- La Gazzetta Siracusana - https://www.lagazzettasiracusana.it -

Vicenda Ias, Cafeo punta il dito contro governo regionale e deputazione forzista siracusana

SIRACUSA – “L’atteggiamento del Governo regionale, che da un lato recepisce il mio emendamento alla Finanziaria sulla gestione degli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione e poi non lo applica, dimostra una schizofrenia francamente inaccettabile”. A parlare è il deputato regionale siracusano del Pd, Giovanni Cafeo (nella foto di repertorio), a margine della conferenza stampa indetta questa mattina nella sede della sua segreteria politica sulle vicende riguardanti Ias e l’impianto di depurazione di Priolo Gargallo.

“In premessa – ha esordito Cafeo – pur non commentando come mia abitudine le azioni della Magistratura, non posso che prendere atto che con l’ultima proroga concessa al fine di aderire alle prescrizioni imposte dal sequestro dell’impianto, proprio la Magistratura ha dimostrato maggiore sensibilità sul tema rispetto alla Politica”.

Il riferimento è alla proroga del termine fino al 15 aprile concessa dalla Procura per le attività di Ias, l’azienda che gestisce il depuratore consortile di Priolo, dove conferiscono i propri reflui i Comuni di Priolo, Melilli, parte di Siracusa e gli stabilimenti del polo industriale.

“L’emendamento alla Finanziaria regionale, noto ormai con il mio nome, era stato recepito per intero dal Governo, su richiesta proprio dell’assessore Turano, nell’ultima finanziaria regionale e serviva – ha spiegato Cafeo – in una fase di transizione fino al definitivo subentro dei competenti gestori unici e fatto salvo l’ammortamento degli investimenti, ad evitare proprio la gara indetta per la gestione degli impianti, il cui bando oltre a non garantire per intero i lavoratori annullerebbe i benefit per il territorio, visto che i cittadini di Priolo Gargallo e Melilli attualmente non pagano il canone per la depurazione”.

“Sulla vicenda però il Governo regionale ha finalmente l’opportunità di intervenire chiaramente e spiegare all’opinione pubblica non soltanto le intenzioni su Ias ma in generale la sua idea di politiche industriali – ha asserito il deputato regionale del Pd – se cioè abbiamo a che fare con una gestione superficiale, arrogante e inconcludente, come traspare dalle dichiarazioni dell’assessore Turano rivolte ai rappresentanti di Confindustria, oppure se ci si rende conto dell’importanza di un settore che, volente o nolente, impiega con l’indotto circa 20 mila persone”.

“Se è chiaro che non possono essere ricondotte colpe dirette sulla vicenda Ias all’attuale Governo in carica, quanto meno fino al giorno dell’approvazione della Finanziaria e cioè lo scorso 25 febbraio – ha detto – da quel momento in poi nessuno può più sottrarsi alle sue responsabilità e il Governo deve decidersi se continuare a fare la guerra contro i “mulini a vento”, individuando nell’industria siciliana il nemico da combattere, oppure assumersi l’onere di decisioni certamente non facili ma necessarie per lo sviluppo del territorio e la salvaguardia dei posti di lavoro. A questo punto auspico che sia direttamente il presidente Musumeci a prendere in mano la questione e fare finalmente chiarezza”.

Cafeo non ha lesinato critiche ad altri esponenti politici della provincia. “Non è inoltre più giustificabile l’assordante silenzio dell’assessore siracusano in giunta, Edy Bandiera, della deputata di maggioranza, on. Cannata e dell’on. Prestigiacomo – ha affermato il parlamentare del Pd – è impensabile che i rappresentanti politici del territorio si tirino fuori da una vicenda che lo coinvolge sotto molteplici punti di vista, lasciando al deputato di opposizione l’incombenza di rappresentare le esigenze di cittadini e imprese, onere dal quale certamente non mi sottraggo”.

“Simili atteggiamenti da parte della classe dirigente siciliana – ha concluso – non possono che aggravare la già precaria fama di territorio scarsamente attrattivo di investimenti che ci trasciniamo ormai da decenni, contribuendo a far compiere alla Sicilia il passo in più che la farebbe cadere definitivamente nel baratro”.