Palermo – Ad oltre un anno dall’arrivo di alcune grosse imbarcazioni all’interno del Porto Commerciale di Augusta che trasportavano migranti, le banchine del porto, nonostante le numerose assicurazioni ricevute alle mie altrettante numerose sollecitazioni, continuano, senza pudore, ad essere prigioniere di queste grosse navi. Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Presidente f.f. della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS.
Dal loro arrivo ad oggi, abbiamo interessato tutti: Ministeri, Prefettura, Dogane, Dipartimento Regionale delle Capitanerie di Porto, ognuno per la parte di propria competenze e ci hanno assicurato che non c’erano problemi, questione di giorni, qualcuno si è spinto perfino a parlare di questione di ore!!!
Certo, ha proseguito l’On. Vinciullo, le ore si possono contare in decine, centinaia, migliaia e milioni, come in questo caso, però è anche vero che non si può distruggere il Porto Commerciale di Augusta per incapacità assoluta di garantire risposte certe a chi ha fatto investimenti e vorrebbe che il Porto Commerciale di Augusta, anziché essere un monumento all’inefficienza e all’incapacità amministrativa, fosse invece luogo d’approdo per merci e. quindi per lavoro.
Torniamo, e per l’ultima volta, a chiedere a chi ha competenze specifiche sulla questione a pronunciarsi definitivamente sulla vicenda.
Vorremmo vedere il bando, l’inizio dei lavori o più semplicemente che queste due navi, anziché essere depositate nel Porto Commerciale di Augusta, venissero depositate in altri porti commerciali.
Augusta ha già ampiamente pagato per la presenza di queste navi.
Adesso, ha concluso l’On. Vinciullo, paghino altre città, altri porti, perché così come gli onori, anche gli oneri vanno equamente condivisi e quindi, per l’ultima volta, torno a chiedere di liberare il porto da questa prigionia che dura da oltre un anno, altrimenti saremo costretti ad organizzare azioni eclatanti per liberare il Porto Commerciale di Augusta da questa lunga e sofferta prigionia.















