Segnalazioni

Floridia, negata la legge 104 ad una insegnante costretta a lasciare i figli al marito e ai nonni

FLORIDIA – La legge 107 della buona scuola ha fatto sì che una mamma floridiana con tre figli abbia dovuto lasciare il paese per andare ad insegnare a Roma, allontanandosi dai figli e dal marito che lavora a Priolo. Abbiamo ricevuto la segnalazione da parte di un parente della giovane, la quale, secondo quanto riferito, avrebbe dovuto ottenere la assegnazione provvisoria qui in provincia.

“La persona interessata da codesta situazione è una giovane mamma di tre figli che, a seguito della legge 107 della buona scuola, nell’anno scolastico 2015/2016 ha avuto assegnato il posto di lavoro in Sardegna, che non ha potuto ricoprire perché era in congedo per maternità, e nell’anno scolastico 2015/2016 è stata trasferita a Roma. Nel mese di agosto 2016 ha fatto domanda di assegnazione provvisoria per la provincia di  residenza di Siracusa e ad oggi non l’ha ottenuta pur essendo inclusa in due graduatorie: una per l’insegnamento di Chimica e Tecnologie Chimiche, l’altra per il sostegno agli  alunni disabili nelle scuole secondarie di II Grado.

Pur avendo un punteggio molto elevato è stata superata, col punteggio più basso, da molte di queste persone che utilizzano la  legge 104. Mi faccio interprete, in qualità di zio, di questa giovane insegnante, del disagio e del dramma che in questo momento vive lei, il marito, i bimbi che piangono e reclamano costantemente la presenza della madre. Voglio rendere pubblica questa situazione, allegando la lettera che mi ha inviato mio cognato, prof. G.S, che, anche lui, in qualità di genitore dell’insegnante in questione, vive questo dramma familiare. Non voglio  rivolgere alcuna accusa alle Istituzioni che si occupano di mobilità del personale docente. Come cittadino posso dire che alcune situazioni andrebbero riviste e valutate col buon  senso del buon padre di famiglia ,e applicando in modo corretto le leggi e assegnando le precedenze a chi ne ha veramente bisogno! Tutto questo evitando la burocrazia ,o  rinchiudendosi a riccio dentro le stanze degli uffici del C.S.A. I bambini hanno bisogno  della madre in ogni momento e non possono aspettare le decisioni burocratiche che non  arrivano mai! Ad oggi sono state fatte diverse rettifiche alle assegnazioni provvisorie delle  scuole secondarie della provincia di Siracusa. Mi auguro che entro qualche giorno arrivi quella a nome F.S.”.

Alleghiamo la lettera inviata dal papà della giovane insegnante.

“Sono il Sig S.G, ex docente di scuola sec di 2° grado, ho 66 anni e vi scrivo dalla Sicilia (Siracusa). L’argomento è alquanto attuale, trattasi della così detta legge  della Buona scuola! Mia figlia primogenita si chiama F. ha 35 anni, laureata in Chimica presso l’Un. di Catania e docente nella classe di concorso A013  Chimica e tecniche, chimiche. È sposata con tre figli inferiore a sei anni (5,2,1). Il marito lavora a tempo indeterminato presso una azienda privata di Priolo Gargallo. Attualmente, dopo l’ultimo trasferimento dei docenti è passata da Nuoro a Roma. Ha presentato domanda di assegnazione provvisoria in provincia di Siracusa e dalla graduatoria definitiva si evinceva che mia figlia F. pur avendo un punteggio superiore si classificava la seconda ,mentre la prima in graduatoria possiede un punteggio inferiore, stante le stesse precedenze. Da informazioni esperite presso l’ex Provveditorato di Siracusa si evinceva che la prima in graduatoria possiede una riserva di posto perché in possesso della legge 104. Da ulteriori informazioni sappiamo che questa precedenza (104) è su una parente ,una nonna 96enne la quale nel paese ha figli e altri nipoti. Fatto sta che alla   prima in graduatoria  e stata assegnata la cattedra, mentre mia Figlia, con tre bambini inferiori a 6 anni, è rimasta a Roma.

Non Le lascio immaginare lo sconforto mio e di mia moglie, per prendere servizio ci ha lasciato i figli e il marito. Questo è quanto ci è capitato. Ecco la domanda: secondo Lei è prevalente il bisogno di una nonna 96enne o i bisogni dei tre figli di età inferiore a 6 anni? Purtroppo questa assurda Legge 104, giusta per chi veramente versa in uno stato di bisogno, è assolutamente ingiusta quando viene utilizzata per “soffiare” il posto che spetta ad altri per un maggior punteggio e condizioni familiari particolari come allevare tre bambini di età inferiore a 6 anni. Credo che in questo caso specifico l’amministrazione che ha emesso il decreto abbia preso un abbaglio. Secondo me avrebbe dovuto accertare compiutamente l’esistenza di altri familiari che potessero accudire la nonna 96enne ( e ci sono) e annullare la 104. Certo di un Suo   autorevole  intervento per consentire di ridare la madre ai figli e i figli alla madre la  le porgo distinti saluti”.


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