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Cassibile e i lavoratori stagionali extracomunitari. Uno sgombero riaccende i riflettori sul costruendo villaggio

SIRACUSA – Si è riacceso negli ultimi giorni il dibattito sulla annosa e sfaccettata vicenda dei lavoratori stagionali a Cassibile, in gran parte immigrati extracomunitari con permesso di soggiorno, tra il costruendo villaggio (nella foto, ndr) e il recente sgombero, eseguito dalle forze dell’ordine, di una trentina di migranti da alcuni locali occupati abusivamente nel cosiddetto Borgo Antico, peraltro in condizioni igienico-sanitarie inadeguate. Nella mattina di ieri il sit-in del comitato “No villaggio”, con un esposto presentato alla Procura, mentre la notizia dello sgombero ha sollecitato l’intervento dei sindacati, con la Cgil in particolare a chiamare in causa l’amministrazione comunale, che ha risposto a stretto giro attraverso una dichiarazione del primo cittadino.

Il segretario generale provinciale della Cgil, Roberto Alosi, già venerdì aveva chiamato in causa l’amministrazione comunale sullo sgombero, ricordava in merito al lavoro stagionale la legge anti-sfruttamento 199 del 2016, e avanzava richiesta alla Prefettura per la convocazione urgente di un tavolo “che insieme a tutti i soggetti a vario titolo interessati, coinvolga anche i sindaci dei Comuni ove operano prevalentemente i migranti, al fine di porre le basi per una dignitosa accoglienza”. Ieri mattina è tornato sulla questione dichiarando: “Una città che risponde ad un problema sociale con l’intervento repressivo delle forze dell’ordine è una città che ha smarrito il valore supremo dell’umanità e dell’accoglienza. Per questa ragione, la Cgil di Siracusa, impegnando tutte le sue strutture ordinarie ed aggregate e facendo appello alla sua rete di solidarietà concreta, nella serata di venerdì, ha preso in carico la dignità umana calpestata dei 30 lavoratori immigrati collocandoli, per la notte, in un agriturismo messo a disposizione gratuitamente dalla sensibilità e dal senso vero e praticato dell’accoglienza del proprietario”.

“Ora ci si attivi tutti, recuperando senso di responsabilità istituzionale e sociale – ha aggiunto Alosi – Il prefetto, già da tempo ampiamente sollecitato in questa direzione, chieda immediatamente l’intervento della Protezione civile regionale e della Croce rossa. Il sindaco, da parte sua, sostenga la richiesta mettendo in atto tutti i suoi poteri da primo cittadino e da corresponsabile dell’ordine sociale, sanitario e del buon funzionamento delle istituzioni”.

Qui di seguito, la richiesta di Vera Carasi, segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, e di Sergio Cutrale, segretario generale della Fai territoriale. “In questa vicenda ci sono delle mancanze evidenti di molti datori di lavoro – hanno dichiarato congiuntamente i due segretari – Lo scorso anno le stesse associazioni datoriali vennero sollecitate, anche dopo incontri in Prefettura, al rispetto delle normative di legge in termini di contratto di lavoro e, quindi, di garanzia di alloggio per lo straniero in regola. Ora chiediamo che si verifichi quanto fatto e si avviino, anche, controlli su quanti, alle 5 del mattino, vanno a prelevare questi uomini. Forze dell’ordine e Ispettorato del lavoro intervengano”.

“Allo stesso tempo si affronti il problema di una comunità che vuole essere coinvolta nelle decisioni che riguardano il proprio territorio – hanno aggiunto Carasi e Cutrale – Bisogna assolutamente evitare strumentazioni e prese di posizioni politiche, fine a se stessi e, invece, lavorare tutti insieme, per creare le condizioni di una vera integrazione, sana, di rispetto reciproco tra i cassibilesi e i lavoratori extracomunitari, che coniughi la libertà ed il rispetto dei cittadini ed eviti sfruttamenti e negazioni dei diritti sociali e contrattuali ai lavoratori. Il costruendo villaggio alle porte di Cassibile dovrà garantire una vita dignitosa agli immigrati assicurando la loro sicurezza e quella dei residenti. Nessuno pensi di trasformarlo in ghetto”.

Nella mattina di ieri il Comitato “No villaggio”, attraverso il portavoce Paolo Romano, ex presidente della circoscrizione di Cassibile, ha reso noto di aver presentato un esposto in Procura per denunciare presunte “irregolarità sui lavori che si stanno svolgendo con la costruzione del nuovo villaggio”, lavori ritenuti “presumibilmente abusivi”.

“Il luogo nel piano regolatore è destinato a impianti di depurazione, mentre qui si sta costruendo un villaggio per ospitare extracomunitari – ha detto Romano – A meno che l’amministrazione non abbia fatto il cambio di destinazione, per noi sono dei lavori presumibilmente abusivi”. “Noi siamo favorevoli che si faccia un villaggio – ha precisato – ma non siamo d’accorso sul luogo scelto, perché contrada Palazzo è già un luogo disagiato, di per sé ghettizzato. Inoltre il villaggio sarebbe fatto solo per 60-70 persone, mentre sappiamo che a Cassibile ne vengono cinque-seicento”. Ha evidenziato infine lo “spreco di denaro pubblico”, tra i 242 mila euro stanziati dal ministero dell’Interno per la realizzazione del villaggio e fondi comunali per l’adeguamento dell’area.

