutiva, rinominando anche essa con la denominazione di Cassim S.r.l. (senza puntino).

In tal modo esistevano due società omonime, la cui unica differenza nella denominazione era data dall’apposizione di un puntino dopo il nome. La creazione di una società su cui far confluire gli oltre 2.300.000 euro provenienti dal Comune di Augusta sarebbe stato, allora, l’unico modo per eludere il pagamento delle imposte arretrate ed aggirare così il meccanismo di cui all’art. 48 bis dpr 602/73, incassando in tal modo il denaro.

Le indagini dei finanzieri hanno permesso, inoltre, grazie allo sviluppo di una Segnalazione di operazione sospette emersa dal sistema investigativo di indagine valutaria (Siva) di accertare che tutti i soldi provenienti dal Comune di Augusta, e transitati sul conto della presunta “società specchio” sarebbero stati trasferiti e distribuiti “a pioggia” a favore degli indagati oltre che di terzi soggetti.

La condotta dei soggetti che, pur non avendo concorso a realizzare la distrazione del credito della Cassim. S.r.l. (con puntino), ottenendo del denaro sulla base di causali chiaramente fasulle, utilizzando tale denaro per scopi personali e facendone perdere definitivamente le tracce dissolvendolo nel nulla, venivano deferiti all’autorità giudiziaria per il reato di riciclaggio previsto e punito dall’art. 648 bis c.p..

Dalle indagini sarebbe emersa inoltre la sussistenza dei requisiti per il fallimento sia della Cassim. S.r.l. (con puntino) che di altre cinque società riconducibili al gruppo Quercioli Dessena, ovverosia la CG Ambiente S.r.l., la Gestioni Patrimoniali S.r.l., la Italian Citrus Pectine S.r.l., la Progefin Gap S.r.l. e la So.Si.Se. S.r.l., per le quali è in corso una richiesta di fallimento presso il Tribunale di Siracusa.

Nello specifico, ecco le ipotesi di reato contestate:

– sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte;

– truffa in danno dello Stato, derivante da una serie di artifici e raggiri posti in essere dagli indagati che inducevano in errore il Commissario ad Acta sull’identità del creditore del Comune di Augusta, sulla sua qualità di “soggetto non inadempiente nei confronti dell’Erario” e, pertanto, sulla possibilità di erogare il pagamento oggetto del decreto ingiuntivo, determinandolo, per l’effetto, a disporre, sul c/c bancario appartenente alla società sbagliata, il pagamento di euro 2.504.183;

– bancarotta fraudolenta per distrazione e preferenziale, derivante dalla distrazione dal patrimonio della ex So.Ge.Ma. s.r.l. (oggi Cassim. S.r.l.) della complessiva somma di euro 2.504.183 inducendo in errore il Comune di Augusta, debitore della predetta Cassim. s.r.l., a versarla su un conto corrente appartenente ad una diversa società, la Cassim s.r.l. ex New Centro s.r.l. Successivamente, il denaro veniva definitivamente sottratto mediante prelievi, bonifici ed assegni (bancari e circolari) emessi a beneficio degli indagati e di altri soggetti. Inoltre veniva indotto il Comune di Augusta a pagare, per conto della Cassim. s.r.l. (ex So.Ge.Ma. s.r.l.) un istituto bancario di cui la fallenda e decotta società era debitrice favorendo così, rispetto alla massa dei creditori, tale istituto di credito;

– riciclaggio, a carico di taluni indagati i quali non avendo concorso in alcuno dei reati presupposto ricevevano, con causali fittizie, cospicue somme di denaro provenienti dal c/c bancario intestato alla Cassim s.r.l. e distratti dal patrimonio della Cassim. s.r.l., ex So.Ge.Ma. s.r.l., oltre che profitto sia del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte che di quello di truffa);

– responsabilità amministrativa degli Enti, a carico della Pastorino S.r.l., in quanto per il proprio interesse e vantaggio, il suo ex amministratore unico e legale rappresentante, oggi deceduto, già appartenente alla famiglia Quercioli Dessena, versava su un conto corrente bancario della predetta società titoli di credito emessi dalla Cassim s.r.l. (la cui provvista era costituita dal denaro proveniente dal Comune di Augusta) facendo confluire su altro conto corrente intestato alla medesima società altre somme di denaro ugualmente ottenute dalla ex New Centro s.r.l. con la truffa ai danni dello Stato.

(foto di repertorio)


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