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Siracusa, ticket per tre riserve naturali orientate, il componente del Crppn Mastriani “sollecita” la Regione

SIRACUSA  – Scrive alla Regione Marco Mastriani, siracusano, componente del Consiglio regionale protezione patrimonio naturale (Crppn) presso l’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, che lamenta la “mancata applicazione” del Decreto assessoriale n° 85 del 12 marzo 2015.

Il decreto riguarda il Piano per l’accesso alle riserve naturali di diretta gestione regionale e prevede l’istituzione sia di servizi che, in particolare, del ticket di ingresso in otto riserve naturali in Sicilia fra cui tre ricadenti nella provincia di Siracusa.

Si tratta della Riserva naturale orientata “Pantalica Valle dell’Anapo e torrente Cava Grande”, la Riserva naturale orientata “Oasi faunistica di Vendicari” e la Riserva naturale orientata “Cava Grande del Cassibile”. Il documento è indirizzato al presidente della Regione e agli assessorati regionali di competenza.

“Ad oltre tre anni dalla sottoscrizione congiunta da parte dell’Assessorato Regionale del territorio e Ambiente e dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea – scrive Mastriani – non è successo nulla, con grave inadempimento nell’applicazione delle normative vigenti, apportando un danno economico alle risorse economiche della Regione Sicilia, causato dalla non applicazione del Decreto Assessoriale n° 85 del 12 Marzo 2015 da cui deriva il non incasso di risorse pubbliche”.

Menziona l’articolo 2 del decreto assessoriale, che recita: “Tali somme saranno versate, dall’Ente gestore, nel bilancio della Regione, rubrica Dipartimento Ambiente, nel capitolo di entrata 1810 “Proventi derivanti dalla vendita di biglietti di accesso per le aree naturali protette e per le aree attrezzate ad eccezione per quelle ubicate nelle isole minori”. E l’articolo 3: “L’Ente Gestore, nel rispetto dei principi di autonomia e sussidiarietà, provvederà a realizzare i servizi e le modalità di fruizione degli stessi dandone comunicazione all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente”.

“Pertanto, la non applicazione del D.A. n° 85 del 12 Marzo 2015 – continua Mastriani – oltre a comportare una mancato incasso di risorse economiche previste per legge, non consente di avere somme da utilizzare per la creazione di servizi finalizzati alla tutela delle aree protette e alla fruizione dei visitatori. Le stesse risorse economiche, così come previsto dal D.A. non potrebbero essere utilizzate per altri fini e ad oggi costituiscono un strumento economico indispensabile per creare e/o potenziare servizi di tutela e fruizione delle riserve naturali ad oggi inesistenti o insufficienti, al fine di potenziare il controllo e l’offerta di servizi per i fruitori all’interno delle aree protette, migliorandone l’immagine turistica delle singole riserve naturali e in generale dell’intera regione Sicilia”.

In conclusione, Mastriani chiede “l’immediata applicazione del D.A. n° 85 del 12 Marzo 2015 al fine di migliorare le condizioni di tutela, controllo e fruizione delle aree protette di cui trattasi”, di “conoscere le motivazioni tecniche che ancora ad oggi, dopo oltre quattro anni, non consentono di far fruire al pubblico il sentiero “Scala cruci” all’interno della Riserva Naturale Orientata “Cava Grande del Cassibile”, ufficialmente chiuso e di conoscere gli interventi che l’Amministrazione Regionale vuole attuare per la fruizione della riserva naturale”.

Mastriani chiude la lettera inviata alla Regione, ricordando come “il notevole patrimonio naturale, ambientale, culturale e archeologico siciliano, oggi è sempre più apprezzato da milioni di visitatori che annualmente arrivano in Sicilia e chiedono di conoscere e visitare luoghi di particolare importanza. E’ doveroso in tal senso, tutelare al massimo la conservazione del nostro patrimonio e contemporaneamente mettere in campo tutti gli strumenti utili per offrire servizi ai visitatori al fine di migliorare l’immagine turistica della Sicilia, valorizzando le nostre risorse e puntando sull’ecoturismo come modello di sviluppo e tutela delle aree protette in Sicilia”.


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