Così ieri pomeriggio è intervenuto con una corposa dichiarazione a mezzo comunicato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. “Quanto accaduto in queste ore a Cassibile sta spingendo molti soggetti sociali e politici a prendere posizione. A essere chiamata in causa è, come giusto che sia, l’amministrazione comunale che per prima, dopo decenni di assoluta inerzia, sta tentando in tutti i modi di risolvere la questione dei lavoratori stagionali nel perimetro della legalità e dei rapporti istituzionali. Alcune affermazioni, però, meritano una risposta. Lo faccio elencando per punti e in maniera sintetica il mio pensiero, ma prima di tutto voglio ringraziare quanti, mostrando spirito di accoglienza, si stanno adoperando per fornire assistenza e supporto con mezzi propri a questi lavoratori”.

Qui di seguito i cinque punti di replica del primo cittadino. “1) Si tratta di lavoratori, con regolari permessi di soggiorno, che hanno pianificato il loro arrivo per tempo, utilizzando trasporti privati o pubblici e sono qui in quanto chiamati da aziende del territorio. Non parliamo né di naufraghi, né di rifugiati senza fissa dimora, né di minori, né di soggetti inconsapevoli in stato di necessità.

2) Le aziende agricole hanno l’obbligo di verificare che i lavoratori che assumono siano alloggiati secondo standard abitativi dignitosi e sicuri altrimenti non possono assumerli. È inaccettabile che le aziende sfruttino questi lavoratori scaricando sulle istituzioni una loro precisa responsabilità.

3) Impedire che questi esseri umani vivano in situazioni indecorose o occupino abusivamente immobili privati, che peraltro mettono a rischio la loro incolumità, è un preciso dovere di chi, non a parole ma con azioni concrete, ha realmente a cuore questi lavoratori. Fino a quando considereremo normale o accettabile che queste persone vengano ricoverate in contesti di fortuna o precari o nei quali possano addirittura rischiare la vita, non solo non li aiuteremo ma saremo complici dei delinquenti che li sfruttano.

4) Le istituzioni, a differenza di chi parla per slogan senza proporre alcuna soluzione concreta o amministrativamente percorribile, stanno facendo fronte comune producendo risultati concreti. Stiamo lavorando dal nostro insediamento per realizzare una struttura stagionale a Cassibile, attraverso i moduli ricevuti in comodato d’uso gratuito dalla Prefettura, che sarà attiva dal mese di aprile. Abbiamo inoltre presentato un progetto di ampliamento della stessa attraverso la partecipazione a un nuovo bando; abbiamo acquisito risorse e partecipiamo come partner di progetti contro il caporalato, per la formazione di operatori, per la mediazione culturale, per le campagne di comunicazione e screening sanitari, il tutto per per svariate centinaia di migliaia di euro. Un’azione sinergica e massiccia che punti a risolvere un problema pluriventennale e non a scrivere comunicati per i giornali. L’amministrazione ha attivato, inoltre, contatti con la Croce Rossa, l’Asp, Emergency e tutte quelle associazioni e realtà preziose che da anni svolgono uno straordinario lavoro per garantire condizioni dignitose a questi lavoratori. In piena sintonia con la Prefettura e le forze dell’ordine, l’Amministrazione, grazie anche al lavoro degli assessori coinvolti, ha messo in campo un’iniziativa senza precedenti di contrasto allo sfruttamento degli stagionali di Cassibile.

5) Scaricare responsabilità alle sole istituzioni che stanno concretamente tutelando i lavoratori e tentando di dare soluzioni precise al problema, ignorando la piaga del caporalato, del lavoro nero e l’irresponsabilità di alcune aziende agricole, è un gioco a cui non sono interessato a partecipare. Si tratta di un gioco perverso che sposta l’obiettivo e spegne i riflettori sui veri responsabili: i trafficanti di esseri umani, quelle aziende che li sfruttano e le altre istituzioni che voltano lo sguardo perché il problema degli alloggi non riguarda i propri territori. È giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità e si ponga compiutamente al fianco, insieme a noi, in questa battaglia di civiltà e legalità. Vorrei che il 2021 segnasse una svolta definitiva per il presente e il futuro dei lavoratori stagionali di Cassibile. Che abbiano tutti la possibilità di lavorare per aziende che rispettano la legge e garantiscano concretamente i loro diritti, a cominciare da una residenza sicura e dignitosa, come già avviene per le moltissime aziende sane del nostro territorio. Le altre non devono mai più essere messe in condizioni di scegliere se rispettare la legge o gli esseri umani che impiegano per la propria attività”.


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