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Un lungomare che sarà meraviglia ma è ancora “lungofogna”

Lungomare Granatello Augusta visto dal satellite

Lungomare Granatello Augusta visto dal satelliteAUGUSTA – Oltre cinquanta anni fa Augusta era nota per essere la città delle Saline, come ancora oggi lo è Trapani. Il sale che veniva estratto dal mare era una risorsa, un pregio. In seguito divenne una zona fabbricabile, si gettarono le fondamenta per poter costruire diverse palazzine proprio dinanzi al mare. Mare che è gioia e dolore. Gioia per la bellezza della sua immensità e profondità, gioia visiva per la bellezza del suo azzurro speranza. Dolore quando si ribella all’acqua del cielo. Uno scontro che proprio lì, nella zona delle Saline di Augusta, restituisce acqua fangosa che allaga le strade e le case dirimpetto.

Le frequenti mareggiate e precipitazioni costringono gli inquilini a rimanere in casa o ad adottare stivali di gomma per poter uscire. Un po’ come a Venezia, ma peccato che Augusta non sia Venezia e peccato che non ci siano gondole, ma reflui fognari che dalle abitazioni sversano direttamente in mare. Nel ’68 si registrò l’iniziativa del “progetto Olivotti” per la depurazione delle acque. Progetto, evidentemente, mai messo in atto.

Da qualche anno, in quello che molti cittadini definiscono “lungofogna“, si è sviluppato un vero e proprio lungomare. Finalmente si corre, si pattina, si va in bici, si passeggia. Ma sempre in compagnia di quell’odorino che ricorda cosa viene scaricato nel mare degli Augustani. Finalmente i bar sul molo, musica, il camioncino del gelato. Ma senza un parcheggio adeguato, e allora si parcheggia dove capita, tanto i vigili nelle ore della movida notturna non fanno straordinari. Con tutti i rischi che ne derivano per la sicurezza e l’incolumità pubblica, considerato che il lungomare sarebbe una cruciale via di fuga.


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