Politica

Floridia, i consiglieri comunali d’opposizione presentano la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco

FLORIDIA – I consiglieri comunali di opposizione  Bonanno, Bordonaro, Carianni, Di Mauro, Infalletta, Piricò, Tata, Tralongo, Vassallo questa mattina hanno protocollato la mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino di Floridia Gianni Limoli.  Ecco le motivazioni politiche che hanno portato i consiglieri comunali alla presentazione della mozione di sfiducia. “Il Sindaco Limoli è stato eletto nel Giugno 2017 con una larga maggioranza. Infatti, su sedici consiglieri eletti, dieci erano espressione delle liste che lo avevano sostenuto durante la campagna elettorale per il primo turno e poi per il ballottaggio. Tuttavia, già in occasione della elezione del Presidente del Consiglio Comunale, sono emersi dissidi interni alla coalizione vincente che hanno fatto saltare gli accordi sul candidato di maggioranza, determinando l’elezione di un consigliere, all’epoca, appartenente all’opposizione. Quella vicenda ha dato il via ad un progressivo processo di dissoluzione della coalizione uscita vittoriosa dalle urne che ha portato il Sindaco a perdere quella solida maggioranza iniziale.  I mesi successivi hanno visto, oltre allo spostamento del presidente del consiglio tra le fila della maggioranza, il definitivo passaggio all’opposizione di gruppi e consiglieri che avevano contribuito in maniera consistente alla vittoria elettorale del Sindaco Limoli i quali, avendo constatato che il primo cittadino aveva completamente tradito lo spirito e le aspirazioni iniziali del progetto, disattendendo gli impegni assunti in campagna elettorale, non hanno potuto far altro che uscire dalla maggioranza. Questi 26 mesi di amministrazione Limoli, quindi, si sono caratterizzati per la frammentazione politica derivante dalla dissoluzione del vincolo fiduciario che legava il Sindaco alla sua originaria maggioranza. Oggi, i gruppi di opposizione, contano almeno nove consiglieri comunali, con una situazione opposta a quella uscita dalle urne lo scorso 11 giugno 2017. Il Sindaco, non solo, si è dimostrato totalmente incapace di mantenere coesi i gruppi che lo avevano fatto eleggere ma è riuscito anche nel capolavoro di compromettere definitivamente i rapporti con la maggioranza del consiglio comunale.  In occasione della campagna elettorale per le amministrative del 2017, l’allora candidato sindaco Limoli si era solennemente impegnato nei comizi e, addirittura, con manifesti affissi per la città, a rinunciare, sia lui che gli assessori all’epoca designati, all’indennità di carica. Questo gli avrebbe consentito, a detta sua, di realizzare risparmi per quasi 500.000 euro che sarebbero serviti a garantire i servizi più importanti. Tuttavia, una volta eletto, il Sindaco Limoli, a differenza di altri componenti della Giunta, ha completamente disatteso l’impegno assunto, percependo regolarmente dal 1° febbraio 2018 l’indennità di carica. Già questo, che si configura come un vero e proprio inganno nei confronti dei cittadini floridiani, basterebbe a dare il senso della sua inadeguatezza.  Altro solenne – si legge nella mozione – impegno preso dal candidato Limoli nel corso della campagna elettorale fu quello di dimettersi nel momento in cui avesse perso la maggioranza in Consiglio comunale, ma anche questo impegno è stato puntualmente disatteso, tanto che da oltre un anno il Sindaco Limoli amministra senza una maggioranza in Consiglio. Il Sindaco Limoli ha costruito un progetto politico amministrativo che ha mostrato tutti i suoi limiti, legati alla sostanziale incapacità di una seria programmazione nei settori strategici di attività.  Emerge chiaramente la totale mancanza di un’idea guida, di una visione complessiva verso cui orientare l’azione amministrativa. Questa appare spesso caratterizzata da approssimazione e limitata alla gestione dell’ordinario senza scelte caratterizzanti e di ampio respiro. Manca una squadra coesa attorno ad un progetto. Un imbarazzante balletto di poltrone ha visto, in questi due anni, l’alternarsi di ben 14 assessori, nominati in base alle necessità politiche contingenti del Sindaco e legate ad accordi di brevissimo respiro fatti, a turno, con questo o quel gruppo o, peggio, con singoli consiglieri comunali. L’incapacità di presidiare con azioni serie i nodi strategici dell’amministrazione emerge in tutta la sua drammaticità osservando l’atteggiamento del Sindaco Limoli nei confronti di due settori importantissimi come il bilancio ed i tributi locali. In materia di bilancio, l’amministrazione Limoli non è stata in grado di assumere le misure necessarie al consolidamento dei conti dell’Ente.  In occasione della delibera sull’assestamento generale di bilancio dello scorso 30 novembre 2018 il Sindaco e la sua Giunta avevano preso importanti impegni riguardo la delicata situazione finanziaria dell’Ente. In particolare, l’amministrazione comunale, si era impegnata ad intraprendere misure forti dal lato della riscossione dei tributi locali, con l’ipotesi concreta di esternalizzazione del servizio di riscossione. Ma, ad oggi, non risultano iniziative concrete in tal senso. Altro impegno inderogabile assunto in quella sede dal Sindaco Limoli, era quello di predisporre il bilancio di previsione 2019-2021, addirittura entro il 28 febbraio 2019, assicurando anche un deciso intervento in termini di razionalizzazione della spesa. Il bilancio di previsione è stato deliberato dalla Giunta soltanto lo scorso 14 agosto 2019. Il Consiglio comunale, mentre il Sindaco faceva passerelle alle convention del partito democratico, venne chiamato ad assumersi responsabilità gravose, con l’adozione di misure rigorose dal punta di vista della spesa. A seguito di quella assunzione di responsabilità, il Sindaco pensò bene di architettare una vergognosa e miserabile campagna denigratoria nei confronti dei consiglieri comunali che ebbero il coraggio, con quelle scelte, di mettere in sicurezza i conti dell’Ente e sopperire alla sua totale incapacità amministrativa. L’attività amministrativa è pesantemente ingessata e non si riescono a dare risposte elementari ai cittadini, anche in ordine a richieste di ordinaria amministrazione. L’Amministrazione Limoli non è in grado di assicurare un livello dignitoso di manutenzione generale e di decoro urbano. La villa comunale è chiusa e in totale stato di abbandono, il cimitero comunale viene per lungo tempo trascurato tanto che, i vialetti interni, appaiono infestati da erbacce”.

