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Cisl Ragusa Siracusa, tre macro vertenze: dipendenti ex Provincia, lavori Rosolini-Modica e sequestro petrolchimico

SIRACUSA – Il primo Esecutivo territoriale dopo il Congresso nazionale è stata occasione di un consuntivo di questa prima metà dell’anno e per definire i temi maggiormente critici da affrontare nonostante l’estate.

Paolo Sanzaro, segretario generale della Ust Ragusa Siracusa, insieme ai segretari confederali Antonio Bruno e Cettina Raniolo, oltre al responsabile dipartimento organizzativo Antonio Palermo, ha indicato le tre macro vertenze attuali: i lavoratori della ex Provincia regionale di Siracusa, il rischio blocco lavori sulla Rosolini-Modica, il sequestro preventivo di alcuni impianti della zona industriale siracusana.

Questi, insieme ai trasporti ferroviari, ai problemi dei metalmeccanici e degli edili, dei servizi, di bancari e postali, della scuola con il rischio mancato riavvicinamento per tantissimi docenti, dei giovani e dei pensionati, sono stati gli argomenti al centro dell’Esecutivo voluto dal segretario generale della Cisl territoriale.

“Abbiamo macro vertenze che sono dirimenti sul piano del problema lavoro – ha riferito Paolo Sanzaro –. Sono vicende che hanno chiaramente una valenza nazionale per le dinamiche e le possibili ricadute. Nella zona industriale coniughiamo ambiente, quindi salute, con l’occupazione. L’uno non può escludere l’altro. È un tema che, come Cisl insieme alla Femca, abbiamo anticipato più volte dedicando anche momenti pubblici con l’intenzione di mettere insieme le aziende e il territorio. Abbiamo anche la vicenda drammatica della Rosolini-Modica che, settimanalmente, rischia di bloccarsi e non essere completata. Un pezzo di autostrada fondamentale per legare ancor di più due territori e che rischia di fermarsi per una politica distratta e che non riesce a parlarsi”.

“La vertenza delle ex Province – ha aggiunto nella stessa nota il segretario generale regionale Mimmo Milazzo – è un nodo tutto siciliano che bisogna risolvere e affrontare organicamente. Non è concepibile che la Regione Siciliana lasci senza risorse finanziarie gli enti di area vasta che hanno competenze sull’edilizia scolastica, sulla viabilità secondaria. A questo, e proprio Siracusa è un caso assai particolare, la carenza di finanze impedisce il pagamento degli stessi stipendi ai lavoratori. Bisogna rilanciare il ruolo di questi enti; non basta il decreto che assicurerà il pagamento degli stipendi nei prossimi mesi. Il problema va affrontato in maniera organica e strutturale che prospetti un funzionamento di questi enti e assicuri ricadute positive sul versante dei servizi da garantire alle popolazioni servite”.


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