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Siracusa, operazione “Tonnara”, sedici arresti per traffico e spaccio di cocaina

SIRACUSA – Questa mattina, su delega della Procura distrettuale della Repubblica di Catania – Direzione distrettuale antimafia, il nucleo Investigativo del Comando provinciale Carabinieri di Siracusa ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari in carcere, emessa il 16 febbraio dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di sedici persone ritenute parte di un sodalizio criminale operante a Siracusa, e accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, cocaina in particolare.

I destinatari del provvedimento applicativo della custodia cautelare in carcere sono: Briante Danilo (classe 1975); Rizza Antonio (classe 1988); Abela Alessandro (classe 1986); Albarino Angelo (classe 1974); Ballocco Raffaele (classe 1987); Buccheri Vincenzo (classe 1972); Calcinella Luigi (classe 1985); Caldarella Dario (classe 1984); D’Agata Alessandro (classe 1980); D’Ignoti Parenti Massimiliano (classe 1971); Maieli Gaetano (classe 1979); Riani Giuseppina (classe 1981); Rossitto Ivan (classe 1986); Salemi Leandro (classe 1997); Salemi Massimo (classe1974); Urso Pasquale Graziano (classe 1994).

[1]La complessa attività investigativa, svolta avvalendosi sia di metodi tradizionali che di supporti tecnici, oltre che dell’apporto di collaboratori di giustizia, avrebbe disvelato l’esistenza di una presunta organizzazione da tempo operante nel capoluogo aretuseo, ed in particolare nella area compresa tra la via Aldo Carratore e viale Santa Panagia, meglio conosciuta come zona della “Tonnara”, da cui ha preso il nome l’operazione dei Carabinieri.

Nel corso dell’attività investigativa, durata oltre un anno dal febbraio del 2016, sono stati sequestrati oltre 3 chilogrammi di cocaina, arrestati 20 soggetti in flagranza di reato e sequestrati oltre 5 mila euro, somma provento dell’attività di spaccio.

Secondo gli inquirenti, il presunto gruppo criminale, ritenuto ben noto nell’ambiente dei consumatori di stupefacente della città, che vedevano nella “piazza di spaccio della Tonnara” un luogo ove poter acquistare nell’arco dell’intera giornata la cocaina, si sarebbe dotato di una vera e propria organizzazione, caratterizzata dalla suddivisione dei compiti tra i sodali.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, sotto la direzione degli indagati Danilo Briante e Antonio Rizza, accusati di essere i promotori dell’associazione a delinquere, venivano predisposte le numerose dosi giornaliere di stupefacente che poi venivano distribuite agli spacciatori organizzati in veri e propri “turni di lavoro”, in modo tale da garantire le cessioni di stupefacente senza soluzione di continuità durante l’arco dell’intera giornata. Al fine di scongiurare l’intervento delle forze dell’ordine, la presunta organizzazione si sarebbe avvalsa di apposite “vedette” posizionate strategicamente e, in alcune circostanze, utilizzate per essere inviate nei pressi della caserma dei Carabinieri al fine di verificare se vi fossero le auto dei militari pronte ad intraprendere servizi anti spaccio.

Le indagini avrebbero inoltre consentito di appurare come la sostanza stupefacente venisse acquistata attraverso due canali di approvvigionamento, uno catanese e uno messinese, per poi essere tagliata e suddivisa in dosi all’interno di un appartamento di via Aldo Carratore, casa popolare in uso al Briante e occupata da Raffaele Ballocco. Secondo gli inquirenti, quest’ultimo si occupava di distribuire le dosi ai pusher, spesso lanciando loro dal balcone alcuni involucri appositamente predisposti.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa al Tribunale di Catania, a cui ha partecipato il procuratore capo Carmelo Zuccaro.