Siracusa, debutta l’Antigone di Carsen al Teatro greco: Eschilo d’oro al regista canadese
SIRACUSA – Antigone di Sofocle per la regia di Robert Carsen, al debutto nella serata di sabato 9 maggio, ha conquistato il pubblico del Teatro greco di Siracusa, che ha così assistito all’ultimo atto del trittico tebano a firma del regista canadese, cominciato con Edipo Re e proseguito con Edipo a Colono.
A Robert Carsen, al termine dello spettacolo, è stato consegnato l’Eschilo d’oro 2026 con la seguente motivazione: “Per la straordinaria capacità di coniugare un rigoroso rispetto del testo classico con una visione scenica audace, originale e di respiro universale. Con il suo debutto al Teatro greco di Siracusa, con Edipo Re e successivamente con Edipo a Colono e Antigone, Robert Carsen ha saputo tessere i tre drammi sofoclei dedicati a Edipo in un’opera unitaria di rara potenza visiva e intellettuale. Attraverso una regia fedele all’anima del mito ma capace di parlare al presente, ha trasformato la scena antica in uno spazio di riflessione stupefacente e contemporaneo. Per questa trilogia-capolavoro, che onora la tradizione tragica rinnovandone la forza catartica, l’Istituto nazionale del dramma antico gli conferisce l’Eschilo d’oro 2026”.
L’Antigone di Carsen, che resterà in scena fino al 5 giugno, ha la traduzione di Francesco Morosi, le musiche di Cosmin Nicolae, i costumi di Luis Carvalho, i movimenti di Marco Berriel, le musiche di Cosmin Nicolae, il disegno luci di Robert Carsen e Giuseppe Di Iorio. Nella scena di Radu Boruzescu, “la scala monolitica è distrutta dalla guerra appena conclusa – aveva anticipato lo scenografo – Con i segni delle raffiche di proiettili, con i giovani morti che devono essere sepolti. L’agorà si trasforma in un cimitero”.
A interpretare Antigone è Camilla Semino Favro mentre Paolo Mazzarelli è Creonte, Mersila Sokoli Ismene, Gabriele Rametta Emone, Graziano Piazza Tiresia, Ilaria Genatiempo Euridice, Pasquale di Filippo la guardia, Dario Battaglia il messaggero, Rosario Tedesco il capo coro, Elena Polic Greco e Maddalena Serratore le corifee. Il coro è formato dagli allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico.
“Da quando Antigone è stata rappresentata per la prima volta, quasi 2.500 anni fa – aveva dichiarato Robert Carsen – ogni generazione legge in modo diverso il conflitto tra moralità e autorità dello Stato, che è al centro dell’opera. Continuiamo a incontrare politici deboli e dittatoriali come Creonte, figure che tentano di governare attraverso la paura. Ossessionati da sé stessi e dai propri interessi, timorosi di perdere il potere ma privi di un progetto concreto per il bene degli altri, sono pronti a distruggere chiunque non sia d’accordo con loro. I Greci, attraverso la loro filosofia e il loro teatro, ci insegnano ancora e ancora che possiamo spezzare i cicli di odio e incomprensione solo attraverso l’amore e la comprensione. In un mondo in cui i leader hanno deciso che la forza fa da padrona, quei valori diventano molto difficili da trovare, e abbracciarli richiede sempre più convinzione e coraggio. Antigone ha sempre riguardato il presente, forse ora più che mai…”.
















