Termovalorizzatori in Sicilia, consegnati i progetti di Catania e Palermo: via all’iter autorizzativo
PALERMO – La Regione Siciliana accelera sul piano dei termovalorizzatori e compie un nuovo passaggio formale nell’iter per la realizzazione dei due impianti previsti a Palermo e Catania. Sono stati infatti consegnati i progetti di fattibilità tecnico-economica dei due termovalorizzatori che sorgeranno a Bellolampo, nel capoluogo siciliano, e nell’area industriale di Pantano d’Arci, a Catania.
La consegna degli elaborati, annunciata dalla Presidenza della Regione, segna un passaggio considerato decisivo nell’attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti e nella costruzione della nuova rete impiantistica siciliana, che punta a superare il sistema fondato quasi esclusivamente sul conferimento in discarica.
I progetti sono stati redatti, secondo il cronoprogramma fissato dalla struttura commissariale regionale guidata dallo stesso governatore Renato Schifani, dal raggruppamento composto da “Crew srl”, società mandataria del gruppo Fs, insieme a “Systra spa”, “Martino Associati Grosseto srl”, “E.Co. srl”, “Utres Ambiente srl”, “Ibi Studio srl” e dall’ingegnere Corrado Pecora.
Con la consegna dei progetti si apre ora la fase autorizzativa. L’ufficio commissariale della Regione, che ha già ricevuto gli elaborati, segnatamente oltre 700 documenti tecnici che saranno caricati sulla piattaforma di consultazione pubblica, ha avviato le procedure necessarie all’ottenimento dell’autorizzazione ambientale, comprensiva della Valutazione di impatto ambientale (Via), oltre ai pareri e ai nulla osta richiesti dai diversi enti coinvolti.
Si tratta della fase tecnicamente più complessa dell’iter amministrativo, destinata a protrarsi per alcuni mesi e destinata a concludersi con il decreto di approvazione commissariale. Solo al termine di questo passaggio, secondo il cronoprogramma indicato dalla Regione, Invitalia potrà pubblicare entro la fine del 2026, sotto la vigilanza dell’Anac, le due gare pubbliche per la realizzazione degli impianti. Dopo la pubblicazione delle gare e l’affidamento dei lavori, la realizzazione dei due impianti richiederà circa diciotto mesi. Il cronoprogramma della Regione fissa infatti al 2028 l’obiettivo di rendere operativo l’intero nuovo sistema siciliano del ciclo integrato dei rifiuti.
“Un nuovo passo avanti, procediamo con sempre maggiore determinazione nel rispetto dei tempi previsti – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nella qualità di commissario straordinario per il ciclo dei rifiuti – per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti in Sicilia, superando un sistema fondato quasi esclusivamente sulle discariche e costruendo un modello moderno improntato all’economia circolare, al recupero di materia, al riuso e alla valorizzazione energetica della parte non più riciclabile. Il traguardo è sempre più vicino“.
Secondo la scheda tecnica diffusa dalla Regione, i due termovalorizzatori saranno realizzati con un investimento complessivo di circa un miliardo di euro di fondi pubblici, asseritamente “senza gravare sulla tariffa“, e avranno una capacità complessiva di trattamento pari a circa 600mila tonnellate l’anno.
Gli impianti, uno per la Sicilia occidentale e uno per quella orientale, produrranno energia elettrica con una potenza superiore a 50 megawatt e una produzione stimata di circa 450mila megawattora di energia elettrica all’anno, quantitativo che, secondo la Regione, sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 150mila famiglie.
Nel disegno della Regione, i due termovalorizzatori rappresentano il segmento finale del nuovo Piano regionale dei rifiuti, recentemente approvato dalla Commissione europea. Il piano prevede complessivamente nove impianti di selezione, recupero e raffinazione, sette piattaforme di selezione della raccolta differenziata, due piattaforme per il trattamento dei pannolini, quattro ampliamenti di discariche esistenti e due biodigestori, tutti già finanziati.
L’obiettivo dichiarato è portare la Sicilia al 65 per cento di recupero di materia, riducendo il conferimento in discarica al 10 per cento, con un conseguente abbattimento dei costi di smaltimento, oggi superiori a 350 euro a tonnellata, e un risparmio stimato dalla Regione in circa 100 milioni di euro per famiglie e imprese.
(Nel collage di copertina, i rendering di progettazione dei due impianti: a sinistra per Catania, a destra per Palermo)
















