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Cosa sono e come funzionano le carte di credito revolving

Chi ha la necessità di avere del denaro in prestito per pagare delle spese impreviste di piccoli importi ma non vuole richiedere un finanziamento né attingere dalla carta di credito, oggi può scegliere la carta revolving.

Appartenente alla tipologia di carte di credito online ma anche tradizionali, la carta revolving è una carta ricaricabile che si utilizza in un modo simile alla carta di credito a saldo. Da quest’ultima, però, si differenzia per una caratteristica: le spese effettuate non vengono addebitate a fine mese sul conto in un’unica soluzione.

Il cliente che sceglie di aprire una carta revolving, dunque, può spendere denaro per fare acquisti anche se questo non è materialmente disponibile sul proprio conto corrente; l’unica condizione è che questo denaro venga ripagato con delle rate mensili di uguale importo. In pratica, l’utente dovrà rimborsare il debito che ha contratto con l’istituto di credito erogatore, con il pagamento dilazionato di una somma prestabilita.

L’importo delle rate da versare viene fissato al momento del rilascio della carta revolving, ma potrà essere modificato in base alle future necessità dell’intestatario (se questa condizione è presente nel contratto di attivazione).

Anche il tetto massimo di spesa di una carta revolving viene stabilito in fase di rilascio della carta, altro aspetto che la distingue dalle carte di credito a saldo. Quando il plafond di spesa viene raggiunto, non si possono più fare altri acquisti, ma ogni volta che il cliente paga la rata mensile, il plafond si ricarica e ritorna ad essere disponibile per ulteriori spese.

  • Carta revolving: cosa sapere prima di attivarla

Il finanziamento che si ottiene con una carta revolving consiste nell’avere a disposizione una quantità di soldi, detta fido, che il richiedente può spendere in un’unica soluzione o poco per volta, in base alle esigenze. Il fido viene rimborsato con delle piccole rate mensili, proprio come se si trattasse di un finanziamento a tasso variabile, nella scadenza mensile stabilita quando il cliente ha sottoscritto il contratto. Questa modalità di rimborso è la grande differenza tra una carta revolving e la classica carta di credito a saldo.

Il fido che il richiedente può ottenere è condizionato dalla sua storia creditizia; inoltre, il limite stabilito (detto “linea di credito”) può variare da circa 1.500 euro minimi a 5.000 euro massimi, in base alle condizioni contrattuali della carta revolving scelta.

La particolarità della carta revolving – che appartiene alla tipologia di credito al consumo – è il fatto che questo fido si “rigenera” a poco a poco, con il pagamento costante delle rate, fino ad essere nuovamente messo a disposizione del cliente per spenderlo. L’importo delle rate si può calcolare sulla base di una percentuale del denaro dovuto, che oscilla fra il 5% e il 10%, oppure come importo fisso.

Quella di cui si parla è una forma di credito rotativo o revolving, dal momento che il credito viene ripristinato dai rimborsi delle rate, credito che viene rimesso in circolo per fare altri acquisti.

Va da sé che questo nuovo metodo di ottenere un finanziamento preveda degli interessi: il fido concesso da ripristinare comprende anche una percentuale di interessi che vanno pagati con la rata mensile. I tassi di interesse variano a seconda del tipo di contratto ma, in generale, risultano più elevati rispetto ai tassi applicati a un prestito personale o finalizzato; il TAEG ammonta a circa il 15-20% medio annuo. Per questo motivo, i clienti preferiscono scegliere questa forma di prestito per richiedere importi contenuti e facilmente saldabili o per farne un uso temporaneo.

Allo stesso modo di una tradizionale carta di credito, la carta revolving si può usare per lo shopping online e per gli acquisti in tutti gli esercizi commerciali che aderiscono ai circuiti American Express, MasterCard, Visa ed altri. Si può anche prelevare contanti dagli sportelli automatici, ma è un’operazione onerosa: la commissione applicata consiste nell’addebito di una percentuale del denaro prelevato, oltre alla cifra fissa per ogni prelievo.

Per richiedere la carta revolving bisogna recarsi presso uno degli istituti finanziari che erogano prestiti personali, oppure si può farlo online, solo dopo aver letto e accettato le condizioni contrattuali. I documenti da allegare alla richiesta sono: un documento d’identità (che attesti la maggiore età), il codice fiscale, la busta paga o un reddito documentabile, gli estremi di un conto corrente bancario o postale a cui appoggiarsi, la residenza in Italia.

A variare in base alla finanziaria o alla banca presso cui si presenta la richiesta, sono i costi di gestione, i tassi d’interesse (TAN), le spese accessorie, gli interessi giornalieri maturati, le spese di estratto conto, l’imposta di bollo, le coperture assicurative aggiuntive, le agevolazioni, gli sconti e il canone annuo. Per alcune carte, quest’ultima quota è totalmente gratuita o lo è per i primi mesi dalla sottoscrizione.

Fonte: Carte Top


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