Cronaca

Floridia, in migliaia per l’ultimo saluto a Chiara, Giuseppe e Giovanni

FLORIDIA – Tristezza, dolore, incredulità, sono questi i sentimenti che hanno accompagnato Chiara Carrubba, Giuseppe Marino e Giovanni Violano i tre ragazzi deceduti in un incidente stradale verificatosi lo scorso. Le esequie si sono svolte in Chiesa Madre presiedute dall‘arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo. Ai funerali presenti pure l’amministrazione comunale, il vice comandante della Tenenza dei Carabinieri di Floridia, il comandante della Polizia Municipale, consiglieri comunali, ma soprattutto amici, conoscenti che si sono stretti attorno alle tre famiglie distrutte da questa terribile tragedia. Fuori dalla chiesa molti striscioni con le foto dei tre amici e palloncini bianchi pronti a volare in cielo. Prima della Celebrazione Eucaristica un’amica dei tre amici ha ricolto un saluto ai ragazzi: “Chiara, Giuseppe e Giovani queste poche parole sono per voi che siete diventate le stelle più belle e luminose del cielo. Il vostro crudele destino ci ha devastati, ci mancheranno i vostri sorrisi contagiosi. La vostra allegria e la vostra voglia di vivere e la vita o spensieratezza che come tutti i giovani della nostra età. Non può immaginare mai cosa ci riserva la vita e questo non doveva accadere a voi perché troppo presto per abbandonarci. Noi che siamo qui facciamo a fatica a capire perché proprio a voi ma sappiamo che a questo non ci sarà mai una risposta. Ognuno di noi ha legato un ricordo profondo e indelebile e rimarrà impresso nei nostri cuori. Sarà una perdita che non riusciremo mai a coltivare. Chiara, Giuseppe e Giovanni vivrete ogni istante nei nostri cuori. Vi vogliamo bene”.

Il primo cittadino di Floridia Gianni Limoli ha sottolineato: “il grande dolore che proviamo tutti noi. La nostra comunità è stata colpita da un grave lutto. La perdita di tre giovani vite, di tre ragazzi: di Chiara, di Beppe e di Giovanni. La vita di questi ragazzi, di questi nostri figli, di questi nostri fratelli è stata stroncata da un destino crudele all’improvviso privandoli del proprio futuro. Un futuro che sicuramente avrebbe giovato alla nostra società floridiana. Noi siamo vicini con il cuore ai familiari che non si danno pace per la perdita dei propri ragazzi. Una perdita immatura, una perdita inaspettata, una perdita non pensata. In un momento così grave noi diciamo ai familiari e anche a noi stessi – aggiunge Limoli – che la vita è quella che è. E’ sotto gli occhi di tutti. La nostra vita è breve. Dobbiamo riflettere su questo. Dobbiamo essere più buoni, più sinceri con noi stessi. Dobbiamo trovare un po’ di conforto nella preghiera. La preghiera al nostro Padre, la preghiera alla nostra Madre Vergine Maria che sicuramente hanno accolto i nostri ragazzi in un abbraccio infinito d’amore e questo che noi dobbiamo pensare. Un pensiero va anche a Cristina che è ancora viva, nel dolore sta lottando per la vita”.

Nella sua omelia l’Arcivescovo Mons. Salvatore Pappalardo ha avuto parole di conforto e di vicinanza alle tre famiglie di questi giovani. “Appena sono stati pronunziati i nomi di questi nostri fratelli. Chiara, Giuseppe e Giovanni è scoppiato un applauso in questa Chiesa. Certamente segno di quel grande affetto che ciascuno di voi a portato nei confronti di questi nostri cari fratelli e sorella. L’applauso è come l’eco dei sentimenti che in questo momento sono nei vostri cuori, nei nostri cuori, perché ovviamente un evento di questo genere ha toccato tutta la comunità di Floridia. Questi sentimenti di affetto siamo chiamati a trasformarli in preghiera che affidiamo al Signore. Se tanto bene vogliamo a questi nostri fratelli a cui oggi diamo il nostro saluto, questo bene lo traduciamo in preghiera al Signore perché li accolga in quella Beatitudine che è propria di Dio. Noi uomini possiamo immaginare le cose più belle per la nostra vita: facciamo progetti, anche loro avevano i loro progetti nella loro mente. I genitori certamente quanti progetti per i figli. Però dobbiamo ricordarci che Dio è ancora più grande del nostro cuore come ci ha ricordato l’Apostolo S. Giovanni nel brano della lettera che è stata letta in questa liturgia. Se i nostri sentimenti di affetto sono sinceri , sono grandi nei confronti di questi nostri fratelli non possiamo pensare noi cristiani che Dio sia lontano da questo evento. La Parola di Dio e la fede che professiamo ci danno una certezza: Cristo Gesù è il nostro Signore, il nostro Salvatore. Stiamo celebrando queste esequie nella quinta domenica di Pasqua. La Chiesa rivolge il suo sguardo e invita noi a fissare il nostro sguardo su Gesù Risorto il quale ha conosciuto la morte, la nostra morte corporale. Non dobbiamo dimenticarlo. Gesù figlio di Dio non si è mai mantenuto lontano da noi – aggiunge l’Arcivescovo – uomini. Ha fatto sua la nostra natura umana fine a provare in se la morte e la morte in croce. Lo stesso Gesù che è morto è stato deposto nel sepolcro è resuscitato. E’ questa la nostra fede perchè questo è l’evento di cui furono testimoni gli apostoli, questo è l’evento che segna la storia di tutti gli uomini. Gesù morto e risorto è la ragione della nostra speranza della vita eterna. La Parola del Signore possa essere luce, speranza, conforto per la nostra vita, per la vostra vita. Preghiamo anche per Cristina affinché il Signore la aiuti nella sua malattia, la possa fare guarire e tutti affidiamoci nella fede, nella speranza a Cristo che è il nostro unico Salvatore”.

Al termine le tre bare sono state portate a spalla dagli amici accompagnati dalla marcia funebre suonata dalla banda Città di Floridia. Per tutto il tragitto molti gli applausi da parte delle migliaia di cittadini intervenuti per dare l’ultimo saluto ai tre giovani floridiani.


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