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Siracusa, Covid house, ‘Casa del pellegrino’ ceduta temporaneamente dal Comune all’Asp. Santuario “estromesso”

SIRACUSA – Comune e Asp hanno sottoscritto oggi il protocollo d’intesa per la cessione temporanea e a titolo gratuito della Casa del Pellegrino all’Asp per le esigenze legate all’emergenza Coronavirus. La firma del documento è stata preceduta, nei giorni scorsi, da sopralluoghi dei tecnici dell’azienda sanitaria che ne hanno verificato le condizioni e l’idoneità all’utilizzo che si intende fare delle 71 camere: una “Covid house” destinata ai pazienti “grigi” cioè a coloro per i quali è necessario l’isolamento ma non bisognosi di ricovero ospedaliero.

“Oltre allo stabile, il Comune, che ne è titolare, assicurerà la fornitura di energia elettrica, acqua e wi-fi; inoltre garantirà il servizio di reception, 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno, attraverso personale comunale o delle società che operano per conto dell’Ente – si legge nel comunicato del Comune di Siracusa – L’accordo ha una durata minima di 60 giorni ed è rinnovabile fino a quando si riterrà necessario”.

“Sin dall’inizio dell’emergenza – afferma il sindaco Francesco Italia – ho pensato e dichiarato pubblicamente che la Casa del Pellegrino avesse tutte le caratteristiche per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in  permanenza domiciliare, oppure gli operatori sanitari che abbisognassero di un luogo dove soggiornare per salvaguardare, durante questo periodo, i propri cari. Abbiamo comunicato sin da subito all’Asp, all’assessorato regionale della Salute e alla Prefettura la disponibilità del Comune a concedere gratuitamente la struttura per le esigenze dell’emergenza sanitaria”.

Secondo quanto si precisa nel comunicato del Comune, l’immobile della Casa del Pellegrino nel 1997 fu affidato all’ente Santuario della Madonna delle Lacrime “allo scopo di adibirlo ad accettazione servizio e ricovero notturno per pellegrini, rimanendo vietata ogni qualsiasi diversa destinazione”. Tuttavia già nel 2000 l’ente Santuario avrebbe cessato di gestire in proprio la struttura. “Vista la situazione, e alla luce dell’esame dei documenti e delle vicende degli ultimi anni”, il Comune ha inteso rientrare in possesso dell’immobile e in tale senso il dirigente del settore Patrimonio ha avviato il procedimento.

“Vent’anni fa e fino al 2018 –  spiega ancora Italia – sulla base di un nulla osta del sindaco dell’epoca, la gestione della struttura è stata esercitata attraverso la Casa del Pellegrino s.r.l., costituita dallo stesso ente Santuario, ma successivamente la società ha affittato la gestione a una cooperativa”.

Prosegue il sindaco Italia: ”In seguito al fallimento, avvenuto nel 2018, della società Casa del Pellegrino, la gestione è stata addirittura affittata dalla curatela e per ultimo è stata venduta all’asta. Appare di tutta evidenza che non può essere consentito a nessuno di acquisire il diritto di detenere l’immobile di proprietà del Comune di Siracusa, ciò in quanto nella convenzione del 1997 era stata espressamente esclusa la possibilità di cedere a terzi il comodato”.

“Quando sarà terminata la presente emergenza – conclude il sindaco Italia – saremo felici, come già anticipato più volte al rettore del Santuario ed alle altre autorità ecclesiastiche a cui, non da ora, ci legano forti e sinceri sentimenti di affetto e fraterna collaborazione, di tornare a condividere una gestione coerente con le finalità originarie, interamente destinata a quegli interessi pubblici di cristiana accoglienza di soggetti più fragili sotto il profilo, economico, sociale e sanitario”.

Appena due giorni fa, lunedì, avevamo intervistato don Aurelio Russo, rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime. Don Russo aveva dato “disponibilità totale e gratuita” all’Asp, in nome del Santuario quale ente “comodatario“, ai fini della cessione temporanea della struttura per l’emergenza, annunciando pure la firma di un “contratto” con l’Asp. E, in merito alla questione con il Comune sulla titolarità del bene, aveva invitato a “remare nella stessa direzione” e a rimandare eventuali “rivendicazioni”.


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