La Gazzetta Siracusana

Teatro greco di Siracusa, rappresentazioni classiche al via l’8 maggio. L’Inda lancia mostre ed eventi collaterali

SIRACUSA – Dopo la presentazione romana al Ministero della Cultura, la 61ª Stagione dell’Inda torna a mostrarsi a Siracusa con un secondo livello di racconto: meno istituzionale, più immersivo, più vicino all’esperienza concreta dello spettatore. Perché, se il calendario delle quattro produzioni classiche era già noto, è nella conferenza di stamani che la Fondazione Inda ha svelato il “fuori scena” della stagione 2026: i dettagli ancora inediti, i dispositivi culturali paralleli, i nuovi formati e l’ecosistema di eventi che fino a luglio accompagnerà il pubblico ben oltre il perimetro delle gradinate del Teatro greco.

Resta il cuore della stagione già annunciata: Alcesti di Euripide, diretta da Filippo Dini, dall’8 maggio al 6 giugno, Antigone di Sofocle, per la regia di Robert Carsen, dal 9 maggio al 5 giugno, I Persiani di Eschilo, con la regia di Àlex Ollé, dal 13 al 27 giugno e Iliade in uno show di Giuliano Peparini dal 14 al 27 giugno. Quattro titoli, quattro regie, quattro linguaggi diversi che scandiranno la 61ª stagione delle rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa, già presentata a Roma nelle scorse settimane.

Le novità emerse oggi, però, riguardano soprattutto ciò che ruota attorno agli spettacoli. A cominciare dalla nuova mostra immersiva “Sotto il cielo degli Dei”, tra le principali sorprese dell’edizione 2026: un’esperienza multimediale e interattiva che, grazie all’intelligenza artificiale, consentirà agli spettatori del Teatro greco e ai visitatori del Parco archeologico della Neapolis di compiere un viaggio virtuale dentro la storia ultracentenaria delle rappresentazioni classiche siracusane, attraversandone voci, volti e grandi protagonisti.

Un’altra novità rilevante è la presenza di Michelangelo Pistoletto, che firma il manifesto ufficiale della stagione. L’artista, tra i massimi esponenti viventi dell’arte contemporanea e figura centrale dell’Arte Povera, ha realizzato per l’Inda un’opera originale dal titolo Theater, concepita appositamente per la 61ª stagione.

Dopo il successo dell’anteprima scolastica dell’Iliade firmata da Giuliano Peparini, con 12mila studenti in quattro repliche, primo esperimento del genere nella storia dell’Inda, il regista romano tornerà protagonista anche fuori dal Teatro greco. Dal 21 giugno al 5 luglio, infatti, la Fondazione Inda parteciperà alla rappresentazione speciale promossa dal Parco archeologico di Siracusa all’Orecchio di Dionisio, dove Peparini curerà la messa in scena di alcuni episodi delle Metamorfosi di Ovidio, in uno dei luoghi più iconici e simbolici del parco.

Sempre all’Orecchio di Dionisio si concentrerà uno dei filoni più originali dell’estate Inda: dal 30 maggio al 25 giugno torna il ciclo di incontri curato da Margherita Rubino, pensato come spazio di approfondimento e confronto tra teatro, filologia e pensiero contemporaneo. Tra gli ospiti annunciati figurano Luca Micheletti, Amanda Sandrelli, Walter Lapini, Caterina Mordeglia e lo stesso Giuliano Peparini. A chiudere il ciclo, il 25 giugno, sarà “Vincitori e vinti: la guerra e la fragilità della vita”, incontro promosso da Eni con la partecipazione di Anna Bonaiuto, Giulio Guidorizzi, Olimpia Imperio, Giuseppe Sartori ed Emanuele Trevi.

Sul fronte delle iniziative collaterali torna anche Agòn, il processo simulato promosso dal Siracusa International Institute for criminal justice and human rights con l’associazione “Amici dell’Inda”. Il 22 maggio andrà in scena “Processo a Creonte – la scelta di Antigone”, con la partecipazione anche degli interpreti di Antigone, Paolo Mazzarelli e Camilla Semino Favro.

Tra gli elementi più innovativi confermati anche per il 2026 c’è poi il rafforzamento del sistema di accessibilità linguistica. Oltre alla traduzione simultanea in inglese, francese e spagnolo tramite intelligenza artificiale, l’Inda aggiunge quest’anno un nuovo tassello al progetto editoriale internazionale: i testi italiani degli spettacoli saranno tradotti e pubblicati anche in lingua cinese, grazie alla collaborazione con la Struttura didattica speciale di Ragusa dell’Università di Catania e il Consorzio universitario del Mediterraneo orientale.

La stagione si estenderà inoltre oltre Siracusa. Alcesti sarà riallestita dal 3 al 5 luglio al Teatro Grande di Pompei, il 17 e 18 luglio al Teatro romano di Ostia Antica e il 17 e 18 settembre al Teatro Romano di Verona. I Persiani, invece, approderà a Pompei dal 10 al 12 luglio.

Dal 10 maggio al 3 giugno tornerà anche il Festival internazionale del teatro classico dei giovani nell’area archeologica di Akrai, a Palazzolo Acreide, giunto alla trentesima edizione: 99 rappresentazioni, oltre 2mila studenti coinvolti e gruppi provenienti non solo dall’Italia, ma anche da Grecia, Belgio, Francia e Lussemburgo.

E poi c’è la città. Perché il disegno dell’Inda 2026 punta sempre più a fare della stagione non solo una rassegna teatrale, ma un sistema culturale diffuso. In questa direzione si inserisce il ciclo di appuntamenti inaugurato oggi all’Ortea Palace Hotel, dove fino al 31 dicembre si alterneranno incontri con registi e attori, performance degli allievi dell’Accademia e un percorso fotografico permanente dedicato alla memoria visiva del Teatro greco.

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