Noto – Tra commozione, pacche sulle spalle e tanti ricordi, il sindaco di Noto Corrado Bonfanti ha salutato le vecchie glorie del Noto calcio, riunitesi per il tradizionale scambio di auguri natalizi al Convitto Ragusa. Il ricordo di Salvatore Caia da parte dell’organizzatore Franco Tanasi in collaborazione con il Milan Club Città di Noto “Salvo Padula”, ha aperto la serata moderata da Gianpaolo Montineri e durante la quale ognuno dei protagonisti, dai vecchi ai nuovi (presente anche l’attuale squadra del Noto, con il capitano Ferla e il ds Strianese in testa, oltre al presidente Graziano Zani) ha sottolineato l’importanza di ritrovarsi dopo tanti anni, sotto un’unica bandiera, quella che porta i colori granata.
<<E in questi 50 anni di vita del Noto calcio è trascorsa tutta la mia infanzia, la mia adolescenza e la mia crescita – ha sottolineato il sindaco Bonfanti – e rivedere tanti campioni del passato mi emoziona. Perché il calcio l’ho sempre considerato una scuola di vita e ognuno di questi giocatori ha rappresentato per me un modello di crescita. Da ognuno di voi ho tratto sempre degli insegnamenti che poi nel corso delle mie attività ho cercato di fare proprie e trasmettere determinati valori agli altri. Senza dimenticare che del Noto sono stato un calciatore, un allenatore e anche un presidente. Negli ultimi quindici anni, poi, sono sempre stato al fianco del Noto e vedere oggi Zani che dedica gran parte del suo tempo con abnegazione e passione, mi fa ben sperare per il futuro di questa società, perché è riuscito con una gestione oculata a sistemare le vicissitudini del Noto che rappresenta una società di riferimento nel panorama calcistico nazionale visto che da anni staziona in Quarta Serie e di recente è stata premiata proprio per i 50 anni di attività>>.
L’ultima considerazione di Bonfanti, però, non poteva non riguardare i vecchi protagonisti di quel Noto le cui immagini scorrono ancora nella mente dei più nostalgici, oltre che su delle slide poste alle spalle di chi è seduto in platea: <<Non ho mai fatto particolarismi ma se devo fare un nome, lasciatemi dire Amante, per l’eleganza, la tecnica e la bellezza delle sue giocate. Non me ne vogliano gli altri ma lui credo rappresenti l’emblema di un calcio che oggi non c’è più: un calcio molto più tecnico di oggi anche se più lento. Oggi il calcio è più veloce e muscolare ma, lasciatemelo dire, meno romantico di allora>>.
Nel corso della serata, sono stati ricordati i presidenti Finocchiaro, Bonfanti, Delia, Fancello, Musso, Storaci, Valvo e Zani; i tecnici Porchia, Pirri, Lanteri, Nastasi, Torrisi, Betta, Orlando; i calciatori Amante, Sframeli, Giacoppo, Delorenzo, Saffiotti, Salemi, Mallia, Morana, Minniti, Maiore, Di Raimondo, Fusca, Ricupero, Giannone, Infantino, Vinci, Salomone, Ammatuna, Quattropani, Dinatale, Di Stefano, Giarratana, Agosta, Rizza, Leone, Di Stefano, Andolina, Marino, Santostefano, Toro, Lumera, Prado, Lo Monte e tanti altri.

















