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Floridia, conferenza sulla violenza alle donne organizzata dalla Fidapa

FLORIDIA – Si è svolta nell’aula consiliare “G. Spada” del comune di Floridia la giornata contro la violenza alle donne. La serata è stata organizzata dalla Fidapa di Floridia ed ha visto la partecipazione  del comandante della tenenza dei Carabinieri Maresciallo Marco D’Aquila, della presidente dell’associazione Work in Progress Cristina Sanzaro, della  scrittrice Lucia  Riccioli e della Psicologa e criminologa Maria Irene Messina.

 In apertura la presidente della Fidapa Floridia Irene Failla ha sottolineato che il “processo socio economico e un’ampia e un’acquisizione culturale non hanno ne brillato in comportamenti talora aberranti nei confronti delle donne spesso vittime di violenze fisiche e psicologiche, di soprusi e di sfruttamento. Esiste ancora nella società attuale una tale disuguaglianza di genere poiché purtroppo questa società non è ancora in grado di contrapporre allo sciovinismo maschile il rispetto per la dignità della donna”.

Subito dopo ha preso la parola il sindaco di Floridia Orazio Scalorino il quale ha sottolineato l’importanza di queste manifestazioni e maggiore partecipazione a questi eventi. Il primo cittadino ha fatto anche riferimento ad un fatto di cronaca degli ultimi giorni dove un floridiano è stato arrestato per stalking.

Il Comandate della Tenenza dei Carabinieri Maresciallo D’Aquila riportando gli ultimi fatti di cronaca avvenuti nella nostra città soprattutto per quanto riguarda i maltrattamenti in famiglia e il reato di stalking ed ha invitato tutti a denunciare questi episodi di maltrattamenti nei confronti delle donne.

La presidente della associazione Work In Progress Cristina Sanzaro ci ha dichiarato:  “ Non solo qui a Floridia ma anche in tutta la provincia. Grazie alla collaborazione con il centro antiviolenza “La Nereide” di Adriana Prazio con l’associazione Work in Progress noi abbiamo potuto diciamo essere attivi anche indirettamente anche perché per diventare centro bisogna avere esperienza pluriennale e noi affidandoci e appogiandoci alla dott. Prazio abbiamo potuto realizzare oggi il centro antiviolenza presente nel territorio di Floridia. Abbiamo avuto donne che hanno chiesto informazioni. Ancora hanno paura di denunciare l’accaduto e quindi bisogna fare prevenzione e sensibilizzazione perché le donne spesso non denunciano, non vogliono denunciare perché hanno paura. Paura del dopo perché è incerto, non sanno dove andare, non hanno una casa e non hanno un futuro. Quindi devono pensare e quindi non denunciano e noi dobbiamo aiutarli a fare ma nella loro giusta scelta. Scelta non obbligata ma scelta libera nel denunciare la mano del carnefice”.

La rappresentante  Young Fidapa  Fabiola Guarino: “ La Fidapa cerca di mettersi a disposizione del territorio, di far conoscere quella che è la nostra realtà e quelle che sono le possibilità aiuto. La Fidapa si pone come mezzo d’aiuto per chi in realtà è in prima linea, quindi se i carabinieri hanno bisogno, se i centri antiviolenza hanno bisogno di qualcuno che collabori con loro noi siamo a disposizione”.

Per la scrittrice Lucia Riccioli:  “La scrittura ha una grande funzione intanto quella di far prendere consapevolezza del fenomeno e di studiarlo non dal punto di vista dello psicologo, del criminologo, del poliziotto,ecc., ma dal punto di vista espressivo ed emotivo cioè penetrare all’interno dei fatti, magari  fatti di dura cronaca che noi assistiamo o leggiamo nelle pagine dei giornali e tentare di scavare nel fondo dell’animo umano. Ecco questo fa lo scrittore cercare di compenetrarsi all’interno delle anime delle quali pulsioni oscure poi danno vita ai fenomeni della violenza, della sottomissione, della sopraffazione e del vittimismo dall’altra parte, cioè quali sono i meccanismi carnefice-vittima. Cosa spinge le vittime a rendersi tali e i carnefici a rendersi tali. L’occhio dello scrittore forse può penetrare in quelle profondità dove spesso la superficialità di certa cronaca o dove spesso le stesse indagini non riescono ad indagare, cioè lo scavo del profondo, del’interiorità e quindi io e altre scrittrici ognuno dal proprio di vista hanno narrato che  cosa significhi violenza sulle donne”.

Abbiamo registrato anche l’opinione della psicologa e criminologa Maria Irene Messina:  “Intanto è una cosa come dire arcaica la fragilità fisica delle donne e spesso che l’uomo si sente di possedere quasi  come un oggetto questa donna. In realtà la violenza oggi ha preso degli spaccati che sono diversi rispetto ad una volta perché non è più solo violenza donna succube dell’uomo ma è diventato qualche volta anche l’inverso. E’ ovvio che c’è una diversità fisica e nello scontro uomo- donna, l’uomo vince sempre favorevolmente. Ma la violenza che più mi spaventa non è quella della violenza fisica è la violenza psicologica perché è quella che non vediamo, è quella che non possiamo spesso ne anche agli enti accreditati, alle istituzioni, riuscire ad essere credibili perché si va lì e si dice sono vittima di mio marito che psicologicamente. Questo aspetto è difficile perché non si vede. Perché  – aggiunge – se abbiamo un ematoma lo vediamo al contrario se è una cosa che va oltre la psiche non si riesce. Io farei una prevenzione ma anche una sensibilizzazione a denunciare che è un’altra cosa che non si fa perché i nostri dati sono alti statisticamente ma non sappiamo quante donne non denunciano e spesso non denunciano non solo per la fragilità ma anche perché nella dinamica psicologica nel rapporto uomo-donna spesso c’è questa cosa che la donna incomincia a sentirsi in colpa perché il marito insinua quasi che sei stata tu ad attivare questa dinamica perché altrimenti io non avrei alzato un dito su di te. Per cui dico dinamiche complesse, dinamiche perverse che vanno ancora oggi guardate e condannate. La violenza va condannata sempre in qualunque forma”.

Durante la conferenza alcuni studenti del LIceo Scientifico “L. Da Vinci” di Floridia hanno letto dei brani tratti dal libro “Io Desdemona”.


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