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Floridia, presentato in anteprima il docu-film “The Big Ciuriddia” del regista Peppe Tata

FLORIDIA –È stato presentato davanti ad un folto pubblico il doc-film “The big Ciuriddia” del regista floridiano Giuseppe Tata.

A presentare il docu-film è stato il critico cinematografico Renato Scatà che rivolgendosi al pubblico ha detto: “Stasera è un miracolo vedere tutta questa gente qui a Floridia.  Questo documentario è il lavoro di una vita. Saranno passati 6/7 anni da quando Peppe ha iniziato a pensare a lavorare su questo lavoro.  The big Ciuriddia è la storia di un sogno. La storia di una persona che non scherza più, che crede nel suo sogno e ci crede così tanto che inizia un viaggio dentro di sé, sia spirituale e sia fisico perché si sposta di continuo dalla Sicilia all’America per cercare sia sé stesso, sia la sua nuova vocazione che è quella dell’arte, la ricerca della regia del nuovo mondo di quello a cui lui si sta affacciando. È una storia importante di volontà. Una volontà interiore. Il documentario si snoda su due livelli. Il primo livello – aggiunge Scatà – è la storia di Peppe perché lui ha messo la sua storia privata all’interno del docu-film. LA storia di un ragazzo che si sposta dalla Sicilia all’America di continuo. Questo emigrante-turista è una figura strana nuova che lui si è incollato, attaccato addosso. Questo turista che trova la sua dimensione a Floridia e anche in America dove c’è un’altra Floridia, un altro posto che poi non è la Floridia contemporanea ma è la Floridia di qualche anno fa. Ed è come se lui vivesse due dimensioni parallele, due mondi: il passato e il presente nello stesso momento. Vive questa sorta di dissidio interiore. Ecco questo suo lavoro. Questo suo dissidio fra presente e passato la sua vita stessa la trasforma in un film e la regala a noi. All’interno della sua storia c’è un’altra storia che è quella del Floridia calcio. La storia del Floridia calcio è straordinaria, è bellissima, è piena di esperienze meravigliose, piena di gente stupenda”.

Il regista Giuseppe Tata dichiara: “L’idea del documentario è nata perché volevo fare qualcosa che parlasse degli emigranti perché dopo la morte di mio padre che è stato un emigrante volevo parlare di questa comunità anche perché io andavo spesso in America per sentirmi floridiano. Poi durante la minestra di San Giuseppe ad Hartford ho visto una fotografia di una squadra di calcio dove c’era scritto “il grande Floridia 1965/1966” ed è partita una scintilla. Ho detto ho la storia per parlare di tutto questo. E da quella fotografia ho fatto un resoconto di quel periodo. Usare il passato per far capire che una volta si stava bene con poco.  La mia storia che sarebbe la storia di un quarantenne, quasi cinquantenne ora, che non riusciva a sentirsi floridiano nel suo paese ma solo soltanto andando in America. Il film parla di questo sviluppo attraverso della storia e dell’affetto degli emigranti si parla di questa evoluzione, di questa educazione sentimentale che l’emigrante floridiano in America e la storia del Floridia calcio ha portato in me alla fine capisco che Floridia sono io”.

Al termine del docu-film il primo cittadino di Floridia Gianni Limoli ha detto: “Peppe aveva perso fiducia nel suo paese. E’ andato in America a trovare i nostri emigranti che anche loro sono partiti in un momento di gande bisogno e sconforto che avevano qui a Floridia e sono andati li a lavorare. MA è proprio lì in quella nazione che non è la nostra, ma lo è diventata perché c’è la nostra comunità, ha ritrovato l’amore per la nostra Floridia che chiamava mamma ma da lì e non da qui. E’ ritornato ad amare la nostra Floridia e adesso ce la riporta. Ci riporta la nostra Floridia cioè il senso di comunità che noi non possiamo assolutamente perdere anche in momenti particolari. Ha dentro di se una dote che sta manifestando con questo suo documentario per la nostra Floridia. E’ una persona di cultura non c’è persona che non è commossa ed hai fatto una cosa grande”.

 


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