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Vicenda Ias, Confindustria Siracusa disponibile a piano investimenti. Ma non c’è feeling con l’assessore regionale Turano

SIRACUSA – Si è svolto ieri a Palermo un incontro con l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, sulla delicata vicenda del depuratore Ias di Priolo Gargallo (nella foto di repertorio), che vede l’impianto sottoposto a sequestro preventivo, il mese scorso nell’ambito dell’inchiesta “No fly” sulle emissioni inquinanti in atmosfera, e i 60 dipendenti preoccupati per il proprio posto di lavoro e il futuro della zona industriale.

Confindustria Siracusa rende noto di aver confermato, a nome delle aziende interessate, all’assessore regionale Turano la “disponibilità a sostenere il piano d’investimento del depuratore” che è gestito dall’Ias, attraverso la concessione del proprietario, che come noto è la Regione siciliana, purché gli interventi vengano effettuati dalle aziende stesse sotto la loro gestione e si provveda a ritirare il bando per l’affidamento del depuratore stesso.

Ma a Palermo ci sarebbe stato tutt’altro che un’intesa tra l’associazione degli industriali aretusei e lo stesso assessore regionale. “Confindustria Siracusa ha partecipato all’incontro con l’assessore Turano – fa sapere il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona – a seguito del tavolo convocato dal prefetto di Siracusa dr. Pizzi, confortati dall’avere individuato con gli altri rappresentanti della Regione, presenti alla riunione, non una ma tre possibili soluzioni. Siamo usciti dall’incontro delusi ma ancora più allibiti dalle parole con cui l’assessore Turano ha esordito, affermando che ci aveva acconsentito di parlare con lui, seppure la Regione, che detiene con il 65 per cento la maggioranza della società consortile, non c’entrasse nulla nella questione del depuratore, ma solo perché assolve un mero ruolo sociale”.

“Purtroppo ci siamo trovati – spiega Bivona – di fronte ad un interlocutore che ha affrontato il tema con disarmante superficialità, incurante della finalità della delega alle attività produttive affidatagli dal presidente Musumeci, tenendo un comportamento indisponente ed intransigente, rispetto alla gravità della problematica in questione, che richiederebbe la necessaria responsabilità, considerato i noti fatti, per scongiurare il blocco delle attività produttive nell’area industriale siracusana. Non sappiamo il livello di conoscenza della materia in questione da parte del presidente Musumeci che in varie occasioni, ha sempre dimostrato attenzione, sensibilità e disponibilità ad affrontare e risolvere le situazioni complesse che si presentavano sul suo tavolo”.

Di fronte a ciò che gli industriali ritengono un eventuale “schiaffo al territorio siracusano e all’intera economia regionale”, Confindustria Siracusa confida nella mobilitazione della deputazione regionale e nazionale, affinché la questione sul tappeto venga trattata con la “lucida e consapevole responsabilità di chi rappresenta gli interessi della collettività”.

Pronta la replica dell’assessore regionale Turano, trasmessa dal suo staff. “Una nota inutilmente polemica e a tratti sgradevole”. “La Regione – si legge ancora nella nota dello staff di Turano – è impegnata a trovare un percorso che salvaguardi l’impianto e i livelli occupazionali nella massima trasparenza e legalità. A tal fine è fondamentale che tutti rispettino i ruoli, si assumano responsabilità e parlino nelle sedi opportune”.


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