Autotrasporto e caro carburante, tavolo Unatras-Mit: Cna Fita Siracusa soddisfatta
SIRACUSA – “L’accordo raggiunto tra le associazioni aderenti a Unatras (Unione nazionale associazioni autotrasporto, ndr) e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rappresenta un segnale importante e, per quanto ci riguarda, atteso“. Così la Cna Fita Siracusa, la sigla della Cna che rappresenta le imprese nel settore dei trasporti e in particolare autotrasporto merci, esprime soddisfazione per l’apertura di ieri al tavolo romano da parte del viceministro Edoardo Rixi sulle principali rivendicazioni della categoria, a partire dal caro carburante, dalla clausola del fuel surcharge (per ribaltare i costi sui committenti) e dalle misure per il trasporto insulare.
“Siamo particolarmente soddisfatti che il Mit abbia riconosciuto la specificità del trasporto nelle isole – afferma Francesco Lombardo, presidente Cna Fita Siracusa – e si sia impegnato a tenerne conto negli interventi in corso di definizione. Per chi opera in Sicilia, questa non è una questione astratta: è la realtà quotidiana di imprese che affrontano costi strutturalmente più elevati, infrastrutture spesso inadeguate e condizioni di mercato che penalizzano sistematicamente chi ha sede e opera al di fuori del continente“.
“In questo contesto, Siracusa rappresenta uno dei poli più strategici dell’intera filiera energetica e della logistica nazionale – sottolinea – un crocevia di prodotti non solo petroliferi ma di tutte le merci in entrata ed uscita dal più grande porto siciliano. Su questo territorio operano quotidianamente decine di imprese di autotrasporto associate a Cna Fita, che movimentano prodotti petroliferi raffinati, materie prime e semilavorati chimici verso i mercati nazionali e internazionali. Si tratta di trasporti ad alta specializzazione, con requisiti tecnici stringenti e costi operativi che non tollerano ulteriori pressioni. Eppure, questi autotrasportatori devono fare i conti ogni giorno con le stesse criticità strutturali che Unatras ha portato al tavolo del Mit: il peso del carburante sui bilanci aziendali, la difficoltà di trasferire i costi variabili ai committenti, la necessità di traghettare merci e mezzi per raggiungere i mercati del nord”.
Quanto alle soluzioni, la nota della sigla dell’autotrasporto aretuseo prosegue: “Accogliamo con favore la conferma delle risorse per il sea-modal shift, che potranno avere ricadute concrete per la nostra provincia: un sistema portuale come quello di Augusta, tra i più grandi del Mediterraneo. Chiediamo al Governo che gli impegni assunti oggi si traducano rapidamente in misure operative e che, nella fase di definizione degli interventi, la specificità del trasporto insulare, e di Siracusa in particolare, sia trattata non come un caso marginale ma come un paradigma delle distorsioni strutturali che penalizzano il Mezzogiorno e le realtà produttive più esposte ai costi della dipendenza energetica e della periferia geografica“.
Cna Fita Siracusa rende infine noto che “continuerà a seguire con attenzione l’evolversi del confronto tra Unatras e le istituzioni, pronta a sostenere le imprese associate in ogni sede e a rappresentarne le istanze con la determinazione che la situazione richiede“.
















