Politica

Avola, niente scioglimento del Comune. Il sindaco Cannata: “È una bellissima giornata”

AVOLA – Il Comune di Avola non sarà sciolto per mafia. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese ha firmato lo scorso 30 gennaio il decreto che chiude il procedimento avviato nei confronti del Comune in quanto “non sussistono i presupposti per lo scioglimento o l’adozione di altri provvedimenti”.

“Gli elementi complessivamente emersi non presentano la necessaria congruenza rispetto ai requisiti di concretezza, univocità e rilevanza richiesti”, si legge ancora nel decreto. Tale provvedimento conclusivo mantiene quindi in carica il consiglio comunale, il sindaco e la giunta.

Una commissione di indagine era stata istituita dall’allora prefetto di Siracusa il 13 maggio dello scorso anno per effettuare gli accertamenti. Lo scorso 12 novembre la commissione ha presentato la relazione conclusiva, e il 27 dicembre il neo prefetto di Siracusa ha evidenziato l’insussistenza delle condizioni per applicare lo scioglimento conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso secondo il Testo unico degli enti locali.

Il sindaco Luca Cannata, che non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ha postato sui suoi canali social una sua foto gioiosa e il testo: “È una bellissima giornata”.

[Aggiornamento] Nel pomeriggio, il primo cittadino dichiara: “Vorrei ricordarlo come il decreto del bene che, finalmente, rende giustizia all’operato di questa amministrazione. Abbiamo lavorato in questi 8 anni per la crescita della città, dal piano di riequilibrio finanziario, sotto l’occhio attento della Corte dei conti, fino alle opere pubbliche e allo sviluppo turistico. Tutto nel pieno rispetto delle regole e lottando, da sempre, contro la criminalità organizzata. Sono stato coinvolto in un paradosso incredibile che, finalmente, si è risolto, perché proprio io sono stato minacciato più volte da esponenti mafiosi”.

Cannata aggiunge: “Si chiude una pagina bruttissima che ha provocato un rallentamento nel mio operato e nel funzionamento dei vari uffici e, dunque, anche dei servizi alla città. Ciò nonostante, abbiamo continuato, con un enorme sforzo da parte di tutti, il nostro percorso. Abbiamo esternato sin da subito, con forza e con coraggio, le nostre perplessità relative all’insediamento della commissione di indagine. I fatti oggi dimostrano, ancora una volta, la massima trasparenza con cui abbiamo sempre operato, affermando il principio basilare secondo cui la politica deve essere capace di governare, di dare risposte ai cittadini, rispettando le regole e le leggi, facendo sentire, ove occorra, le ragioni della correttezza del proprio operato per il bene comune”.


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