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Canicattini, “passeggiata” contro il mega impianto fotovoltaico. Dalla Regione per ora tutto tace

CANICATTINI BAGNI – La Regione continua a tacere. Almeno per ora. Non un riscontro, né un cenno da Palazzo dei Normanni dopo la manifestazione organizzata stamani dalle amministrazioni comunali di Canicattini Bagni, Noto e Siracusa (in collaborazione con le associazioni ambientaliste) per ribadire la piena contrarietà alla costruzione di un mega impianto fotovoltaico in località Cavadonna, con relativi cavidotto e cabine inverter, tra i territori di Canicattini Bagni, Noto e Siracusa, lungo la “Maremonti”.

Circa 200 le persone che si sono ritrovate in contrada Bosco di Sopra per l’ “incontro-passeggiata” (vedi foto all’interno, ndr), come era stato definito, a cui hanno preso parte alcune personalità politiche, e che si è concluso con un breve comizio per chiedere alla Regione di revocare il parere favorevole espresso dall’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente al procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via), compresa la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca).

Oltre al sindaco e al presidente del consiglio comunale di Canicattini Bagni rispettivamente Marilena Miceli e Paolo Amenta, al primo cittadino di Noto Corrado Bonfanti, al sindaco di Buscemi Rossella La Pira, all’assessore Fabio Granata per il capoluogo aretuseo (vedi foto di copertina, ndr), e ad alcuni assessori di Palazzolo Acreide, c’erano i parlamentari Paolo Ficara, Giorgio Pasqua e Stefano Zito del Movimento 5 stelle. Nei giorni scorsi, proprio il M5s ha presentato all’Ars un disegno di legge per fermare il “saccheggio” dei terreni agricoli siciliani.

“Non possiamo permettere che la Sicilia diventi un immenso campo fotovoltaico a fronte dell’assenza di qualsiasi tipo di regolamentazione – ha detto il siracusano Zito – Non abbiamo intenzione di restare a guardare. I territori vanno ascoltati, prima di assumere decisioni calate dall’alto. Ho presentato una richiesta di accesso agli atti per raccogliere una serie di informazioni ed una visione quanto più chiara possibile”.

Chiare le parole di Granata: “Sembra un film già visto all’epoca della vicenda delle trivellazioni nel Val di Noto e dei progetti di tonnicoltura a Plemmirio – ci riferisce l’assessore della giunta Italia – A quel tempo però esisteva una politica di tutela e valorizzazione del patrimonio, oggi la Regione si volta dall’altra parte e non può farlo. Intervenga il presidente Musumeci e sospenda tutte le autorizzazioni. Verifichi i piani paesaggistici e faccia utilizzare, sulle energie sostenibili, gli enormi spazi industriali e quelli delle discariche dismesse, altrimenti sarà un disastro”.

“Sono un sostenitore del governo Musumeci, ma non potevo non essere presente a questa manifestazione – precisa il sindaco di Noto, Bonfanti – In tal modo ho voluto ribadire la mia contrarietà a questo progetto, così come da sempre ho manifestato le mie forti perplessità sulle trivellazioni nel Val di Noto. Dalla Regione finora non abbiamo avuto riscontri, ma so che la prossima settimana sarà varato il piano energetico. Sarà un punto di riferimento per questa tematica e vedremo cosa uscirà fuori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Marco Mastriani, consigliere dell’Ente Fauna siciliana. “Abbiamo partecipato a questa iniziativa perché chiediamo che il territorio diventi protagonista dello sviluppo per i prossimi anni – afferma – e che la Regione siciliana possa rivedere le sue posizioni, allocando i mega impianti fotovoltaici in aree industriali dismesse o in cave artificiali abbandonate. Si eviti di distruggere la bellezza del paesaggio e si promuova presto l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei per il quale attendiamo da oltre 13 anni. La Regione rispetti il no dei consigli comunali che si sono espressi sulla vicenda del fotovoltaico perché rappresentano la volontà popolare. L’istituzione del Parco nazionale degli Iblei sarebbe il concreto investimento culturale e di tutela dell’ambiente e del paesaggio per il futuro”.

“Non siamo contrari alla produzione di energia pulita e alternativa come quella solare per le nostre abitazioni e imprese – hanno sottolineato Miceli e Amenta, rispettivamente sindaco e presidente del consiglio di Canicattini Bagni – ma alla costruzione di impianti fotovoltaici industriali a terra come quello della Lindo srl su un terreno agricolo di oltre 100 ettari, che metterebbe a rischio un ampio territorio di grande pregio naturalistico, al centro dei siti Unesco del Val di Noto e al centro del futuro Parco nazionale degli Iblei. Chiediamo alla Regione di revocare le autorizzazioni che ha già rilasciato”.


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