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Referendum nel Siracusano: picchi del No tra centri montani e Priolo, Sì prevale in due comuni

SIRACUSA – Anche in provincia di Siracusa, il risultato del referendum confermativo della riforma costituzionale dell’ordinamento giurisdizionale (riforma Nordio) segna una netta affermazione del No, che si attesta al 62,43% (con 421 sezioni scrutinate su 422), un dato superiore di quasi un punto e mezzo alla media regionale e di quasi nove a quella nazionale.

A livello siciliano, infatti, il No raggiunge il 60,98%, mentre in Italia si attesta al 53,74%, confermando come nel territorio aretuseo il voto contrario alla riforma abbia avuto un’incidenza ancora più marcata.

Nel capoluogo Siracusa, il No raggiunge il 65,23%, pari a 28.116 voti, contro i 14.990 voti del Sì (34,77%), con 43.275 votanti su 93.233 aventi diritto per un’affluenza del 46,42%.

Analizzando il dato nei singoli comuni siracusani, emergono percentuali particolarmente elevate per il No in alcuni centri montani, ma non solo. Spicca il dato della piccola Cassaro, dove il No raggiunge l’81,05%, seguito da Buccheri con il 70,13%. Percentuale analoga nella meno piccola Sortino, dove il No si attesta al 70,53% (pari a 2.302 voti). Colpisce anche il risultato del comune industriale di Priolo Gargallo, dove il No arriva al 73,16%, corrispondente a 3.034 voti.

In controtendenza rispetto al quadro generale si colloca invece l’estremo sud del territorio siracusano. A Pachino prevale il , con il 53,09% pari a 3.062 voti, mentre a Portopalo di Capo Passero il Sì raggiunge il 61,40%, pari a 813 votanti, rappresentando l’eccezione più marcata nel panorama provinciale.


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