Per quanto riguarda le violazioni al programma e le inadempienze di carattere giuridico i consiglieri  scrivono: “Fallimentare appare lo stato di attuazione del programma elettorale. Il Sindaco Limoli ha completamente disatteso il mandato politico popolare in quanto non ha sostanzialmente realizzato nulla di quanto aveva proposto agli elettori nel corso della campagna elettorale. Basta accennare all’assoluta assenza di iniziative in materia di semplificazioni burocratiche, allo scioglimento dell’Unione dei Comuni con Solarino, alla totale inerzia in tema di revisione del Piano Regolatore Generale e di riperimetrazione del centro storico, alla mancata introduzione del sistema carretta caretta per la raccolta dei rifiuti, all’assoluta mancanza di iniziative per il sostegno di progetti di green blue economy e di bioedilizia e per il recupero del patrimonio verde della città, alla mancata realizzazione di un canile municipale, la mancata realizzazione di un centro ludico-ricreativo per i giovani e per i diversamente abili, per non parlare poi della scomparsa del Palio ippico dell’Ascensione e del Carnevale floridiano e così per molti altri aspetti. L’azione politico-amministrativa del Sindaco Limoli è stata anche caratterizzata da significative inadempienze rispetto agli obblighi di legge a carico del Sindaco tanto che, in data 29 Ottobre 2018, il Consiglio Comunale ha approvato una mozione di censura nei suoi confronti, per condannarne l’arroganza e le numerose inadempienze in materia di: ruolo e prerogative dei consiglieri comunali; rispetto dei termini di risposta alle interrogazioni consiliari ed agli altri atti ispettivi dei consiglieri comunali, come nel caso della interrogazione del 26/09/2017 in materia di Sicurezza e monitoraggio edifici scolastici, oggetto anche di sollecito da parte del Prefetto di Siracusa con Nota prefettizia n. 0016754del 04/06/2018. Sollecito, tuttora inevasa; presentazione della relazione sullo stato di attuazione del programma. Ancora, la mancanza di trasparenza nell’azione amministrativa ha portato all’istituzione di una commissione d’inchiesta per verificare, ad esempio, se sia stato preso l’impegno di spesa per la stampa di manifesti e flyer fatti affiggere dall’amministrazione comunale e pagamento dei diritti di affissione.  Il Sindaco non ha dato seguito agli obblighi della Legge 29 gennaio 1992 n. 113 “di porre a dimora un albero per ogni neonato a seguito della registrazione anagrafica”.

“L’azione politico-amministrativa del Sindaco Limoli si è dimostrata e continua a dimostrarsi assolutamente inadeguata, per le motivazioni sopra addotte – concludono i consiglieri -, ad affrontare la complessa e delicata sfida del governo della Città. La mancanza di un progetto serio, la frammentazione politica, l’incapacità di presidiare efficacemente i nodi strategici dell’amministrazione, hanno determinato una situazione di grave pregiudizio delle legittime aspettative e delle esigenze dei cittadini.  Il Consiglio comunale, massima Istituzione rappresentativa della città, considerato che non può ulteriormente assistere passivo, solo per tutelare egoisticamente la propria sopravvivenza, ad un così grave degrado senza diventarne complice, deve assumersi, ad avviso dei proponenti, l’importante responsabilità di mettere fine a questa disastrosa situazione politico-amministrativa, approvando la presente mozione di sfiducia e determinando la chiusura anticipata della Sindacatura Limoli. Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri comunali, consapevoli della responsabilità assunta nel 2017 a seguito delle elezioni amministrative nei confronti di tutti i cittadini floridiani”. Adesso tocca al presidente del consiglio comunale Antonio Caccamo convocare il consiglio comunale con all’ordine del giorno la discussione e l’approvazione della mozione di sfiducia.


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