SIRACUSA – Si è conclusa a Siracusa l’appuntamento annuale con la maggiore esercitazione antinquinamento della Marina Militare, la Aretusa 2015. Quest’anno l’esercitazione ha riproposto il format articolato su due giornate: il 16 si è tenuto l’VIII Seminario antinquinamento, organizzato nella suggestiva cornice della Camera di Commercio di Siracusa; il 17 è stata condotta l’esercitazione navale, sullo sfondo dell’area marina del Plemmirio, sito naturalistico di tale importanza da essere classificato “area specialmente protetta di interesse mediterraneo”, per la conservazione della biodiversità. L’Aretusa 2015 ha centrato gli obiettivi prefissati, consentendo alla Marina Militare di testare i mezzi antinquinamento ed addestrare in uno scenario complesso i propri equipaggi, favorendo nel contempo la cooperazione e il reciproco aggiornamento e condivisione dei progressi da parte di tutti gli attori istituzionalmente coinvolti nella lotta all’inquinamento da sversamento in mare di idrocarburi. Il seminario, giunto all’ottava edizione, ha unito con grande riscontro di interesse e confronto il mondo accademico e quello della ricerca scientifica ed ingegneristica alla realtà degli “operativi”, coinvolgendo al fianco del personale per vari aspetti addetto ai lavori della Marina Militare rappresentanti degli atenei di Messina e Catania, dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (IAMC-CNR) di Messina, del Dipartimento della Protezione Civile e dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) di Siracusa. L’attività in mare ha visto 3 pattugliatori d’altura della Marina Militare con capacità antinquinamento, le Navi Sirio, Orione e Libra, in coordinamento con 3 motovedette della Capitaneria di Porto, e con i mezzi locali fra cui quelli del Consorzio Castalia, mettere in campo ogni strumento utile a contrastare uno sversamento di 700 m3 di idrocarburi, che si è finto fossero fuoriusciti da una petroliera sinistrata, simulata da Nave Ticino. La situazione è stata monitorata dall’alto da un aereo ATR 42 della Capitaneria di Porto e da un elicottero della Marina Militare SH212, che ha anche “inserito” sul mercantile sinistrato a mezzo verricello due uomini dell’equipaggio di un pattugliatore, specialisti nella “lotta antifalla”, affinché tentassero un primo contenimento dello sversamento già a bordo. Effettuato il contenimento della macchia con le panne galleggianti, prelevato un campione della sostanza inquinante per effettuarne l’analisi a bordo del Sirio ed ottimizzare quindi gli interventi antinquinamento, tutte le navi hanno impiegato i propri skimmer per raccogliere dal mare gli idrocarburi. Contemporaneamente la Prefettura di Siracusa, in costante teleconferenza con le unità in mare, ha attivato la propria sala operativa, simulando di mettere in atto gli interventi volti a contrastare a terra lo spiaggiamento della macchia oleosa. Le navi della Marina Militare, appartenenti alle Forze da Pattugliamento di Augusta hanno impiegato durante l’esercitazione, nell’ambito del progetto Flotta Verde, un biocombustibile alternativo al petrolio, rendendo così ancora una volta tangibile il cambiamento verso una maggiore eco-sostenibilità, che testimonia la grande attenzione della Marina Militare alle tematiche ambientali, e rappresenta un’opportunità di rinnovamento tecnologico, reso possibile dall’interazione con l’eccellenza dell’industria nazionale. Il combustibile alternativo, composto per il 50% da prodotti derivati da fonti sostenibili, consente di ridurre di circa il 40% le emissioni di CO2 e di abbassare, in modo non trascurabile, la produzione di polveri sottili.
“E’ una esercitazione articolata e complessa – ci ha dichiarato il comandante di Comforpat ammiraglio Culgasi – di addestramento avanzato che ogni anno svolge la Marina Militare, a beneficio dei sui pattugliatori e la capacità antinquinamento in coordinamento con mezzi di altri dicasteri e della capitaneria di porto. L’intento è quello di addestrarci e di ricercare forme di cooperazione con altri dicasteri, come la Prefettura, gli enti locali, tutti gli altri attori che svolgono la loro attività per la tutela dell’ambiente”.
Salvatore Pappalardo

















