Politica

Floridia, spaccatura all’interno del gruppo Burgio. Il vice sindaco Davide Gozzo si dimette ma non voterà la sfiducia

FLORIDIA –  Il consigliere comunale Davide Gozzo, capogruppo di “Cambiala” nel civico consesso, attualmente assessore e vice-sindaco, ha espresso il suo dissenso per la scelta del gruppo politico di riferimento al dott. Salvo Burgio di revocare il sostegno all’amministrazione guidata dal sindaco Gianni Limoli e di allinearsi nella votazione alla mozione di sfiducia che approderà lunedì in aula.
“Apprendo con un certo stupore – ha detto Gozzo – che il gruppo politico di cui sono assessore e capogruppo in consiglio comunale abbia deciso di convergere sulla mozione di sfiducia presentata dai consiglieri di opposizione. Dall’unica riunione svoltasi un paio di giorni fa, infatti, nessuna decisione era stata presa, e si era in attesa di un nuovo incontro per confrontarsi sulla situazione politico-amministrativa. Evidentemente qualcuno ha deciso per tutti, venendo meno proprio a quel rapporto di rispetto politico e di pari dignità di cui viene accusato il Sindaco nella nota diffusa dal dott. Salvo Burgio”.

Il consigliere Gozzo, eletto alle elezioni del giugno del 2017 nella lista “Cambiala”, ha sposato l’idea del suo gruppo politico di riferimento di siglare l’apparentamento con l’attuale sindaco Limoli in vista del ballottaggio. Nei due anni e mezzo di governo della città ha sempre occupato gli scranni della maggioranza, venendo nominato assessore allo Sport, Spettacolo e Turismo e, contestualmente, vice sindaco nel novembre del 2018.
“Non nascondo che, spesso, ci sono state divergenze e perplessità su alcune decisioni prese dal Sindaco – ha sottolineato Gozzo -, ma nulla che non si potesse ricondurre all’interno del normale dibattito politico e nulla che abbia determinato l’uscita di questo gruppo dall’amministrazione comunale. Ricordo a tutti che il gruppo “Cambiala”, con due consiglieri, si trova in consiglio comunale solo grazie all’apparentamento con le liste del Sindaco Limoli, altrimenti oggi non avrebbe alcuna rappresentanza politica. Ricordo che questo gruppo ha espresso tre assessori in questi due anni, condividendo onori ed oneri di questa amministrazione, e ha sempre mantenuto la propria rappresentanza in giunta, almeno fino alla nota diffusa ieri. Credo fermamente che un gruppo politico che ha condiviso tutto il difficile percorso amministrativo, gravato da una situazione economica dell’ente drammatica, non possa defilarsi e pugnalare l’amministrazione di cui ancora fa parte. Credo, inoltre, che sia profondamente scorretto abbandonare nel momento di maggior difficoltà e, addirittura, essere determinanti per la sfiducia al sindaco. Credo, inoltre, che ci siano altre modalità politicamente ed eticamente più corrette per manifestare il proprio dissenso. Credo, infine, che questa mozione arrivi nel peggior momento possibile per la nostra comunità, e che non solo non salverà la nostra cittadina, ma le darà il colpo di grazia consegnandola a mesi di enorme difficoltà”.

In vista della seduta di consiglio, lunedì alle 15.30, per discutere e votare la sfiducia al sindaco che comporterebbe la chiusura anticipata dell’esperienza di governo cittadino, il consigliere Gozzo ha annunciato le proprie dimissioni dalla giunta ma ha anticipato che non voterà la mozione di sfiducia.
“Il comunicato del dott. Burgio – ha concluso Gozzo – fa venire meno il patto di fiducia alla base dell’apparentamento che portò il Sindaco alla vittoria delle elezioni e alla nostra conseguente presenza in giunta. Decreta la fine dello stesso gruppo politico di cui ho orgogliosamente fatto parte e che ho sempre rappresentato e difeso strenuamente. Rende, nel contempo, inopportuna la mia presenza in giunta in quanto espressione di quel gruppo e di quel patto. Per questi motivi, rassegnerò le mie dimissioni dal ruolo di assessore e vice-sindaco, nonché da capogruppo di “Cambiala” in consiglio comunale, e comunico fin d’ora che non voterò la mozione di sfiducia al Sindaco Limoli, sia perché ritengo che sia inopportuna e dannosa in questo momento storico, sia perché sarebbe un atto profondamente scorretto e meschino che non mi appartiene”.


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