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Floridia, convegno sull’immigrazione organizzato dal Lions Club Floridia Val d’Anapo

FLORIDIA – Sicilia Frontiera del Mediterraneo è stato il tema di un convegno organizzato dal Lions club Floridia Val d’Anapo. Erano presenti il past Presidente del consiglio dei Governatori Salvo Giacona, la presidente di circoscrizione Elisa Lombardo, il sindaco di Floridia Orazio Scalorino. Dopo l’intervento del primo cittadino di Floridia Orazio Scalorino è intervenuto il Presidente del Lions club  Floridia Val d’Anapo Salvatore Calafiore  che nel suo intervento introduttivo ha dichiarato: “E’ bello essere Lions quando si cerca di migliorare il proprio territorio come stiamo facendo. Infatti quest’anno, a breve, verrà ripristinata dopo che è stata restaurata la croce sul campanile della Chiesa di S. Anna a Floridia e grazie alla collaborazione con l’Urban Center stiamo donando, in occasione del Centenario del Lions Club,  una scultura di ottimo pregio per lasciare una pietra miliare alla città di Floridia che testimoni la nostra presenza e i nostri successi e allora guardiamo avanti a quello che possiamo realizzare nei prossimi 100 anni che ci attendono. Il tema di questa sera “ Sicilia frontiera del Mediterraneo “ ci coinvolge giornalmente, fa parte della nostra quotidianità con la quale conviviamo e cerchiamo di integrarci. Tutte le civiltà – aggiunge –  che sono state in Sicilia ci hanno plasmato, profondamente segnato, infatti il nostro carattere così accogliente e spesso disponibile è frutto di questa straordinaria cooperazione. Noi fondiamo la nostra forza sulle diversità siamo riusciti nei secoli a far coesistere tante culture, anche oggi la nostra terra sta collaborando e si sta spendendo per integrare questi esseri umani che nonostante il colore di pelle diversa sono le nostre radici”.

Il prof. Giovanni Ierna ha parlato della Sicilia terra di incontri, di conquiste e di scambi nel corso dei secoli sottolineando: “La Sicilia è stata una terra di scambi e principalmente una terra invasa. La Sicilia pur essendo un’isola non è per niente isolata perché è “attaccata” continuamente ed ha cambiato sempre padrone e non abbiamo mai avuto un’autonomia. Anche se c’è il Regno di Sicilia è sempre pressato dal mondo bizantino, romano, ecc. e di conseguenza solo con l’Unità d’Italia si realizza una certa tranquillità. Un episodio fondamentale di questa storia riguarda le colonie greche, l’invasione araba, l’esperienza dei normanni e poi l’evento del vespro siciliano che diede una sterzata definitiva alla storia della Sicilia e la storia Aragonese, spagnola fino ai borboni e all’Unità d’Italia”.

La prof.ssa Katia Chiaramonte ha trattato il tema “della Sicilia, un mondo frontiera, un accesso di mare che porge le proprie mani ad altri che chiedono aiuto”. “Oggi l’Italia si è trasformata in una trincea, un mondo frontiera – afferma Katia Chiaramonte -, terra di approdo e di detenzione. In questo esodo epocale, le coste della Sicilia costituiscono uno snodo per il traffico di esseri umani, gestito da organizzazioni criminali senza scrupoli. La liturgia mediatica, quasi sempre la stessa, fa si che le scene degli sbarchi e dei naufragi si assomiglino tutte, così come ogni nuova strage assomiglia alle precedenti e ne cancella presto il ricordo. Oggi tutto viene consumato con una velocità incredibile: una tragedia lascia subito il posto a un’altra, una notizia vive, ben che vada, pochi giorni. Ogni giorno decine di migliaia di persone abbandonano il loro paese, in fuga da conflitti, guerre civili, scontri etnici o religiosi, da condizioni di vita insostenibili. Partono da città e villaggi dell’Africa e del Medio Oriente, vanno a ingrossare il flusso di migranti che si riversa nel Mediterraneo diretto verso il futuro che loro sperano diverso, migliore. In quest’esodo le coste della Sicilia costituiscono uno snodo per il traffico di esseri umani, gestito da organizzazioni criminali senza scrupoli. Un flusso inarrestabile, si parla più di 50.000 persone che ogni giorno fuggono, un oceano di esseri umani. Si può fermare un oceano? A storie intrise di dolore, di paura, si intrecciano quelle disperate e struggenti di alcuni dei tanti migranti scappati dalle guerre, dalla fame, sopravvissuti a un viaggio terribile nel deserto, tra violenze e sopraffazioni inimmaginabili, le loro testimonianze ti entrano dentro come una lama che squarcia. Non dimentichiamo che tra loro si nascondono scafisti, trafficanti e qualche volta perfino terroristi. Stiamo assistendo a quella che Papa Francesco ha definito “ La terza guerra mondiale a pezzi “.Uomini avidi, spietati che credono solo nel denaro e nel potere, demoni, che continuano succhiare il sangue di intere popolazioni soggiogate e impotenti. Ecco perché diventa facile vendere un rene per scappare dal proprio Paese e pagare il biglietto di un viaggio troppo costoso e spesso di non ritorno. Un business  che parte dall’Africa e si estende in molti Paesi. E se si scava più a fondo si scopre una storia più terrificante: bambini e ragazzi scomparsi, piccoli innocenti utilizzati come preziosi pezzi di ricambio. Stiamo vivendo la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo. Lampedusa, questo pezzo di crosta terrestre staccatosi dall’Africa e migrato verso l’Europa, sta a simboleggiare quasi un ponte naturale tra i due continenti. Un’isola accogliente, un grande esempio di coraggio e impegno civile.

Infine,Della tutela internazionale ne ha parlato il dott. Alberto Leone, magistrato, dichiarando: “L’Italia è in primo piano sotto più profili. Intanto è il paese frontaliero nel Mediterraneo e quindi ha il diritto dovere di accogliere e di assistere tutti quelli che vengono da paesi stranieri nelle proprie coste, sia essi persone che attraversano il mare come disperati con le carrette della speranza, sia tutti coloro che vengono assistiti dalle navi, dai mezzi aerei internazionali anche attraverso le ONG”. Il magistrato ha parlato anche dell’assistenza che le ONG svolgono nel Mediterraneo: “L’assistenza al sistema totale di assistenza gestito da Frontex che è un’agenzia europea forniscono le agenzie non governative alla luce delle dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Catania Zuccaro e dal procuratore della Repubblica di Trapani, di Taranto e di Bari che stanno mettendo sotto inchiesta l’operato di queste organizzazioni non governative la parte in cui attraverso il loro intervento potrebbero eludere la legge sull’immigrazione clandestina e quindi commettere il reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina. La legislazione italiana è ben chiara – aggiunge Alberto Leone – prevede ancora oggi il reato di immigrazione clandestina e quindi l’intervento delle procure mi sembra assai legittimo e doveroso”.


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